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capelli

E’ lì che sorride, mentre accenna qualche passo di danza. E’ fuoriluogo. Sono tutti in bianco. Lei è in arancione. Con il suo vestito da zingara. Ha il septum. Sto pensando a come approcciarla.

Sono fuori con due colleghi e un mio amico. I miei due colleghi che volevano vedermi all’opera. Cerco di non pensarci. Guardo il mio amico che ne sapeva di più e gli chiedo come se la cava a ballare“Di merda”. Bene.

Mi passo una mano tra i capelli. Mi passa di fianco. E’ il momento. Ora.

La approccio di frontale, sorridendo e prendendole le mani. Lei mi guarda e cerca di capire che sta succedendo. Inizio a ballare come se fosse la cosa più normale del mondo. Mi riesce. Mi guarda e, indicando l’amica, mi chiede: “non avresti un amico per lei?”.

Mi giro guardando il mio amico negli occhi. Senza proferire verbo lo prendo per un braccio e lo lancio letteralmente in braccio alla tipa. “Fatto”. Farsi aiutare, lezione base.

Cominciamo a ballare e le parlo. Amo le sue tette. Glielo dico. Poi mi rivelerà che c’era un push-up ingannatore dietro a tutta quella bellezza, ma glielo perdono. In fondo io mi fingo intelligente, ci sta. La ricopro letteralmente di complimenti. Mi piace il suo stile, mi piace il suo culo, mi piace che è sarda, adoro i suoi capelli.

Escalation pull: scali sia fisicamente che verbalmente sempre più diretto ed esplicito fino a dirle che ti ispira sesso. L’idea è che è così tanto figa da mandarti fuori di testa e perdere il controllo. Finisce che le dico che la amo, in tono semiserio, due volte. Lei pare particolarmente contenta dalla cosa, alternata a cazzate e cose per ridere.

Il ballo si fa più intenso, arriviamo a ballare naso contro naso. La mia routine per il bacio è guardarla fisso negli occhi fino ad arrivare a pochi millimetri. Poi dovrebbe baciarmi lei.

Lei invece rimane lì, in un eterno rullo di tamburi tremendamente sensuale. Tengo la tensione senza romperla. La temperatura sta salendo in modo vertiginoso.

Prendiamo una bottiglietta d’acqua e decidiamo di sederci fuori dal discopub dov’eravamo. Stiamo su una panchina. Continuiamo a parlare del nulla. Mi racconta un po’ di lei. E’ una poliziotta. La guardo, con il suo viso gentile, e mi immagino a fare un lavoro del genere. Forse non è così tenera e carina come sembra.

La abbraccio. Vado con il secondo modo che ho di baciarle. Ovvero abbracciarle, fare i grattini, guardarle negli occhi… e avvicinarmi fino a baciarle. Ci sta. Ha delle labbra morbidissime. Bacia veramente benissimo.

Mi sto quasi innamorando da quanto bene si sta lì con lei. Continuiamo a parlare. Gli argomenti sono così tanto sempre gli stessi che neanche me li ricordo. Arriva l’amica, devono andare. Il giorno dopo lei lavora alle 5. Prendo il telefono, le mostro il tastierino numerico e aspetto che scriva il numero senza dire nulla. Si fa uno squillo, la salvo in rubrica.

La domenica

Un ragazzo del gruppo di Milano mi scrive per uscire domenica pomeriggio. Domenica pomeriggio sarà sicuramente il deserto. Ma avevo voglia di verificare se fosse veramente così oppure no. E in fondo un giretto mi andava di farmelo.

E’ il deserto. Il deserto del Sahara da quanto caldo fa.

Sto camminando nelle speranza di trovarne qualcuna di carina, quando all’improvviso…

ma buongiorno!

…ma fai davvero? Ma fai davvero davvero?

Cavolo, devo averle fatto veramente una bella impressione se mi scrive lei. O magari era a caccia e con l’estate ha gli ormoni a mille. Mi sa più quest’ultima cosa. Ma non importa, chi sono io per giudicare chi ha gli ormoni a palla?

Comincio a scriverle e cerco di chiudere la partita il più presto possibile. Sempre meglio portare a casa l’antico vaso prima di annoiarsi completamente. Già il tutto si regge sul nulla, se evitiamo che se ne accorga tanto meglio.

Riesco a fissare per lunedì. Lunedì aperitivo sotto dove lavoro. A 5 minuti a piedi da dove abito. Perfetto, già inizio a sfregarmi le mani.

Nel mentre, mi risponde anche una ragazza approcciata a Malta. Top illegale, leggings da violenza carnale.

martina di malta

Comincio a saltare neanche avessi vinto la Champions. La strada è ancora lunga, ma aver ottenuto una risposta è già molto oltre quanto non mi aspettassi. Era fidanzata.

Nel mentre…

Alice viene a Milano

…ne spunta fuori un’altra. Ci mettiamo d’accordo per vederci i primi di agosto. Dovrebbe venire a trovarmi una giornata e finalmente dovrei riuscire a scoparla esattamente quel giorno. Speriamo.

Continuo a sorridere come un ebete nonostante i due pali violenti che prendo in street senza neanche possibilità di replica. Non importa, torno a casa contento.

Lunedì

E’ in ritardo. Vabbè, faccio a tempo a tornare a casa, cagare, mettere giù la cartella e andare a prenderla. Neanche flash.

Arrivo e ha questo vestito a fiori con dei jeans color verde acqua. Lei dice azzurro chiaro. Mente. Ha anche il collarino, floreale. Adoro.

Andiamo a prenderci l’aperitivo. Il posto è un sacco carino e lo conoscevo ormai a memoria facendoci aperitivo spesso con i colleghi. La logistica era veramente fantastica. Ci sediamo fuori e parliamo. So che devo solo far scorrere il tempo ma comincio a impantanarmi su discorsi assurdi.

Io: “Si beh.. ho baciato 3 uomini”.

Filippo: “ma perché me lo fai dire ogni cazzo di volta? Ormai è un secolo che non bacio più un maschio”

.screen: “ma perché fa bisex. Fa stile. Fa ‘we bella, omofobo io? Sono un sacco pro, advanced'”

Filippo: “a me sembra che facciamo la parte dei froci ogni santa volta”.

Lei “ah figo, non avevo mai trovato un ragazzo che parlasse della cosa così. Di solito sono molto rigidi su questo argomento”.

Io: “beh, pensa che più di una mia ex voleva incularmi. Non so perché, ma avevano questa fantasia del mettermelo in culo. E pure alcuni miei amici mi hanno detto di fantasticare di prenderlo in culo dalla loro ragazza. Cose assurde”.

Filippo: “ci sta guardando come dei maniaci, bravo”.

.screen: “ma dai che in realtà è attratta. Hai il coraggio di dirle cose assurde. Di dirle che una parte di te vorrebbero prenderlo in culo. Che…”

Filippo: “intanto quello che vorrebbe prenderlo in culo sarai te. Io mi sono sempre ribellato a sta cosa. Sei tu che con le tue teorie di stocazzo fra un po’ ce lo facevamo mettere in culo serio”.

.screen: “ma dai smettila di fare il legista di stocazzo. Progresso, innovazione. Culi liberi. Su dai, che sarà mai.”

Io: “Sai, alla mia ex piaceva essere pisciata addosso”.

Filippo: “vabbè, dille che ti piace mangiare i bambini a sto punto. Manca solo quello.

.screen: “adesso glielo dico. Così ti dimostro che si può dire tutto e ancora…”

Filippo: “tu dille una cosa del genere e io mi taglio il pene per protesta. Poi voglio vedere come diavolo ci arrivi a 20. Infilando degli stuzzicadenti nella figa? Dai su, provaci”.

Io: “…non so se dirti anche questa cosa. Ormai penserai che sono strano. Amen. Un giorno ero al mare con una mia ex. Non quella del piscio, un’altra. Era una ragazza fantastica. Stavamo guardando il cielo distesi sul telo di fronte al mare. Ero contento come una Pasqua. La guardo e boh, le chiedo: ‘ma qual è la tua categoria porno più assurda preferita? Non quelle tipo ‘big tits’ o cose del genere. Quella più assurda e che quasi te ne vergogni. Tipo… la mia è zoofilia’. Lei mi guardò, con gli occhi spalancati. ‘Oddio, non avrei mai avuto il coraggio di dirlo se non l’avessi detto tu ma… pure la mia!’. Lì capii che era amore'”.

facepalm rayan gosling

Filippo: “non gliel’hai detto sul serio”.

.screen: “ebbene si. Sono un Master PUA. Sticazzi.”

Filippo: “sei un Master idiota. Questa mi piaceva, uffa! Perché devi sempre rovinare tutto con le tue minchiate?”

.screen: “ma dai valà, guarda come ci guarda!”

Filippo: “lo vedo come ci guarda, ci guarda come una che si sta chiedendo se denunciarti oppure no”.

Obiettivamente… non era stata una gran mossa. La guardavo chiedendomi perché diavolo le avessi detto tutte quelle cose.

Avvicinandomi, quasi per baciarla le sussurro “mi ispiri un sesso che ti scoperei qui”.

Lei: “…la sai la cosa più assurda? E’ che nonostante tutto quello che mi hai detto. Nonostante volessi pisciare addosso alla tua ex….”

.screen: “ho detto che lei avrebbe voluto che io le pisciassi addosso, non che io…”

Filippo: “ssssst, taci diobono.”

Lei: “…mi ispiri un sesso della madonna anche tu”.

wow

Filippo: “cazz’a detto?”

.screen: “ha detto che oggi si scopa. Avevi forse dubbi?”

Filippo: “no vabbè. Ma se le hai detto che ti eccitava vedere un cane che si scopa una donna. ‘Ti dà proprio quel senso di ‘troia’ da disperata di cazzo’. No dai, io non la voglio. Non è legale scopare in queste condizioni”.

.screen: “we bello, adesso te la trombi eccome, dopo tutta la fatica che ho fatto!”

Filippo: “ma se stavi per rovinare tutto? Ci mancava solo che le raccontassi di quando mi sono sognato di scopare con mia nonna”

.screen: “cazzo è vero! Ahahahahahaha. Che sfigato che sei dioc*ne. Vabbè ormai le ho detto che voglio farle le coccole a casa mia. Dai alla prossima glielo dico, promesso.” 

Filippo: “ogni tanto mi chiedo se non sarebbe stato meglio morire vergine”.

Verso l’infinito e oltre

Mentre la bacio sto pensando a quelle magiche parole: “Andiamo a casa mia? Così ti faccio le coccole”. E’ banale quasi. Serve dirlo? Anche no in realtà. Potrei semplicemente alzarmi e andare verso casa mia. Ma se poi mi chiede dove stiamo andando? Sembrerei un coglione se cambiasse idea mentre sono in piedi.

Quante seghe mentali. Sono a 18, un po’ di figa dovrei averla vista. Eppure ancora il mio cervello fa fatica a recepire al 100% che… beh, anche alle donne piace scopare.

“Andiamo a casa mia? Così ti faccio le coccole”. La bacio. E’ stato parecchio tattico. Non può rispondere perché mi sta baciando e non mi può rifiutare perché appunto mi sta baciando. Geniale.

.screen: “vabbè, non c’è peggior frocio di quello che l’ha preso in culo e nega pure di esserlo. Almeno ammettilo.”

Filippo: “ma taci”.

Andiamo in bagno. Ognuno nel suo. Usciamo, comincio a toccargliela. Non fa resistenza. Sono quasi tentato di buttarla dentro uno dei cessi e scoparmela lì. Sarebbe un sacco figo. Poi mi ricordo di avere il testosterone di una marmotta e lascio perdere.

Usciamo, mano nella mano. Andiamo verso casa.

“Ma se io non volessi venire a casa tua?”

Manco la ascolto. Tiro dritto verso la porta, la apro. Lei ci entra. Mhm, a quanto pare ci volevi venire a casa mia.

Allacciare le cinture, stiamo atterrando…

Entriamo in casa, saluto e c’è la mia coinquilina in cucina. Ma ha la porta chiusa stranamente, quindi #19 scivola silenziosamente in camera mia.

E’ il momento della verità. Il giorno prima mi sono fatto una sega guardando i porno. Pessima idea, ma il mio pene collabora egregiamente.

Poi succede una combo di cose: “chiuderesti la finestra, per favore?”.

Quel secondo in cui calcoli le tempistiche con cui farai questo gesto e sai già che ti scenderà.

Poi ti guarda e fa “ce l’hai vero un preservativo?”

Filippo: “ma allora non vuole scopare”.

.screen: “dai su fattelo tornare duro per carità che dobbiamo arrivare a 19. Il pubblico ci aspetta”.

Filippo: “mo non mettermi pressione pure tu”.

.screen: “devi fare una cosa sola: scopare. E manco quella sai fare. Sei uno schifo umano.”

Filippo: “così non mi sei d’aiuto”.

Alla fine, mezzo moscio, glielo butto dentro. Parto lentamente ma poi prendo il ritmo e ci riesco. La scopata è veramente pessima. Mentre quelle che non sono in grado se le prendi convinto si fanno guidare, lei neanche quello. Ha 26 anni e pensa di saper scopare. Da mettersi le mani nei capelli.

Cominciamo a scopare ad amazzone ma devo tipo bloccarla altrimenti me lo fa smosciare. Terribile. Alla fine vengo, ma dopo aver cercato di trattenermi. Insomma, vien fuori uno schifo. Mi sale la depressione.

“Pensavo non venissi più”. Ma se sarò durato 10 minuti se va bene? Sempre più convinto che la gente non sappia scopare e abbia standard assurdi.

“Si ma a me va bene se venivi, così poi facevamo il secondo giro ed era ancora meglio”.

Boh.

Ci facciamo le coccole e dopo un po’ mi torna duro. Ad amazzone decide di fare lei. Mi blocca proprio perché la lasciassi fare a lei. Io tipo allibito. Peccato che se io non sento nulla mi si moscia e tanto vale. Mi muore.

Beeene. Boh, il fatto che non provassi granché a livello emotivo per lei non aiutava per niente. In quel momento mi rendevo conto di quanto fosse importante aprirsi emotivamente. Non avevo alcuna voglia di farla godere.

Ci riprovo. Questo giro la scopo rigorosamente a missionario. Fa abbastanza schifo come cosa ma pensando al culo di un’altra, riesco a venire finalmente. Incredibilmente viene pure con me, che bello.

Ci rivestiamo e la accompagno alla fermata. Sembra felice nonostante la scopata approssimativa. Boh. Mi abbraccia e mi sorride. Le faccio i grattini. Forse non passerò agosto a seghe, chi lo sa.

La saluto e la guardo salire sull’autobus, in mezzo ai china. Chissà se ci rivedremo.

…e le altre?

Piccoli aggiornamenti sul fronte orientale. Ninfo alterna momenti di amore ed odio per il tipo con cui si frequenta ora. Io nel mentre le faccio da amico gay ma mi vuole scopare lo stesso, quindi bene. Solo che non ho nessuna voglia di tornare a Padova, quindi amen.

#13 doveva venire questo weekend a Milano. Mi ha chiamato dicendomi che in relazione aperta non mi sente suo e che non aveva senso continuare. Ha pure aggiunto che avrei saputo trovarne altre pure meglio di lei. Il fatto che sabato sono uscito e lunedì già ne ho scopata un’altra, un po’ mi ha fatto sorridere. Ma non è servito a nulla, mi manca quanto prima.

La cosa che mi ha fatto più strano è che non ho sentito assolutamente nulla quando mi ha lasciato. Ora un po’ mi manca. Ma sono ben conscio di aver fatto tutto quello che era in mio potere per renderla felice. Se non vuole fare lei quel passo per andare oltre nel rapporto, non è colpa mia.

#17 mi ha riscritto chiedendomi scusa per avermi trattato così tanto di merda. Ho provato a fare un po’ di tutto per riscoparmela domenica invitandola a Milano ma non poteva. Io di andare fino a Padova per una doppia, zero voglia. Amen. Ci rivedremo a settembre quando torna dalle vacanze.