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Dicono, non si sa bene chi, che alle ragazze piaccia l’uomo sicuro di se. Impenetrabile. Invincibile. Freddo e rilassato in ogni occasione. In sostanza… le donne amano hitman.

Hitman della seduzione

E’ vero? E, soprattutto… come si fa a essere l’hitman più implacabile che sia mai esistito… pure nelle situazioni più complesse, problematiche e rischiose che esistano?

Ansia e paure

non avere ansia: come fare

Partiamo a parlare di ansia e paure in generale, perché sono esattamente ciò che ci portano a perdere totalmente la calma e la sicurezza che abbiamo in noi stessi.

L’ansia e la paura aumentano in queste situazioni:

  • faccio cose fuori dalla mia zona di comfort. Se sono totalmente fuori dalla mia zona di comfort, rischio di arrivare al punto di bloccarmi completamente.
  • correlato al precedente: non conosco quello che devo fare nel dettaglio. Es: devo parlare in pubblico e magari su quello mi sento tranquillo… ma non so di cosa. O di un argomento che conosco poco.

Va detta tuttavia una cosa importante dell’ansia. Ovvero:

grafico ansia performance

L’ansia dunque è un nemico della performance? No. Anzi, paradossalmente dei livelli moderati di ansia possono portare a un aumento della performance. Abbiamo dunque sfatato il mito secondo cui essere perfettamente rilassati e tranquilli possa portare a dei risultati migliori rispetto a provare un livello moderato di ansia.

Con le ragazze è ancora più evidente e… paradossale! Immaginiamo due ragazzi. Sono le 20 di sera. Un ragazzo sta approcciando dalla mattina alle 10. L’altro ragazzo invece è arrivato da 30-60 minuti e si è appena fatto due chiacchere con gli amici.

Vedono entrambi una ragazza che gli piace moltissimo. Entrambi decidono di approcciare. Chi otterrà migliori risultati? Paradossalmente, il più delle volte… il secondo dei due otterrà risultati migliori.

Perché? Perché, se gli piace davvero, risulterà molto più autentico. E, soprattutto, la ragazza penserà che ha dovuto fare uno sforzo non da poco per andare a parlarle. Quindi farà molta meno fatica a farle capire che gli piace davvero e che è davvero interessato a lei.

Il primo invece, approcciando dalla mattina, risulterà super sicuro di se. Freddo, rilassato, glaciale. Trattandola come se fosse “una delle tante” che ha approcciato dalla mattina. Convinto che anche se dovesse rovinare l’interazione sarebbe irrilevante perché ne approccerebbe un’altra. Il risultato dunque è che la performance degrada notevolmente. Facendola percepire come una delle tante e non speciale. Riuscendo quindi a ottenere qualcosa solo con ragazze che si sentono effettivamente così rispetto a lui. Ovvero, di un valore molto inferiore.

Che cagata… quindi non dovrei fare pratica????

Ovviamente si, dovresti fare pratica. Ma prendiamo, per esempio, un allenamento fisico per capire come funziona il nostro corpo messo sotto stress.

Mettiamo, per esempio, che devi fare 200kg di squat. Essendo un carico impegnativo, non puoi partire facendoli direttamente. Quindi magari ti scalderai con 70kg, poi 100, poi 130, poi 150, poi 170. Poi 185.. poi alla fine proverai a fare 200kg.

A parte che non ci ho capito un cazzo. Prima avevi detto di partire sparato da quella e bona. Altrimenti sarei stato troppo sicuro di me!!111!!1 Che cazzo stai a dì!?!

In realtà è proprio questo il punto. Ovvero, un conto è “riscaldarsi” per far diminuire l’ansia, la paura (e il rischio infortuni). Un altro conto invece è andare allo sfinimento e bruciarsi tutte le energie per far diminuire l’ansia.

Prendiamo sempre l’esempio dello squat. Le alternative a quanto ho detto sarebbero potute essere:

  • Fare 200kg diretto a freddo. Questo porterebbe direttamente all’infortunio essendo un carico importante. In un approccio sarebbe come approcciare all’istante una superfiga appena arrivati. Non è impossibile, ma le probabilità di uscirne con le ossa rotte sono abbastanza elevate 🙂
  • Fare 190kg più volte per far abbassare l’ansia e per convincerci che è un carico che sappiamo gestire. Se fatto subito prima dei 200kg questo ti porterà a cucinarti e a sprecare tantissime energie. Rischiando di portarti a fallire l’alzata. O magari a chiuderla ma precludendoti di salire ulteriormente perché hai finito le energie. E’ lo stesso di chi approccia 4 o 5 superfighe, ma che vede lontano un miglio che non gli piacciono, solo per “scaldarsi”. Con il risultato che, in realtà, spreca solo energie per niente!
  • Fare un allenamento pesante a 160kg e poi provare i 200kg. Anche qui non è impossibile, ma se chiudi 200kg così, è perché probabilmente hai 210-215kg di massimale. E’ lo stesso quindi di chi approccia tutte le ragazze a prescindere. Funziona ma… funziona molto meno!

Riassumendo dunque, il modo migliore per gestire l’ansia è:

  • allenarsi con “carichi” (=difficoltà) sempre maggiori in modo progressivo per portare in zona di comfort quello che fino a ieri ci terrorizzava.
  • non fare salti nel vuoto a freddo. Avranno solo il risultato di portarci a sbattere la faccia, farci male e demoralizzarci.
  • avere una chiara comprensione delle nostre reali capacità. Se ancora qualcosa per noi è troppo non c’è nulla di male nel tirarsi indietro e nel partire con carichi (=difficoltà) più basse.

Allo stesso tempo è importante anche non aver paura di lanciarci fuori dalla zona di comfort finché il lancio è ragionevole ed è qualcosa che siamo in grado di gestire. Questo ci porterà a migliorare le nostre performance e la nostra soddisfazione in generale.

Ok buono ma quindi ego e autostima cazzo c’entrano?

autostima è scoperta

In realtà entrambi sono fondamentali. Partiamo dall’ego.

Immaginiamoci da piccoli. Da bambini noi viviamo nel campo delle possibilità. Tutto è magico, bellissimo, fantastico, naturale e spontaneo. Giusto e sbagliato non esistono. Esiste solo il piacere e la scoperta. E l’apprendimento.

Ci mettessero in mano una pistola e ci dicessero di sparare a nostra madre, lo faremo. Ridendo e sorridendo, senza renderci neanche conto di quello che stiamo facendo.

Ecco… dunque l’ego cos’è? L’ego è una sorta di cicatrice. Una botta che abbiamo preso da piccoli o crescendo… che si è rimarginata male.

Mettiamo dunque che, nella nostra innocenza, facciamo un’azione di cui ci pentiamo. O magari un’azione che subiamo ma che ci convincono essere assolutamente sbagliata e ingiusta.

Un esempio: nostro padre da piccoli ci picchiava. Oppure ci siamo innamorati perdutamente di tizia. Però tizia si è innamorata di caio e ci ha friendzonati brutale. Brutta bastarda! 🙂

Oppure… ci dicono che siamo sbagliati. Che non siamo in grado. Che siamo stupidi. Che non ce la faremo mai. Che tanto vale arrenderci. Tanto non siamo capaci.

Ecco, il nostro cervello immagazzina questi scenari e li bolla come “sbagliati”. Come “cose che non devono più succedere”. Come “non riesco a metabolizzare questo avvenimento, quindi lo metto nel dimenticatoio”. Peccato che più cose mettiamo nel dimenticatoio… più cominciano a fare casino l’una con le altre. Portandoci a paranoie e problematiche non indifferenti.

Identità da vittima

autostima e identità da vittima

Nei casi specifici dei nostri esempi, nel primo caso svilupperemo un’identità da vittima. Di solito un’identità da vittima si genera in questo modo:

  • subisco un’azione che ritengo essere sbagliata.
  • penso che, in quanto ho subito questa azione ingiusta, io sono sbagliato a mia volta.
  • mi sento dunque un giocattolo rotto e ho paura di parlare di questa cosa agli altri per timore di venire giudicato.
  • la sicurezza in me stesso diminuisce notevolmente a seconda di quanto reputo “grave” questa azione ricevuta. Perché, sentendomi intrinsecamente sbagliato, ho paura di mostrarmi ancora al mondo.

Per risolvere questa cosa dunque, dobbiamo riuscire a metabolizzare il gesto che abbiamo ricevuto. E riuscire a comprenderlo nelle dinamiche mentali della persona che l’ha fatto. Riuscendo dunque a reintegrarlo e ad accettare e, persino, amare la persona che l’ha compiuto. Facendo così non faremo di tutto per far sentire quella persona una merda, odiandolo. Bensì, faremo sentire quella persona amata comunque e noi delle persone “intere” e non spezzate dalla vita.

E’ naturale tuttavia che, finché non lo facciamo, la nostra sicurezza in noi stessi diminuirà moltissimo. Cercando di impostare tutta la nostra vita come questa grande vittima cercando conferme, rassicurazioni e validazione dall’esterno per sentirci più a posto con noi stessi.

Pattern dissociativo: fuga

scappare e autostima

Nel secondo caso, quindi facciamo un qualcosa di cui poi ci pentiamo, potremmo dunque entrare in un pattern dissociativo. Ho paura a fare una certa azione quindi dovesse succedere o dovessi arrivarci vicino, finirò per scappare costantemente.

Questo è molto tipico nei casi di innamoramento. Non sono riuscito a gestire una relazione con una ragazza (sintomo tipico: la mia ex era una psycooo!!11!!!1) quindi bollo le ragazze come “tutte troie” (o “tutte psyco”) e penso che scopare e basta sia la soluzione. In altri termini, imposto la mia vita per fuggire sistematicamente quando arrivo vicino a qualcosa che non riesco a gestire e comprendere.

Per risolvere questa problematica l’unico modo è comprendere i motivi per cui siamo esplosi nelle relazioni precedenti e reintegrare i comportamenti errati. Riuscendo a capire come gestire le varie situazioni in modo positivo e proficuo. Per molti potrebbe essere particolarmente complesso. Perché magari questi sentimenti, per via della loro programmazione mentale, vengono generati per le persone sbagliate.

Pensiamo alle tonnellate di persone che si lamentano di innamorarsi sempre dello stronzo. Oppure di persone che non ricambiano il nostro amore. Facendo un importante lavoro di innergame per pulire ogni problematica che ci porta a scegliere le persone sbagliate. E, soprattutto, capendo a livello di outergame come gestire i diversi comportamenti che ci mettono in crisi, potremmo vivere serenamente ogni emozione e scenario. Senza alcun bisogno di fuggire, ma affrontando le nostre paure.

Arroganza e strafottenza

arroganza e sicurezza in se stessi

Spesso confusa con sicurezza in se stessi è l’arroganza. L’arroganza è il cercare di imporre la propria visione a tutti i costi. Mostrandosi come molto più capaci e intelligenti di qualcun altro. In seduzione è il tipico comportamento di chi cerca di impressionare mostrando cose che ha o che sa fare.

Ovvio, è normale parlare delle proprie passioni. O delle proprie capacità. O menzionare così parlando che hai una casa in montagna. Cosa diversa invece è far pesare a tutti quanto sei figo e superiore. E quanto ne sai a pacchi e quanto dovrebbero pregare anche solo per parlare con te.

Questo atteggiamento è tipico di chi da piccolo veniva trattato da stupido, coglione o che, per qualsiasi motivo, non si sente all’altezza della situazione. A volte anche perché, obiettivamente, sta cercando di entrare in un posto dove servono qualità molto maggiori di quelle che ha.

Il problema dunque è uno sfasamento di percezione. Si crede di valere molto di più di quanto non si valga sul serio. Con il risultato di cercare di imporre quindi questa realtà sugli altri in ogni modo.

Mi capitò per esempio quando una mia ex mi fece una filippica di 30 minuti spiegandomi come non si poteva innamorare di me perché ero povero. E lei voleva uno ricco con la villa. Per poi…. dirmi che mi amava e fare l’amore con me.

Mi capitò quando ho cambiato l’ultimo lavoro. Avendo fatto probabilmente il passo più lungo della gamba sono risultato molto più arrogante di quanto volessi e di quanto non fossi mai stato in passato proprio perché mi sentivo inadeguato per il posto che ricoprivo.

L’autostima dunque… cos’è?

autostima: piacere

Nel momento in cui riusciamo a risolvere tutte queste problematiche e impariamo come rapportarci con il prossimo in modo proficuo… succedono cose incredibili.

All’improvviso riusciamo ad entrare in relazione. All’improvviso riusciamo ad amare ed essere amati. A essere gentili, ad ascoltare davvero l’opinione degli altri. A non avere problemi ad accettare le proposte altrui.

All’improvviso… la superfiga di cui avevamo tremendamente bisogno e necessità… non ci interessa più così tanto 🙂 e magari, se abbiamo abbastanza valore, la superfiga… si innamora persino di noi. E vuole essere la nostra fidanzata.

Che è un po’ quello che è successo con me e la mia ragazza. Lei era la gnocca del powerlifting. Io non feci assolutamente nulla… e proprio per questo, oltre per il fatto che avevo abbastanza valore per lei, mi chiese di uscire. E poi mi disse che mi amava e voleva stare con me.

Tutto molto semplice, normale, banale… quasi scontato. E arrivi al punto che ti piace veramente lei, come persona. E non come figurina da mettere su instagram o da mostrare agli amici per sentirti finalmente arrivato.

L’autostima è quella cosa magica che c’è in assenza di dolore. E, soprattutto, quando hai la totale convinzione di valere. Come fidanzato, come dipendente, come imprenditore, come… quello che stai facendo, ora.

E’ un qualcosa che si costruisce in un modo solo: avendo successo.

Se ogni giorno agisci, se ogni giorno ti spingi più in là e… ottieni. Ce la fai. Hai successo. Migliori… allora la tua autostima si rafforza. Ogni giorno, sempre di più, sei convinto di essere un figo. Di essere potente. Di poter fare tutto ciò che vuoi.

Se invece migliori, migliori… e poi SBANG. Prendi una legna sui denti. Approcci questa, ti innamori e finisci per umiliarti in ogni modo. Oppure… sali con lo squat. Fai 100, 120, 130… e poi ti spacchi malamente e fai un infortunio di 6 mesi… la motivazione crolla. E la tua autostima anche di più.

Cominci a pensare di essere un incapace. Un fallito. Uno che non riesce a ottenere nulla nella propria vita. E questo purtroppo capita a tutti. Capita a tutti di sbagliare, di fallire, di rallentare. Ma alcuni si rialzano. Capiscono i loro errori e cercano ogni volta di migliorarsi, rialzarsi e andare avanti.

Ed è esattamente questa l’autostima. La tua fottuta capacità di rialzarti ogni singola volta. Non importa quanto è duro il colpo. Non importa quanto ha fatto male. Tu ti sei rialzato. Ancora una volta.

E non solo hai la certezza che potrai andare ancora più su. Hai la certezza che nessuno ti può abbattere. Perché non importa quanto sia difficile, tu ti rialzi. E otterrai risultati ancora migliori, ogni giorno.

Questa è un’energia che in pochi anno. Un’energia cieca, folle, incredibile. Ma quando la vedo in un ragazzo che seguo, ho sempre la certezza che un giorno sarà qualcuno di grande. Perché con me, o senza di me, quella persona ha la voglia, il bisogno… di eccellere. Di diventare grande, qualcuno.

Altri invece… si perdono. Non sanno chi sono. Basta che il primo fallito gli dica che sono dei coglioni che mollano e se ne vanno. Ecco, quelli non importa quanto lavoreranno sull’innergame. Non importa quanto cercheranno di capire le ragazze o la palestra o quello che è… non ce la faranno mai. Saranno sempre mediocri.

Per un semplice banale motivo: perché non ci hanno creduto. Non hanno creduto che un giorno, anche loro, saranno i migliori. E’ banale, ma se tu hai un sogno e fai di tutto per farlo diventare realtà… e non ti arrendi, nonostante le difficoltà e le sfighe… quel sogno, prima o poi, arriverà. Magari non sarà così stupendo come l’hai pensato, ma sicuramente arriveranno tantissime cose positive.

Perché dunque i belli o i ricchi tendono ad avere molta più autostima? Perché le persone naturalmente gli dicono che piacciono. Che valgono. Che ce la possono fare. Che avranno successo. Perché… beh, è obiettivamente così. Perché senza fare nulla, già ottengono quello che volevano. Mentre per chi parte più indietro… è molto più difficile. Perché deve ignorare molti più fallimenti, molte più critiche, insulti, ecc.

Ma una cosa è certa: chi parte da zero, una volta raggiunta, avrà un’autostima incrollabile. Chi invece nascerà già così.. al primo vento contrario, crollerà con una facilità incredibile.

Ecco. Questo vale molto di più che l’essere glaciale, o impassibile o chissà cosa. Perché questo è quello che motiva le persone che ottengono davvero risultati. E sulle quali puoi contare ciecamente.

Ma io ce l’avevo… poi BAM, l’ho perso…

perdere autostima

Molte persone leggendo queste parole potrebbero pensare di avere avuto dei momenti in cui hanno spinto come un drago, cercando di migliorarsi sempre di più. Arrivando vicini all’eccellenza… per poi prendere una legna sui denti colossale… e l’hanno persa.

Hanno perso l’autostima. Hanno perso la motivazione. Hanno mollato.

Quando cominci a pensare:

  • non so se ce la posso fare. Probabilmente fallirò ancora.
  • forse è meglio che gioco sicuro. Rimango nel mio.
  • forse è meglio se inizio a risparmiare. A mettere via ogni eccedenza. Meglio non rischiare.
  • forse è meglio che non mi innamoro. Che non mi prendo cura degli altri.
  • amare gli altri è un’inculata. Impegnarsi è inutile, tanto passano solo i raccomandati.
  • tanto è inutile che mi impegno, non riuscirò mai a piacere.
  • ecc.

Quello che stai facendo è… perdere fiducia nelle tue capacità. La tua autostima sta venendo abbattuta e perdi sicurezza in te stesso. Ti viene da chiudere tutto, da mollare, da smettere di mostrarti al mondo. Per paura dell’ennesima critica. Dell’ennesima botta che non riuscirai a gestire e risolvere.

Questo è anche il motivo per cui ho chiuso il sito più volte. Dopo aver preso troppe sassate per varie scelte sbagliate… andavo in blocco. L’autostima crollava. La voglia di spingere, di migliorarsi, di… crederci. Nel sogno, nelle mie capacità… andavano in frantumi.

Nel sito vedremo un po’ alla volta vari sistemi per risolvere questi momenti di blocco e riuscire a vedere la realtà in modo più funzionale. Questo ti porterà sia a fare molti più soldi. Sia ad avere relazioni con ragazze molto più belle, intelligenti e generalmente di maggior qualità. O, se sei già fidanzato, ad aiutare la tua ragazza a migliorarsi assieme a te. Trovando un partner fondamentale per la tua crescita come persona.

Conclusioni

Vuoi sapere come lavorare sulla tua autostima ed eliminare tutti i motivi per cui non riesci a esprimerti al 100% delle tue possibilità?

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Un po’ alla volta vedremo ogni tassello che ti serve andare ad aggredire per risolvere i problemi che stanno attentando alla sicurezza in te stesso. Non perderti le prossime puntate 😉 e se questo articolo ti è stato utile, condividilo con gli amici 🙂 mi aiuterai moltissimo nel creare contenuti ancora migliori in futuro.