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seduzione

Sono un povero ragazzo e leggo The Game o un qualche report di qualche artista della seduzione… e all’improvviso penso: figo!

Anche io voglio essere un bomber. Anche io voglio entrare in discoteca, prendere per la testa una ragazza e baciarla dopo pochi secondi. Fantastico!

Anche io voglio che i miei amici mi invidino, anche io voglio essere speciale. Voglio smetterla di essere l’eterno sfigato che sono sempre stato.

E’ un po’ la storia di Harry Potter. All’improvviso arriva Hagrid e scopri questo mondo fantastico. Fatto di tecniche, termini e magie che ti fanno sentire speciale. L’eletto.

La promessa è che appena capirai in profondità le dinamiche, riuscirai a sdraiarle tutte. Riuscirai a capire come ragionando le donne e riuscirai a fare sesso con tonnellate di loro. Pure con le 10, pure con le donne più inarrivabili che tu abbia mai dovuto frequentare.

Peccato che… non funzioni così.

Scoparle tutte: quello che non sai

fare sesso con tutte

La menzogna originale è che ci sia qualcosa di valore nel fare sesso fine a se stesso con una donna.

La menzogna originale è farti credere che non sarai più infelice, sfigato o un fallito se solo riuscirai a fare sesso con un sacco di ragazze.

La menzogna originale… è che devi rovinare la tua vita cercando di abbassarti a vivere un sesso superficiale e vuoto per capire come essere felice.

La verità, è che è dal 2015 che cerco, invano, di stabilizzare il benedetto Frame LTR. Cercando in ogni modo di fidanzarmi, di provarci davvero, di aprirmi, di amare davvero una donna con tutto me stesso.

E sono 5 anni che ho fallito in ogni modo. Umiliandomi nei modi peggiori. Ferendo e tradendo le ragazze che si innamoravano di me. Non perché le odiassi ma perché avevo troppa paura ed ero troppo danneggiato per amarle davvero.

Per poi cercare di razionalizzare il fatto pensando di essere figo. Perché ne riuscivo a sdraiare tante. E quindi non potevo essere quello sfigato che di fatto ero… ovvero, essere quello sfigato che veniva rifiutato, snobbato e scartato dalle ragazze che amava.

Guardi BluePrint Decoded di Owen Cook della RSD. Parla di ego. Parla di come la società ci porti sempre di più al ricercare la stimolazione immediata. Il sesso, il cibo, l’adrenalina, i videogiochi, il porno.

Allontanandoci sempre di più da vivere un’emozione vera. Reale. Profonda. In cui conosciamo davvero una persona. In cui esploriamo davvero un lato nascosto di noi stessi.

Sempre di più la seduzione si è trasformata negli anni in un’aberrazione terribile. Finalizzata al numero fine a se stesso. Al creare robot sociali. Che letteralmente rastrellavano le discoteche, Tinder, qualsiasi anfratto alla ricerca spasmodica di quella validazione che non ci avevano dato da piccoli.

Quella sensazione, anche solo per qualcosa secondo, di meritarci di essere amati. Rispettati. Di non essere più quegli sfigati che eravamo.

Quindi la soluzione… è fidanzarsi?

E’ quello che pensavo anche io. Pensavo che trovare una ragazza che finalmente mi avrebbe amato e fatto sentire speciale sarebbe stata la soluzione di ogni mio problema.

In realtà, il mio problema è che non riuscivo ad immaginare che una ragazza potesse amarmi e farmi sentire speciale davvero. Mi sembrava quasi che non me lo meritassi. Che fossero alla fin fine nient’altro che manipolazioni per ottenere il mio valore. Per deviarmi. Per controllarmi. Per farmi fare cose che non volevo e che alla fine mi avrebbero danneggiato.

La mia ultima relazione è stata bellissima per molti aspetti, ma si portava dietro tutte queste problematiche. Tipo la mia voglia spasmodica di cambiare la mia ragazza, di migliorarla, di farla arrivare davvero a essere quella 10 per cui tutti avrebbero dovuto invidiarmi. Fino a farmi lasciare, perché sembravo sempre più costruito e sempre meno interessato a lei per com’era davvero.

E ho dovuto affrontare la distruzione di quando è finita. Un mese intero di pianti e dolore per cercare di accettare che la donna che mi aveva amato davvero per la prima volta, che la “donna della mia vita”, non c’era più. E che l’avevo persa per sempre.

Un dolore così forte… da riuscire a farmi focalizzare, a trovare i miei veri problemi e buttare fuori tutta quella merda che mi restava in testa. Dandomi una centratura mentale della madonna.

Una volta uscito da quello schifo, ho ripreso in mano la mia vita. Cercando di innamorarmi ma credendo che ormai fosse impossibile. Convinto di non poter più provare un’emozione simile per un’altra donna.

Il risultato è stato come rifare tutti gli step che mi avevano portato dov’ero. Partendo da una ragazza che fisicamente davvero non mi piaceva, alzando un po’ alla volta il tiro. Fino ad incontrare le varie tipologie di ragazze per cui avevo sistematicamente perso la testa.

Ragazze super disinibite sessualmente ma non disposte ad amarmi e ad aprirsi con me. Oppure ragazze che sulla carta erano perfette, stupende, fantastiche, intelligenti, piene di soldi… ma che in un qualche modo volevano essere idolatrate, venerate e che quasi mi trattavano con sufficienza perché loro erano andate ad Harward, Oxford ecc. e io ero solo un povero italiano. Ed era come se dovessi continuamente dimostrare di essere alla loro altezza.

Finché mi sono reso conto di una cosa:

  • Non mi interessava che fossero l’esperienza sessuale definitiva.
  • Non mi interessava che fossero delle mega fighe, super intelligenti, super ricche o vestite con 10mila euro di vestiti.
  • Non mi interessava che fossero appassionate di seduzione o che trovassero la mia “traversata” nei panni di .screen come qualcosa di fenomenale.

Il motivo per cui mi interessavano questi tratti era banale: volevo dei trofei. Delle ragazze da mostrare per dimostrare che ero figo. Non delle ragazze che ci tenessero davvero a me.

E avendo un valore buono ma non infinito da offrire, per raggiungere queste donne trofeo dovevo fare mille salti mortali. Per sentirmi almeno un po’ figo quanto loro.

Ora, l’unica cosa che realmente mi interessa infatti è:

  • che ci tengano davvero a me come persona. Non a me come .screen, come fotografo, come altro… senza che debba essere un altro per farmi accettare.
  • che abbiano degli interessi in comune con me. Specialmente la palestra e la fotografia, visto che è qualcosa su cui ora sto investendo molto.

Morale della favola: poco dopo mi sono messo con una ragazza che non sapeva nulla del mio sito. Non perché non gliene voglia parlare, gliene ho parlato, ma perché non mi interessa che sia colpita da “tutto questo”. E che si allena come me e a cui piace farsi fare le foto.

E’ una “10”? No. Mi voglio vantare della mia nuova relazione con una supermodella iperfiga superintelligente? No. Voglio convincervi di essere il trainer migliore perché mi faccio delle fighe che mai nessun altro player sarebbe in grado di farsi? No, è una ragazza normale come tante altre. E non mi frega proprio nulla dimostrare il contrario. O andare in discoteca e farvi vedere che mi approcciano o che ne sdraio una dietro l’altra o chissà quali altre stronzate.

Penso che l’obiettivo sia trovare ciò che ci rende felici. E ora, fidanzato o meno, mi trovo centrato e in pace con me stesso. E ho tutti gli strumenti per tornare così dovesse andare storto qualcosa.

Quindi anche tornassi single… sticazzi. Si torna a scopare quelle che ci stanno finché non ne trovo un’altra con le caratteristiche di cui sopra.

Quindi… e ora?

powerlifting

Il punto è che io tendo ad andare a cicli. Il ciclo della seduzione è partito nel 2010. Tra il 2013 e il 2016 ha avuto il suo piccolo. E da lì è sempre di più in calando. Fino alle ultime realizzazioni che mi hanno fatto perdere quasi totalmente interesse nell’approfondire ulteriormente la tematica.

Avevo una domanda in testa. E che era semplicemente: perché non riesco a fidanzarmi con le ragazze di cui mi innamoro e ad avere delle relazioni efficaci con loro? Oltre a capire come sdraiarle “tutte”.

Entrambe cose a cui ho dato ampiamente risposta e di cui vi ho anche raccontato qui nel mio sito. Le cose su cui interrogarmi sono finite.

Ripenso all’ansia che avevo di migliorarmi. Di guadagnare un centimetro in più. Di essere sempre più figo. Grosso. Vestito meglio. Pieno di soldi.

Ora non me ne può fregare di meno. Come non mi può fregare di meno dimostrare di essere il migliore, il più intelligente o quello che ne sa di più in un certo ambito. O essere quello che se le sdraia tutte. Essere quel bel faccino che tutte vogliono per scopare e sentirsi meglio. Senza che quasi gliene freghi qualcosa di chi sono come persona.

Lo facevo solo perché ero convinto che così com’ero non sarei mai stato amato. E che quando sarei stato perfetto avrei potuto giudicare dall’alto in basso tutti gli altri comuni mortali. Aveva senso? Beh. No.

Vi potrei parlare di mille ottimizzazioni. Del powerlifting o di altre cose, ma non avrebbe senso. Cercherei di forzare cose che non hanno attinenza, se non in modo tangenziale, con la seduzione per “farvele piacere”. Per vendervi che faccio ancora seduzione quando di fatto non me ne può fregare di meno manco più di quello.

Inoltre, il mio obiettivo ora è fare relazioni di lungo termine stabili. Il che mi porterà inevitabilmente a perdere automatismi o le mie “abilità leggendarie” su Tinder. Anche perché vi dico un segreto: non servono a una fava. Come dicevo, di scoparvene una valanga non ve ne fate nulla. Se non realizzare che non vi serve a nulla.

Il che è particolarmente deprimente quando hai dedicato gli ultimi 6 anni della tua vita a questo. Ma pazienza.

Inoltre, per quanto sia figo questo sito, non mi rispecchio più. Non mi sento particolarmente “pro” in materia di innergame. Leggo le storie di come ne ho scopate varie ed eventuali e mi viene da sorridere. Sono episodi che quasi preferirei dimenticare da quanto sono stati inutili, seppur a tratti divertenti.

Ne so sicuramente molto di più della maggior parte dei coach lì fuori. E posso aiutare e ho aiutato un sacco di ragazzi in modo efficace. Ma anche lì, non mi interessa continuare ad approfondire un qualcosa su cui so già decisamente oltre quanto non sia lo stretto indispensabile.

Essere un “pro” era un qualcosa che quasi volevo raccontare a me stesso per non dover fronteggiare il fatto di essere fragile. Di avere cose da sistemare. Di essere.. debole e vulnerabile. Per paura di venire criticato. Per paura che i miei difetti reali venissero messi a nudo.

Per questo, un po’ alla volta, ristrutturerò il mio sito personale e comincerò a fare articoli di vario genere su quella piattaforma. Che però probabilmente avranno poco a che fare con la seduzione. E molto di più su palestra, fotografia, programmazione, produttività o il fare soldi. Non vuoi perderli? Seguimi su instagram, quando sarà pronto li pubblicherò lì.

Ho cercato mille strategie per mantenere attivo questo progetto. Obiettivamente, era un cercare di forzare le cose. Ormai il mio interesse per la cosa sta scemando e bisogna prenderne atto. Inoltre, ci sono tantissimi contenuti che non condivido più. Oltre a trovare abbastanza sterile impostare la crescita personale in un’ottica così tanto sbilanciata verso il trombare.

Quando non riesci a stabilizzare una relazione che sia una il trombare diventa una priorità. Altrimenti, quasi ti dimentichi del problema. E tutto riacquista prospettive e importanze diversi.

Quindi, mantenere un sito internet che ha messo al centro l’essere sballato, spostato e verticalizzato su qualcosa che non mi interessa più … ha gran poco senso.

Ma mi andava di mettere un punto finale a un’avventura infinita che, tutto sommato, è stata anche divertente.

Quindi non rimorchierò più? Sarò fidanzato a vita? La figa fa schifo? Ho già imparato tutto? No, ovvio. Ho ancora tanto da imparare e tornassi single tornerei a rimorchiare come tutti. Ma non mi sentirò particolarmente figo per questo. O non mi fregherebbe essere aggiornato sulle ultime tecniche definitive per alzare un 2% di figa in più. O non mi metterò a fare gare sterili a chi ha il cazzo più lungo con altra gente che passa la vita in duomo o nelle discoteche o su Tinder.

Lo farò come lo fanno tutti: una cosa normale da fare in cazzeggio.

E le coaching? Su quelle devo ancora prendere una decisione. Ma se fosse, saranno coaching a 360 gradi per ristrutturare l’esistenza delle persone e renderle funzionali. Non coaching per sdraiare un 20% di troie in più.

Buona vita.

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