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Front door SYSTEMA

Ormai ero diventato un robot. Gli stessi passi. Le stesse mosse. Le stesse frasi. Aveva fatto un po’ di resistenza ma l’ascensore stava salendo. Lentamente. Come tutte le volte.

Avevo pensato di non farcela. Avevo pensato che questa volta potesse essere diverso. Che non ce l’avrei fatta a replicare il solito gesto tecnico. E invece, ancora una volta, stava funzionando.

Apro la porta di casa. Iniziamo a percorrere gli ultimi passi verso la camera da letto. Comincia a prendermi un’ansia della madonna. Non mi succedeva mai. Che cos’era? Non era diverso da tutte le altre volte che avevo fatto la stessa cosa. Stavo ripercorrendo gli stessi passi. Dicendo le stesse cose. Comportandomi nello stesso modo. Perché… era diverso?

Il tempo scorreva inesorabile. Era in bagno e l’ansia aumentava. Che cazzo stava succedendo.

Ci baciamo. Inizio a spogliarla. Scopro che ha delle tette immense, fantastiche. Comincio a toccarle, a succhiargliele.

Filippo: “Qui non si muove nulla. FA QUALCOSA.”

.screen: “Io non posso fare nulla. Ci è saltato qualcosa a basso livello. Mi serve tempo per capire cosa.”

Filippo: “In che senso TI SERVE TEMPO!?!”

.screen: “Temo che questa sia andata.”

Filippo: “Ma questa mi piace un sacco. Questa mi accetta per come sono. Questa la vorrei rivedere. Le piace tantissimo quello che faccio. A nessuna era mai piaciuto così tanto.”

.screen: “Temo che sia questo il problema. Ma non abbiamo il tempo per risolverlo ora…”

Mi fa un pompino. Cerco di farci sesso. Vengo all’istante.

Filippo: “Meno male che eravamo dei Seduction Trainer.”

.screen: “Gioisci.”

Filippo: “Che cazzo stai dicendo.”

.screen: “Ho un’idea. Ma non possiamo lavorarci adesso. Lei è persa. Ma siamo arrivati a #38 e abbiamo appena trovato il bug del systema che cerchiamo da 6 anni. Ora bisogna solo capire come toglierselo.”

Essere veri

Di recente ho fatto una diretta sul mio gruppo Facebook su come essere veri e autentici. E, infatti, ho iniziato a essere più vero. Autentico. Me stesso. Solo che quando ti mostri sincero, così come sei… sei vulnerabile. Stai facendo entrare qualcuno nel tuo sistema emotivo. E’ il modo migliore per andare a tunnel su di lei e poi farci sesso. Vero. Tuttavia, devi avere tutto bello in ordine e sistemato. Altrimenti, non hai modo di reggere. Non riesci a far fronte a quello che succederà. E faranno un devasto completo. 

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Quando le fai entrare le persone non è che si puliscono le scarpe e lasciano tutto intatto. Normalmente, le persone, io incluso, entrano e cominciano a centrare i tuoi blocchi emotivi. Principalmente perché è divertente. Secondariamente, perché così cominciano ad avere potere su di te. Se poi, per cercare di chiudere rapidamente, non chiedi all’altra persona di aprirsi emotivamente… non hai alcun appiglio. Non hai alcuna ancora di salvezza. Quando andrai giù a picco perché ti hanno centrato un blocco emotivo non avrai nulla da centrare a tua volta per cercare di farla venire giù con te. E quindi naufragherai da solo in una valle di lacrime.

Filippo: “Io lo dicevo che era meglio farle innamorare prima. Così almeno le mandiamo KO e buonanotte.”

.screen: “Cazzate. Devi imparare a gestirti i tuoi problemi e smetterla di cercare di fare la lotta con le bombe atomiche. Semplice.”

Filippo: “Ma io voglio qualcuna su cui investire. Qualcuna che creda in me. Qualcuna che valga la pena davvero vivere.”

.screen: “Siamo qui per quello.”

Filippo: “A me sembra una guerra al massacro.”

.screen: “E’ una guerra al massacro. E’ una guerra con chi non ha nulla da perdere. A loro non frega nulla di te. Ti vogliono solo scopare e usare. Ti vogliono gettare rapidamente come ti hanno trovato. Vogliono terminarti all’istante prima che iniziano a soffrire loro. Sono perfette. Non sono la tua famiglia che rispetta i tuoi blocchi. Non sono i tuoi amici che fingono di volerti bene e dietro le spalle si lamentano di quanto sei pesante. Sono spietate. Bastarde. Senza pietà. Perché sanno che è questa la legge. Mors tua vita mea. Ti stai ponendo da Master, da guida. E loro non hanno alcuna pietà. Con chi vuole guidare il loro destino. Faranno di tutto per distruggerti. E, se possono, ce la faranno.”

Il vantaggio dunque dell’aprirsi emotivamente anche se l’altra persona non lo fa è che sarà molto più spietata nel vederci crollare. Non si farà troppi problemi a mandarci in KO tecnico. Anzi, lo ricercherà in modo attivo. Questo perché non abbiamo realmente alcun gancio a cui afferrarci, quindi non ha paura di controffensive. Ma sa che è solo questione di tempo. Il che è positivo, perché una volta che ci centra un blocco, avremo modo di capire cosa è successo ed eliminarlo. Definitivamente. Fino ad arrivare al punto da essere inarrestabili.

Una volta eliminati tutti i problemi o, quantomeno, quelli principali ci troveremo infatti in una situazione di totale stabilità emotiva. Controllo su noi stessi e su cui decidiamo di prendere come slave. In questa accezione slave non significa schiavo o suddito. Semplicemente, il rapporto che avremo sarà quello di guida fidata che ti segna il percorso. In modo da farti fare anche quelle esperienze dolorose e traumatiche che tuttavia porteranno a un miglioramento e a vantaggi sul lungo termine. In questa accezione, noi abbiamo gran poco potere su di loro. Se non la capacità di portarli a uno stato di illuminazione superiore in modo fluido e non impositivo.

Noi siamo stabili perché non abbiamo alcun blocco emotivo esposto. Lei invece rimane stabile perché i suoi blocchi emotivi, ammesso ce ne siano, non le hai chiesto di esporli. E fintanto che sarà così, la relazione si manterrà stabile. Dando a entrambi dei momenti bellissimi. Sarà poi una tua decisione aiutarla a rimuoverli oppure no, dovessero emergere quei blocchi emotivi. Dipenderà anche tanto dalla sua volontà nell’essere aiutata ad andare oltre. A volte non è possibile operare davvero un cambiamento, purtroppo.

Genesi di un blocco emotivo

mamma berlusconi

Io: “Mamma, io farò i soldi. Vedrai! Da grande sarò ricco.”

Mamy: “Smettila Filippo”

Io: “Avrò una villa in Sardegna mamma. Poi non ti inviterò perché non hai creduto in me. Sei cattiva.”

Mamy: “Ahahah Filippo tu non farai una lira, smettila di avere delle idee deliranti.”

Io: “No mamma, io sarò ricco. Sarò più ricco di quello ricco! Come si chiama mamma?”

Mamy: “Berlusconi?”

Io: “Si mamma! Più ricco di Berlusconi!!”

Mamy: “Oh signore…”

Abbiamo lungamente parlato di identità e di strumenti che possiamo fare per rimuovere i blocchi emotivi. Ma come nasce un blocco emotivo? Da cosa è causato? E soprattutto, che influenza ha sulla nostra vita?

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Partiamo dal dire che l’effetto di un blocco emotivo è quello di creare o dare legna a uno dei nostri modelli di felicità. Riteniamo che una cosa x sia superiore alla sua controparte -x e quindi costruiamo un blocco su -x cercando di fare di tutto per concretizzare x nella nostra vita.

Filippo: “Brah va che non capiscono un cazzo se gliela dici così.”

.screen: “Che due coglioni.”

In pratica, se vostra madre vi ha ripetuto da piccoli che siete dei falliti e che non avrete mai successo, finirete per avere un blocco emotivo su quello. L’idea di fallire o di non essere realizzati sarà per voi un grosso dolore interiore. Pertanto, farete di tutto per cercare di rafforzare il modello di verità opposto. Ovvero quello di essere una persona di successo piena di soldi. Finendo per finirci sotto ogni volta che una ragazza vi sottolinea quanto siete di successo o quanto il vostro lavoro sia particolarmente figo e appassionante. Oltre a sentire che nessuna mai potrà amarvi, visto che vostra madre non vi ha mai amato per come siete.

Filippo: “Ma io volevo prendermi cura di #38. Mi piaceva un bordello. Che cazzo.”

.screen: “Ti piaceva anche quella della settimana scorsa. E anche quella della settimana ancora prima. Che palle. Prima o poi riuscirai a vederle tutte come oggetti. Credo in te.”

Filippo: “Ma io voglio le coccoleeeee.”

.screen: “Si, si. Le coccole arrivano. Tranquillo. Solo che ce le facciamo fare da due ragazze alla volta. O quattro. Insomma, direi che è meglio.”

Filippo: “Ma non me ne frega un cazzo di fare le orge porca troia, io amo lei.”

.screen: “Certo che sei pesante ohh….”

Effetti di un blocco emotivo

#3*Gli effetti di un blocco emotivo sono particolarmente pallosi. Quello che succede è una chiusura emotiva totale nel peggiore dei casi. Nel migliore dei casi hai delle sensazioni di evitamento e repulsione.

Se ti viene centrato in pieno un blocco emotivo ti si blocca all’improvviso la tua creatività. Cominci a risultare pesante, inconcludente, le ragazze iniziano a smettere di rispondere. Non riesci a farci sesso. Stile che o fai cilecca o vieni subito o entrambe le cose. Tutto questo può capitare in un game in corso o dopo una rottura o un incidente di qualsiasi genere.

A quel punto vieni categorizzato sistematicamente come “morto di figa”. Se hai delle relazioni di codipendenza emotiva quello che può succedere è che perdi la ragazza fino a sbloccare di nuovo quel problema. I recuperi quindi sono possibili, ma non se lei non ha investito minimamente a livello emotivo. Se non avete ancora fatto sesso è virtualmente quasi impossibile recuperarla, mentalmente ti ha categorizzato come sfigato e sei fuori.

Se il blocco è centrale e rimane con il blocco attivo per lungo tempo, si cancrenizza. Il che vuol dire che comincerai a perdere delle capacità operative a livello progressivo. Un po’ quello di cui avevamo già parlato. Stile che prima eri sicuro di te e facevi sesso con tante ragazze. Poi cominci a stare sempre peggio. Inizi a odiarle. Cominci a chiamarle troie. E ti chiudi sempre di più in te stesso.

Se invece il blocco è minore, è possibile che la ragazza continui a colpirlo senza metterti KO. Questo provoca sempre di più un accrescere del blocco. Sentendoti sempre più colpito ogni volta che ti dicono che sei basso o che sei uno sfigato o qualsiasi cosa che lei ti diceva. Lo noti facilmente perché senti al petto una sensazione come se ti cadesse il cuore. Oppure ti sale la rabbia a cannone e la voglia di distruggere.

In questi casi non è raro avere delle sovrareazioni. Stile ira, oppure colpire qualche oggetto o persona. Oppure mettersi a piangere e avere un crollo emotivo.

Individuazione di un blocco emotivo

Una volta notato che il blocco emotivo sta agendo e che sei bloccato, ci sono vari metodi che puoi utilizzare per risolverlo. Uno è quello della visualizzazione. Immagini quell’evento a ciclo continuo nella tua mente e cerchi di concentrarti sul dolore. A volte cominci a vedere delle immagini che puoi usare per trovare dei mantra ed eliminare il blocco.

In altri casi invece, conviene cercare di descrivere il più possibile stile flusso di coscienza l’evento che ci ha fatto bloccare. Bisogna cercare di andare sempre più in profondità fino a raggiungere i motivi base. Fatto da soli è abbastanza complesso se non si ha pratica. Vuoi aiuto? Aiutami a diffondere il mio sito e ti aiuterò gratuitamente 🙂

Un esempio di questo è come ho ridotto drasticamente fino a far praticamente scomparire la mia ansia d’approccio. Ogni volta che sentivo ansia quando aprivo cercavo di memorizzare la sensazione. Per poi cercare di scrivere tutto ciò che provavo cercando di focalizzarmi su quella sensazione. Questo è un estratto di quello che ho trovato. Ci torneremo in futuro.

Sono di giorno. Tutti mi stanno guardando. Lei può guardare i miei difetti. Ogni capello fuori posto. Sono da solo. Nessuno mi può difendere. Sono a volto scoperto. Sono riconoscibile.

Vado da lei e la fermo. Ho paura di perdere il treno. Ho paura di non fare quello che dovevo fare. Ho paura di perdermi nei suoi occhi e innamorarmi di lei e mollare ciò che sto facendo. Quasi che quello che sto facendo è importante. Più importante di conoscere lei. Quasi che quello che faccio abbia un senso. Uno scopo più alto. Mentre conoscere lei è solo un mezzo, un qualcosa che faccio nel tempo libero. Quando ho tempo da perdere.

Ho paura di disturbare. Ho paura di parlare troppo ad alta voce e vedere le persone che si girano, mi guardano e mi giudicano. Che pensano che sia un maniaco. Che pensano che voglia importunarla o farle del male. Ho paura che mi fermino e mi dicano qualcosa. Come che sto violando la legge o facendo cose che non dovrei fare. Ho paura che lo sappia mamma. E che mia mamma non sia contenta di me come figlio. Ho paura che mi dica che non vado bene. Ho paura che mi sgridi e mi dica che sono un fallimento come figlio. Voglio che mia mamma sia felice di me e che sia orgogliosa di avermi come figlio. Voglio che mia nonna non sappia mai della mia vita. Voglio che mia nonna muoia convinta che ho bel lavoro socialmente approvato e che l’ho fatta contenta. Non posso e non voglio vedere soffrire mia nonna. Vedere soffrire mia nonna mi toglie la vita. Vorrei solo abbracciarla e dirle che va tutto bene. Vorrei solo dirle che ci sono per lei. Vorrei dirle che è l’unica persona realmente importante per me. E che le voglio un bene dell’anima. Che la amo. Che è la mia nonna importantissima.

Ma non capisce e mai capirà. Ormai è vecchia e rincoglionita. E’ inutile cercare di spiegarle. E’ inutile cercare di spiegarti nonna cosa mi piace fare. E’ inutile cercare di essere approvato da te in un modo che capisci. Non voglio che mi vedi in TV come un puttaniere. Come mio padre. Anzi, peggio di mio padre. Ho paura che tu possa pensare che ti ho mentito. Che non sono stato un bravo nipote. Che non sono la persona che hai sempre voluto. Ho paura di deluderti. Di non essere all’altezza delle tue aspettative. Vorrei solo che fossi felice. E che non piangessi. Perché vederti piangere è la cosa più brutta che abbia mai dovuto vedere. E mi dispiace tanto nonna se piangi per me. Se piangi perché non sono un bravo nipote. Se ti ho deluso. Se non ho studiato abbastanza. Se non so abbastanza cose. Se sono mediocre.

Su questo racconto, ho trovato i seguenti mantra. Come saprai se leggi il mio diario sono incompleti. Ne ho trovati molti altri in seguito facendo dei lavori più mirati su mia madre e su mia nonna. Lavori che ho già raccontato sulla pagina dedicata a mantra e visualizzazioni. Anche grazie all’aiuto del mio osteopata come raccontato nell’ultima diretta.

  • Io, nome cognome, sono contento se mia nonna sa che sono un puttaniere
  • Io, nome cognome, sono contento che mia nonna sappia che ho molestato una ragazza
  • Io, nome cognome, sono felice che mia nonna sia delusa totalmente di me
  • Io, nome cognome, sono felice che mia nonna pianga e soffra a causa mia
  • Io, nome cognome, sono felice che mia nonna non capisca e mi giudichi un poco di buono
  • Io, nome cognome, sono felice di essere una totale delusione come figlio per la mia famiglia
  • Io, nome cognome, sono felice di essere un totale fallimento come figlio per mia nonna
  • Io, nome cognome, mi rifiuto di avere un bel lavoro socialmente approvato
  • Io, nome cognome, sono felice di avere un lavoro orribile che mia nonna odia
  • Io, nome cognome, sono felice che mia nonna mi urli in faccia che sono solo un luamaro di merda piangendo
  • Io, nome cognome, sono felice di rifiutarmi di rendere orgogliosa mia nonna
  • Io, nome cognome, sono felice di godere nel veder piangere mia nonna
  • Io, nome cognome, sono felice che mia nonna sia inutile
  • ecc.

La vendetta

ascensore, let's goStavamo salendo in ascensore. Era così terribilmente uguale. Terribilmente identico. Terribilmente sempre lo stesso copione.

Varco la porta. Questa volta sarebbe stato diverso. Sarebbe stato molto diverso. Questa volta avrei finalmente ottenuto quello che volevo. Questa volta era semplice.

Entriamo in camera. Le mostro la vista dalla mia finestra. Ci spostiamo sul letto. Cominciamo a baciarci.

Lei: “Non voglio. Non voglio… essere un numero.”

Io: “Dai su, non ci pensare.”

Cominciamo a baciarci. Mi viene duro. Tiro giù i pantaloni, le prendo la mano e comincio a farmi fare una sega.

Filippo: “Oh, finalmente.”

.screen: “Era anche ora effettivamente.”

Spero in un pompino. Pompino che non arriva.

Lei: “Ma non ce l’hai così piccolo.”

Io: “In che senso?”

Lei: “Ah nel senso che… a leggere il tuo sito… pensavo che ce l’avessi tipo minuscolo. Invece ce l’hai normale”

.screen: “Ce l’abbiamo normale!?!”

Filippo: “Ce l’ho normale??!”

.screen: “E ce lo dicono adesso? All’alba della #39esima?”

Mi stufo e mi alzo. Ormai ho un’erezione della madonna. Prendo un preservativo e con tutta la pazienza del mondo lo scarto e lo indosso. Supremo.

Glielo metto dentro. Comincio a farci sesso. Il sesso era anche molto bello. Duro pochetto, essendo la prima volta. Poco male. Vengo.

La abbraccio. Come se fosse la mia bimba. Il mio animaletto. Probabilmente non l’avrei rivista. Non importava. Ah, dimenticavo.

Io: “Beh, ora sei un numero anche tu. Benvenuta #39”

Nel momento in cui abbiamo un blocco il nostro istinto primordiale è quello di sfogarlo sugli altri. Non ci sentiamo accettati? Cerchiamo delle relazioni che ci permettano di non far sentire accettata l’altra persona. Perché noi siamo superiori, migliori, superfighi… e loro invece sono una nullità. Non riusciamo ad accettare di non essere ricchi? Cercheremo una persona povera da far sentire inadeguata economicamente. E così via.

Spesso quello che perpetriamo sugli altri non sono altro che la replica del nostro dolore. Come un’eterna vendetta che si tramanda da una persona all’altra. Da una generazione all’altra.

C’è un motivo se continuiamo a cercare nel sesso la soluzione. E la motivazione è che i nostri blocchi emotivi, la nostra sofferenza, ci impedisce di essere felici. Ci impedisce di essere noi stessi. Ci impedisce di dare tutto noi stessi nella ricerca di quello che vogliamo davvero.

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Nel momento in cui riusciamo tuttavia ad eliminare il motivo per cui vogliamo fare del male agli altri. Il momento in cui vogliamo smetterli di danneggiarli… allora possiamo avere relazioni positive. Funzionali. Che stanno in piedi. Rimanendo autentici e migliorando le persone che ci frequentano.

Livelli relazionali

Abbiamo già parlato di relazioni. Tuttavia, approcciandole da questo punto di vista, ci accorgiamo che ci sono quattro livello di profondità quando parliamo di relazioni.

  1. Il primo livello è quello dell’innamoramento reciproco. Ci studiamo, cerchiamo di capire l’altra persona. Per vedere se ha una sequenza di blocchi emotivi e di problematiche simili alle nostre. Questo processo è necessariamente lento e richiede più appuntamenti. Per questo le ragazze che stanno ancora in questa fase hanno bisogno di tempo e di monogamia. Non c’è nulla di male, se non che le relazioni che andranno a creare sono incentrate sul mantenere la relazione costi quel che costi. Danneggiando l’altra persona e dipendendone. In una codipendenza che non può che finire danneggiando entrambi. Questo tipo di persone necessità di parecchio tempo per fidarsi e per essere sbloccate. A meno che non ti ritengano per qualche motivo una sorta di autorità molto importante. In quel caso è possibile operare un cambiamento netto anche in poco tempo. Tuttavia, tutta una serie di convinzioni e di merda che hanno interiorizzato nel mentre, porterà comunque queste persone a danneggiarti in più modi.
  2. A un secondo livello capiamo che questo tipo di relazioni sono solo distruttive. Quindi cerchiamo di uscirne, cerchiamo di fare delle relazioni in cui non vengano messi in gioco i propri problemi psicologici. Facendo così si finisce per non dare tutto. Si cercano trombamicizie o comunque rapporti vuoti. Persone che ci piacciono fino a un certo punto. Per riuscire a mantenere tutto nel controllabile. Spesso ci viene detto che indossiamo maschere o che non ci apriamo, proprio perché stiamo cercando di mantenere relazioni che in realtà non riusciremo a gestire dovessimo aprirci al 100%. Questo tipo di relazioni sono pseudo-stabili per qualche mese, finché ti rendi conto che stai buttando il tuo tempo nel cesso. Con persone che non ti piacciono realmente o che stanno apprezzando una maschera, non chi sei veramente. E sono terribilmente frustranti.
  3. A un terzo livello, cominci ad aprirti al 100% mostrandoti per come sei veramente. Questo livello di per se è davvero difficile da raggiungere. Sia perché devi avere una profondità come persona importante. Sia perché devi aver fatto ordine su tutta una serie di insicurezze e di fatti sulla tua vita per cui prima cercavi di nasconderti. Questa cosa porterà molte persone a scappare. A ragazze a rinnegarti. Ad amici a non apprezzarti più. Ma ti porterà molte persone interessate a come sei davvero. Questa cosa inizialmente è terribile. Provare così tanto amore, accettazione e validazione per come sei realmente… è difficilissimo da gestire. Comincerai a bruciarti a ripetizione maschi e femmine cercando di avere ancora più accettazione. Nella paura che cambino idea e che smettano di amarti per come sei. Togliendoti questa sensazione bellissima. Finché riuscirai ad abituarti e a rimuovere i problemi per cui ci finisci sotto ripetutamente.
  4. Un quarto livello è quello in cui puoi porti come “Guida”. E’ una cosa che ho stabilizzato da anni con i maschi ma non ero ancora riuscito a stabilizzare con le donne. Con le donne ne parlo a mero livello teorico ma conosco almeno 4 persone che sono riuscite a stabilizzarlo. Nel momento in cui riesci ad aprirti al 100% ma una donna non può ferirti. Non ha alcun appiglio, alcun gancio, per metterti KO… puoi porti come guida per reframmarla. Per aiutarla a essere più vera e autentica. Per aiutarla nel suo percorso di miglioramento personale. Questo può passare attraverso vantaggi, ma anche bonus a livello economico per sopperire ai danni che inevitabilmente farà. A se stessa, a te, ad eventuali altre. Inoltre, è possibile addestrare le ragazze per fare in modo che ti portino altre ragazze con cui fare sesso e da prendere in relazione multipla. E da farci sesso in FFM. Questo non viola il Frame LTR. Quando vai a tunnel per chiuderne una nuova, sei completamente focalizzato su di lei. Hai la disponibilità emotiva anche a dedicarti al 100% su una persona. Tuttavia, per farlo davvero, dovrebbe essere così tanto un vantaggio per te… che nel 99.99% dei casi non ti succederà. Esempio: se arriva Emily Ratajkowski e ti chiede gentilmente di aiutarla e di concentrarti solo su di lei perché l’idea che fai sesso con altre la fa soffrire e la rende insicura… sappiamo tutti come andrà a finire. Ed è bene che ogni membro ne sia pienamente consapevole. Ogni tuo aiuto va guadagnato e meritato. E potrebbe essere tolto in qualsiasi istante. In quanto volontario. Faranno di tutto per vedere se è onesto e sincero e se realmente rimuoverai il tuo supporto in caso di “tradimento”. Sii pronto.

A seconda quindi del quantitativo di blocchi emotivi che abbiamo e di quanto siamo stabili a livello di innergame, ci approcceremo alle relazioni in modo diverso. Non è giusto il primo o il quarto livello, sono solo diversi step evolutivi nella crescita di un uomo. Alcuni possono anche fermarsi al primo o al secondo livello ed essere contenti così. Altri invece vorranno arrivare a liberarsi completamente e a vivere la propria vita al massimo. Quelle persone, uomini e donne, sono i benvenuti. L’obiettivo di questo sito è infatti permettere alle persone di riuscire a raggiungere la massima maturazione emozionale possibile. Dando strumenti pratici per questo scopo.

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