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E’ un momento di cambiamenti. Sarà anche merito dell’osteopata cinese che mi sta sbloccando i chakra… chissà.

Mi è già successo di mollare un po’ di volte. Ed è anche fisiologico nel percorso di crescita di una persona. Di recente ho visto questo video:

E la cosa mi ha fatto riflettere su molti livelli. Il protagonista molla. E molla. E molla di nuovo. Ritornando sempre a fare palestra… ma con convinzioni e motivazioni, completamente diverse. Mollare è semplicemente fisiologico. E uno vorrebbe chiedersi… perché si molla? Perché conviene mollare..?

Illudersi

Molto spesso si inizia un’attività, un processo di cambiamento, qualcosa… perché si ha delle forti illusioni. Si crede che quando ci saranno le ragazze, quando ci saranno i muscoli, quando ci saranno i soldi, il successo… qualcosa cambierà. Finalmente saremo felici. Finalmente saremo realizzati. Finalmente avremo trovato il nostro scopo nel mondo e saremo… qualcuno.

La realtà, la cruda realtà… è che non serve a un cazzo. Non cambierà assolutamente nulla. Quando anche farai due fclose in una settimana. Quando anche farai sesso in pochi minuti con una ragazza. Quando anche farai i numeri più assurdi e incredibili davanti ai tuoi amici… non cambierà nulla.

Così come quando diventerai grosso enorme. Al massimo ti chiameranno Mr Muscolo e la tua vita rimarrà quella di prima. E’ lo scontrarsi contro la dura realtà che fa male. E’ il realizzare che non serve a un cazzo. E’ il realizzare che ci sono molte variabili fuori dal tuo controllo che renderanno il tuo successo completamente aleatorio… che ti faranno deprimere totalmente.

I soldi, la genetica, la predisposizione… ma comunque, anche dovessi raggiungere il successo più totale… cosa avrai ottenuto dalla tua vita? Cosa sarà cambiato?

Nulla. La vita è come aspettare che un camion ci tiri sotto. Puoi avere in mano un gelato e godertelo. Puoi fare furiosamente dei calcoli sulla calcolatrice su come fare più soldi. O puoi semplicemente aspettare che ti tiri sotto. Tanto sarà tutto assolutamente irrilevante. Perché, morirai.

Illudersi, di nuovo

taglioL’eliminazione dell’ego purtroppo non è un pulsante che accendi o spegni. E’ una spirale. E’ una fottuta spirale. Arrivi al momento in cui i tuoi disagi, le tue ferite, la tua voglia di riscatto… si scontrano con la dura realtà… e ti fermi. Guardi il soffitto. E ti chiedi:

“Checcazzo sto facendo della mia vita? Perché porcod*o sto spendendo tutte queste energie… in una troiata del genere? Perché sto perdendo la mia vita, ogni istante della mia giovinezza, chi amo e chi mi vuole bene… per sta merda?”

Nell’estate 2014 mi trovavo sotto uno stendino. Nascosto. In casa di un tizio che conoscevo appena. Avevo fatto serata con un loro amico. Non ero mai riuscito completamente a diventare uno del loro gruppo. Bevevano, erano fecciosi. Io ero il bravo ragazzo idiota che, sotto sotto, odiavano. E stavo cercando di diventare come loro. Almeno in parte. Ma non ci riuscivo.

Per cui… mi avevano chiuso fuori. Fingendosi ubriachi. Facendomi dormire sotto un cazzo di stendino. In quel momento ti senti rifiutato. Non solo dalle ragazze. Da cui hai preso 30 pali di fila. Ma persino da quelli che dovrebbero essere i tuoi amici. E ti chiedi: “perché lo sto facendo?”

Quello fu il primo momento in cui qualcosa si ruppe. In cui riuscii a guardare sotto la tela. E, lì nascosto, c’era la consapevolezza… che quello che stavo facendo… in fondo in fondo… non serviva a un cazzo.

Quella settimana sfiorai un threesome in ONS. Il giorno dopo feci una ONS con una modella. Mi approcciò lei.

Ripensai a Tyler della RSD. A quando avevo visto il suo seminario sul blueprint. Il programma di innergame in assoluto tra i migliori in circolazione.

In quel momento… non me ne fotteva un cazzo. Non ero in quel tipo di state dove sei carico a bestia… ero in una sorta di state super calmo. Super rilassato. Avevo quasi paura. Non pensavo più. Le cose non avevano più importanza. A causa del mio lavoro continuai a uscire. Avevo paura a parlarne. Non sapevo che cazzo stesse succedendo. Sapevo solo che stavo divinamente bene.

Quella settimana… una ragazza si fece largo tra la folla per aprirmi. Un’altra ragazza mi disse: “portami a casa e scopami”. Non sapevo che cazzo stesse succedendo… ma questa era la figata definitiva. Dovevo assolutamente trovare un modo per bloccarla, impacchettarla e insegnarla.

In quel momento mi sentii così. Mi sentii Dio. Pensavo di aver capito. Di aver capito finalmente come si faceva ad andare a figa. Di avere finalmente l’illuminazione.

Feci dei video. I miei primi video. Li postai su un forum.

Non feci sesso per i sei mesi successivi.

Gesù che scende dal cielo

Gesù che scende dal cieloMi ricordo la prima volta che andai a figa approcciando a freddo. Era un evento di IS, una community di seduzione. Dovevamo approcciare vari gruppi e fare dei giochi. A un certo punto mi senti un figo da paura. Ero andato fino a Firenze. Avevo dovuto superare delle rotture di cazzo monumentali per essere lì. Anche se l’evento era gratis, tra andare e tornare avevo speso più di 100€. Erano quasi tutti i soldi che avevo.

Eppure ero lì cazzo. Avevo imparato ad approcciare. Lo stavo facendo. Ero riuscito persino a farlo da solo. Mi sentivo Dio. Mi sentivo potentissimo. Mi sentivo fortissimo.

Un mio amico approcciò un gruppo di 5 ragazze. Provavano in tutti i modi a baciarne una, ma senza successo. Io ero in un angolo, in silenzio. Per i cazzi miei. Mi sentivo divinamente bene. Ero Dio. Una delle ragazze mi guardava come si guarda la cosa più bella mai vista. Uno dei miei amici disse, a un’altra: “Ma come? Non vuoi baciare un così bel ragazzo?” indicando un altro del gruppo. Io guardai lei e le dissi: “Secondo me tu invece mi vuoi baciare”. Lei mi guardò e mi disse: “Si”.

Era un si sincero, totalizzante. Era completamente immersa e ipnotizzata dal mio stato superiore di divinità. All’epoca avevo un game pessimo. Tutti si girarono per guardarla. Lei precisò: “si… sulla guancia”. Uscendo da quella magia che ci legava. Non riuscii ad ottenere altro. Ma in quel momento pensai: “non so che cazzo ho fatto… ma devo assolutamente riottenere quella cosa. E’ stato bellissimo.”

Un’altra sera, esco con un mio amico. Il suo nickname era Deimos. In quella serata avrei dovuto insegnargli ad aprire. In realtà, non ce ne fu bisognò. Cominciò ad approcciare tutta la discoteca dicendo: “Ciao piacere, Deimos”. Arrivato a questa ragazza dopo pochi secondi le cinse la vita con le braccia. E le disse: “sai… prima eravamo dentro in pista… ed eravamo stretti così”. E lei: “e poi?”. E lui: “E poi… questo”. Bam, lingua in gola. In pochissimi minuti.

Lo guardai e pensai: “merda. Non so come cazzo ha fatto. Ma spenderò tutta la mia vita a capire come cazzo ci è riuscito. Devo saperlo.”

Abbandonare le proprie illusioni

droste effectDopo i sei mesi di carestia partecipai al BSG, Best Seduction Game. Un programma di seduzione dello stesso forum sopra citato. Non riuscivo a fare le missioni. Passavo intere giornate a guardare le ragazze che camminavano. Con la voce, martellante, che mi diceva che dovevo fare qualcosa. Dovevo aprire. Dovevo provarci. Dovevo fare ste cazzo di missioni. Era assillante. Stavo male.

Uscii un giorno in discoteca. Ero così bloccato che non ne potevo più. Andai da una ragazza, cercai di aprirla… fu tragico. Non mi degnò neanche di uno sguardo. Mi chiesi cosa stessi facendo. Mi chiesi perché stessi rovinando la mia vita in quel modo.

In quel momento capii. Capii di nuovo. Che la vita non ha un senso. Che tutto quello che stavo facendo era completamente inutile. Che rimorchiare per fare numero era da coglioni. Che usare le ragazze per sentirsi figo e validato era da deficienti. Pensai che mia madre aveva ragione. Rifiutai in blocco tutta la cultura PUA. La cultura delle relazioni aperte, multiple. Dei threesome. Delle cazzate. Pensai che io ero un ragazzo serio e che come tale dovevo comportarmi.

Decisi di chiudere. Per l’ennesima volta. Con quella vita del cazzo. Con l’uscire per andare a figa. Con gli sfigati che ti pressano e ti fanno vivere male ogni uscita.

In quel periodo ottenni dei risultati oltre ogni limite. Ed erano anche fottutamente stabili. Non avevo ancora fatto sesso con nessuna ragazza, ma quando approcciavo le ragazze mi facevano addirittura i complimenti. Dissi a una ragazza “sai… hai delle tette spettacolari”. Lei mi guardò in volto, mi diede la mano e mi disse: “Bravo! Tutti lo pensano, ma sei l’unico con le palle di dirlo”. Questo mi successe con molti altri set. Pure con approcci come: “hai dei begli occhi”. Era incredibile.

Mostrai quello di cui ero capace a dei miei amici. A persone che non ci credevano. I risultati che stavo ottenendo erano incredibili. Ed è proprio questo che ti fotte: finalmente ottieni i risultati, le risposte, l’amore che hai sempre cercato… e pensi di avercela fatta. Pensi “ora sono figo, ora sono completo”. Ed è lì che l’ego torna, per distruggerti.

Avevo paura di insegnare quei concetti. Avevo paura di ricadere nello stesso loop di prima. Ma lo feci. Feci un incontro in cui spiegai, faccia a faccia, quei concetti alla crew di Padova. Spiegai gratuitamente ogni dettaglio, ogni pensiero che avevo in quel momento. Finito quell’incontro, immediatamente dopo, uscii con #5.

Fu l’inizio della fine. Andai completamente sotto per lei. Mi innamorai a dei livelli che penso non mi sono mai più innamorato dopo allora. Mi disse che voleva una storia aperta. Mi disse che non si era mai fidanzata. Mi disse che non si era mai neanche innamorata.

Lei era perfetta. Era tutto quello che avrei mai voluto in una ragazza.

Volevo sposarla. Volevo fosse mia.

Mia, per sempre.

La tragedia

Passai l’anno più terribile della mia vita. Da una parte mi sembra di aver capito, di nuovo. Pensavo di aver ormai fatto miei i concetti. Spiegavo le cose che avevo capito e intervenivo online. Dall’altra… ero distrutto. Ogni cazzo di giorno. Leggevo qualsiasi materiale trovassi. Lessi libri sulle relazioni aperte. Feci di tutto per capire come venirne fuori. Era drammatico. Soffrivo così tanto che pensavo che mi sarei tirato un colpo.

Lì cominciai a togliermi i primi blocchi, le prime pare. E’ tutto descritto nel post che ho fatto su quel periodo. Inutile ripeterlo.

Uscito da lì, la situazione in realtà si era aggravata. Se prima avevo delle leggere ferite, dei leggeri motivi per volere il mio riscatto… ora avevo una vendetta enorme da colmare. E sarebbe stata terribile.

La vendetta

Da lì decisi che prima di riscriverle avrei dovuto fare sesso almeno con 3 nuove ragazze. Altrimenti non avrei mai avuto abbastanza sicurezza di me e nei miei mezzi per gestirla. Conobbi #7, codename ninfo. Era una ragazzina debole, con un sacco di paranoie. E’ triste da dire, ma in momenti come questo cerchi solo di vendicarti di quanto hai dovuto subire. Di far passare a qualcun altro ciò che ti hanno fatto passare. Lei era perfetta.

La nostra relazione, tra un tira e molla e l’altro, durò quasi due anni. Nel mentre feci sesso con più di una decina di ragazze. I primi sei mesi, tuttavia, di nuovo… non riuscivo. Non riuscivo a fare sesso che con lei.

All’improvviso, decisi di fare una cosa a tre. Decisi che era venuto il momento, dopo aver visto questo video:

In questo video Tyler consigliava di vedere un proprio amico scopare la propria ragazza. Per riuscire a capire che le donne amano il sesso e far proprio questa cosa.

Fu terribile.

Lo proposi a Zema, un mio amico che sapevo averne fatti già diversi. Lei voleva provare. Anche se dovetti fare di tutto per convincerla. Arrivò in casa. Ci disse che la eccitava l’idea che io e Zema ci baciassimo. Lo facemmo. Lei cominciò a toccarsi. La portammo in camera.

Non riuscivo ad avere un’erezione. Zero totale. Non riuscivo. Zema invece si. Cominciò a scoparsela, sotto i miei occhi. Mentre lei era sopra di me. Affianco a me. Non riuscivo a vederla come mia. Non riuscivo a sentirmi speciale. Non riuscivo a sentire che a lei gliene fregava qualcosa di me.

Zema uscii dalla stanza. Lei cominciò a baciarmi. Eravamo solo io e lei, di nuovo. Ebbi un’erezione e riuscii a farci sesso.

Lei capì che vivevo male la competizione con Zema. Cominciò ad abbracciarlo, guardandomi in tono di sfida. Facendo finta che le piacesse di più lui. Cose che pure mi confessò successivamente di fare attivamente per farmi soffrire.

Andai completamente sotto. Uscimmo dalla casa, facemmo una passeggiata. Noi tre, con la ragazza in mezzo. Tutti e tre a manina. Era una situazione grottesca.

I giorni dopo ebbi una crisi. Lì trovai il mio reale problema: la mia fottuta paura di essere abbandonato. Sostituito. Rimpiazzato. Non essere più importante per la donna che amo. La rimossi. Da lì comincio a chiudere come una macchina.

Capii cosa funzionava con le ragazze. Capii cos’era che mi rallentava, che mi bloccava. Ma… aveva realmente importanza…?

Sempre di più, sempre di più

sempre di piùQuando ottieni dei risultati capisci solo una cosa: DI PIU’. DI PIU’.

Arrivai al punto di farmi bannare da ogni gruppo di seduzione. Perché volevo spingere al limite. Perché volevo che gli altri capisseroMi cancellarono ogni post. Il mio intero diario. Ogni traccia della mia esistenza. Perché è questo che succede quando vuoi diventare famoso e riconosciuto da tutti.

Succede che la gente fa di tutto per dimenticarti.

Arrivai a 20. Ma non era abbastanza. Non era abbastanza. Non era quello che era sufficiente. Dovevo ottenere di più. Avevo una relazione bellissima con #13. La amavo totalmente. Era bellissima. Avrei voluto sposarla… ma non era abbastanza. Volevo di più. Ne volevo una più figa. Più ricca. Più intelligente. Più tutto.

Solo due parole: DI PIU’.

Volevo arrivare a 30. Volevo arrivarci ancora in meno tempo di quanto non ci avessi messo per arrivare a 20. Per questo mi ero trasferito a Milano. Per fare punto, per andare ancora più veloce, per arrivare all’eccellenza, per arrivare la vertice.

Mi ricordo di quando avevo la stessa mania compulsiva per Wikipedia. Dovevo eccellere. Dovevo arrivare ai vertici. Un giorno mi proposi per la carica di CheckUser. Una delle qualifiche più importanti su Wikipedia. Avevo appena 17 anni. Mi dissero che non potevo. Mi dissero che non avevo una laurea in informatica. Che non ero abbastanza qualificato. Che non si fidavano di me.

Piansi come un bambino. Ora la laurea in informatica ce l’ho. E per fare quella cosa non mi sarebbe servita a nulla. Ma era la stessa cosa. La mania, il bisogno, l’esigenza… di arrivare al vertice. Di arrivare ad avere ancora di più. Perché quello che hai, non riesci ad accettarlo. Non è abbastanza. Non va bene.

Tu, così come sei, non vai bene. E fai di tutto per infliggerti dolore, frustrazione e disagio, per cercare di cambiare. Per migliorare. Per diventare qualcuno che non sei. Per alterare completamente la tua personalità. Arrivando a essere una brutta copia di qualcun altro. Perché tu. La tua vera essenza. Fa schifo.

Mollare, di nuovo

mollare Arrivato a un certo punto il problema è che… i risultati gli ottieni. Gli ottieni. Arrivare a 30 è oggettivamente raggiungibile. Facile quasi. Una questione di tempo. E sai che non cambierà nulla. La superfiga l’hai avuta. Ma non è cambiato un cazzo neanche quella volta.

Arrivi al punto… in cui il di più… è solo una tua mera illusione. In cui ti rendi conto… che hai fatto sesso con tre ragazze nell’ultimo periodo… e non hai voglia di scriverlo. Non hai voglia di raccontare come hai fatto. Perché è il modo più stupido e insulso possibile: “vuoi venire a casa mia?”.

Fare sesso è semplice. E’ terribilmente semplice. E non serve a un cazzo. Non cambia la tua vita di una virgola. E molta gente si distrugge psicologicamente per avere relazioni multiple. Per fare sesso a quintali… quando non serve a una minchia. L’ultimo mese avrò scopato 6 volte. Perché appena ho fatto sesso con queste ragazze… il loro scopo nella mia vita era terminato.

Non per colpa loro, ma perché non me ne fregava nulla. Non me ne fregava davvero di loro. Evitavo le loro pare mentali. E poi facevo una cosa semplice: le invitavo a casa mia. Wow, difficile.

A quel punto ti chiedi: a che cazzo serve quello che stai facendo? Perché? Perché ti stai sbattendo così tanto?

E quando non riesci a ottenere una risposta. Quando tutto ti sembra stupido e inutile… beh. E’ arrivato davvero il momento di dedicarsi ad altro.

Ma questa volta in modo diverso.

Cambio di paradigma

In Transformations, Toby definisce questa struttura:

  • initial expose to the theory of the game.
  • approach a thousand of set (routines, tactics, techniques) —> hide who they are
  • consistently gaining attraction and number closes
  • occasional dates and a lot of flakes
  • the plateau – frustration and desillusion
  • dropping “game” and developing your lifestyle
  • gaining mastery and insight —> girls actually attracted to who you are
  • intelligently applying tactics, routines and techniques to get consistent results
  • doing what makes you happy: LTR, MLTR & FBs, 3some, etc.

In realtà, questa è più una spirale. In cui tendi a entrare e tornare da un punto all’altro. Ad avere momenti di lucidità, alternati a momenti in cui riperdi consapevolezza di te.

Questa volta però si cambiano premesse.

E’ inutile iniziare la cosa nuova con le stesse premesse. Non ce l’ho fatta con la seduzione a essere felice, inizio con la palestra. Inizio con il fare soldi. Inizio con quello o quell’altro.

Le premesse sono quelle di smetterla di cercare il riscatto. La vendetta. Di smetterla di cercare in ogni modo di essere figo. Superiore. Amato. Adorato dalle masse. Quelle sono cretinate da froci sfigati.

Ah ma quindi bro ora vuoi cercare una ragazza da amare, una che ti faccia sentire completo?

Anche quella è una stronzata. Una ragazza mi ha fatto soffrire e ne cerco un’altra che mi faccia da crocerossina. Per usarla, spremerla… come ho fatto con #7/ninfo. Non ha senso.

Il punto è risolvere i motivi per cui hai bisogno di questa vendetta. E arrivare a capire che è tutta fatica inutile. E’ una sofferenza che ci si autoinfligge per niente, rimanendo condizionati da persone terze ad infinito.

Le premesse nuove sono che è arrivato davvero il momento di fare ciò che voglio. Di sentire l’aria e sentirsi libero. Di smetterla di cercare ossessivamente di chiudere e fare risultato. Di farsi le modelle o chissà che sega mentale di donna ho bisogno per sentirmi figo. Tanto, non servirà a un cazzo. Come non servirà un cazzo che gli altri mi acclamino o mi odino. Cosa cambia? Che differenza fa.

Ma quindi bro non uscirai più…? Non ci proverai più con le ragazze, ecc.?

Questo in realtà l’ho già detto, ma la gente non lo capisce. Non uscirò più con l’intenzione dichiarata di fare risultato. Con l’intenzione di fare game. Con l’intenzione di essere “il wing”. Di essere quello che ti fa da babysitter. Di cercare la validazione in persone che hanno una loro vita, le loro passioni e che non gliene frega nulla di dirmi quanto sono bravo.

Voglio uscire per divertirmi. Ballare. Per fare quello che mi pare. Non per sentirmi dire ogni 3 minuti “bro, bro.. c’è un set!”.

Questo non vuol dire che non mi piaccia più la figa o fare sesso. Vuol dire che mi sono rotto il cazzo di questa mentalità di merda.

Arriverò a trenta? Ormai ne manca solo una. Se succederà, ben venga. Ma tanto… non cambierà una minchia.