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vista di milano

Test per la mononucleosi. Stai guardando le carte. Non ci puoi credere. Forse hai esagerato. Forse sei andato oltre. O forse è solo stress. O forse aveva ragione tua madre. Cazzo.

Ti siedi sulla sedia e rifletti. Sei a #19. Diciannove cazzo. E giovedì arriva la 20. Ha già comprato i biglietti del treno. Prende, parte da Padova, sta da te un giorno e se ne va.

Quei due secondi in cui ti senti il Bukowski dei poveri. Ma dura poco. Poco, perché continui a fissare quegli stupidi esami. E ora?

.screen: “Ma limonatela duro e buonanotte. Cazzotene. Tanto mica è detto che ce l’hai veramente. Fottitene”.

Filippo: “No vabbè, fare l’untore anche no. Che poi ma ti pare? E se lo facesse a noi una cosa del genere? Ma stai a scherzare. No questo no.”

.screen: “Ellamadonna, neanche c’avessi chissà che! A parte che ti ha dato mille test solo perché hai mezza afta in bocca. E anche se fosse le probabilità che la contagi sono basse. Cazzotene”.

Filippo: “Ho detto no”.

.screen “Va bene va bene, sei proprio una sega. Senti ci penso io. Te spera che mi venga duro pure senza limonarla che già baciandole fai pietà il più delle volte.”

Le scrivo la situazione. Incrocio le dita bestemmiando.

risposta mono

.screen: “Taaac. Fatto.”

Filippo: “Ah ma io…”

.screen: “Tu sei una pippa e io sono il migliore. Vedi? Vedi quanto sono bravo?”

Filippo: “Bravo… ci siamo appena guadagnati due giorni con una che abbiamo visto 10 minuti per strada. Già in chat era simpatica ma dopo un 20 minuti ci rompiamo. Vabbè, mi preparo a fare il fidanzatino-game versione #19. Ti ricordo che l’ultima volta ci sono voluti 3-4 giorni per riprenderti psicologicamente.”

.screen: “Madò quante pare. Senti, siamo a un passo dalla 20. La 20. Ora fosse la 294 ti direi anche io fanculo e buona lì. Ma è la venti. La venti. Stringi i denti e come va va, fregatene. E poi insomma, cazzo, si scopa. E’ anche figa. E questa ha ventanni. Dai su.”

Filippo: “Si però io…”

.screen: “Però io un accidenti. Adesso vai lì. Te la scopi di violenza senza baciarla. Fai il bravo fidanzatino gay. E vai a comandare. Hai capito?”

Filippo: “Zi badrone”.

Eccola

eccola

La guardi arrivare dal treno. Si è fatta più di 400km. La abbracci e la tua testa si riempie di un enorme “boh”.

Andrà come l’ultima volta? Farai cilecca ancora una volta? Cerchi di non pensarci e sorridi. Non ti bacia ovviamente. Come cacchio faccio a farmelo venire duro se non mi bacia??

Camminate verso casa tua per lasciare giù i vestiti. Diobono che culo che non ha. Cominci a palparglielo. Dovete uscire per fare aperitivo ma ce l’hai duro e stai valutando seriamente di darle una prima botta subito. E’ fottutamente tardi.

Filippo: “Dai vabbè la scopo dopo. Anche se ce l’ho duro poi magari faccio cilecca e mi deprimo per tutta la sera”.

.screen: “sei serio?”

Filippo: “Vabbè dai ma tanto dove vuoi che vada. Dorme qui. Mica può scappare giù da una finestra e andare in burundi”.

.screen: “puoi studiare, imparare, fare mille lezioni… ma sotto sotto rimarrai sempre il solito sfigato inconcludente.”

Nonostante l’erezione ci alziamo e andiamo verso l’ascensore. Arriviamo al locale dove dovevamo fare aperitivo… chiuso. Cavoli.

Andiamo dunque a Porta Romana. Facciamo un’aperitivo veloce lì e poi facciamo un giro. Fottutamente interminabile. Avrei voluto addormentarmi.

.screen: “Vedi, se la scopavi a violenza non avresti speso i 14€ dell’aperitivo e ora stavamo già dormendo. Ma tu sei uno sfigato e quindi eccoci qui a fare da guida turistica dei Navigli. Bravoh”

Filippo: “Vabbè almeno se vado completamente in coma ho una scusa valida se non mi tira”.

.screen: “Se non ti tira sappi che io faccio sciopero. Uno schifo del genere io non lo accetto.”

Fidanzata

Stai guardando il naviglio. Vedi le persone passare. Sono solo delle pedine. Persone tutte uguali. Formiche. Formiche che si muovono nel formicaio della vita.

Quel momento non ha alcun senso. Sei seduto e stai guardando le formiche camminare. Stai facendo passare il tempo. Non vuoi essere lì. Non ti interessa essere lì. Stai guardando l’acqua che scorre. Vedi le onde. Il blu. Beh… il verde. Ti chiedi se ci siano dei pesci. O che tipo di forme mutanti ormai popolino quelle acque.

Guardi il suo viso. Ti sorride. E ti chiedi se ha realmente senso quello che stai facendo. Ti chiedi se ha veramente importanza essere con una ragazza o se non fosse meglio stare a casa tua. Il livello di profondità di quel rapporto è pari al nulla cosmico. E simpatica, potrebbe essere una buona amica. Non la vuoi rivedere.

Ti vedi già. Mano nella mano. Fidanzati. A fissare il nulla. A non vivere. Ad avere una vita piatta. E’ quello che vuoi? Lei di certo no.

“Non sono la tua fidanzatina, smettila di dirlo”. No, non sarai la mia fidanzatina. Non lo sarai mai. Io non voglio questo. Non voglio una vita fatta di mani nelle mani, verso il nulla. Non voglio una vita di una noia incredibile. Non voglio una vita passata a fissare il nulla. Non voglio una vita dove l’emozione più forte che sto provando è un sorriso quando mi hai fatto un pompino. Non voglio sta merda. Non lo voglio, per me e per nessuna donna.

Non la rivedrò. Ne sono consapevole. Non può essere e non vuole essere salvata. O forse… sono io che non ho alcun interesse a farla uscire dal Matrix. E tempo di passare a quella dopo.

Torniamo a casa

Torniamo a casa, prendiamo la metro. Ormai il momento si sta avvicinando. Per anni ho pensato che in una situazione simile sarei stato contento. O quantomeno trepidante. Cazzo, si avvicina il sesso, che bello.

Ora invece o ero nervoso o teso. A volte preoccupato. A volte terrorizzato. Era peggio di andare in scena durante uno spettacolo. L’adrenalina che pompa, la tensione che sala, l’ansia che comincia a fare capolino.

Rilassi i muscoli e guardi un punto fisso davanti a te come un cazzo di killer. Venti, venti, venti venti… continui a ripetertelo nella testa. Svuoti i pensieri. Chiudi gli occhi. Cazzo, neanche stessi andando a uccidere qualcuno.

La metro si ferma, usciamo. Distendi un sorriso, esci. Direzione casa tua. Cominci a parlare del nulla cosmico. Non ha importanza. Parli delle albicocche. Hai una fame tremenda.

ne ho abbastanza

.screen: “Procastina un altro po’ eh. No cioè potevi scopartela 800 volte. Sto diventando vecchio.”

Filippo: “…ho voglia di albicocche”.

.screen: “Dovresti andare a cazzi. Diventare gay. Dichiarare la tua omossessualità pubblicamente. Cercare qualcuno te lo ficchi nel culo senza neanche chiederti il permesso. Sai il ‘no ma lo appoggio appena’… tipo così. Vedere cosa vuol dire essere uomo. Farci sottomettere fino all’umiliazione più tot…”

Filippo: “Cacchio ma non posso neanche baciarla! Come cavolo faccio?? Vabbè vabbè vabbè, adesso la bombo. OOOOH che palle che sei…”

partenza

Arrivo con le albicocche in camera. Le appoggio sul tavolo. Le bacio il collo. Le accarezzo i capelli. Cacchio perché non posso baciarla… Comincio a palparle il culo.

Dovrebbero fare tutte pallavolo. Era il culo più sodo e bello del mondo. Di marmo. Comincio a sculacciarglielo, a spremerglielo. Mi viene di marmo.

ti prego ti prego

.screen: “Bravo, ne hai fatta una di giusta. Ora per favore non mandare tutto a puttane. Thx, xxx”.

Filippo: “Vuoi smetterla? Mi sconcentri se fai così”.

.screen: “Oh guarda che brava sa fare le seghe”.

Filippo: “Wow no serio ma che sega mi sta facendo. La amo. Mo adesso le spruzzo in mano e innondo il letto di sperma.”

.screen: “Provaci. Seriamente, provaci e prendo il comando io e punto Tinder sui maschioni più grosso e pelosi che riesco a trovare. Te lo giuro.”

Filippo: “Ok allora è meglio che metto un preservativo. Sennò qui veramente parte la fontana che neanche quella di Trevi”.

Mi giro, apro il comodino e prendo un preservativo. Lo infilo… e glielo metto dentro.

gol

.screen: “SIIII CAZZOOOOOOOOOO… CAMPIONI DEL MONDO, CAMPIONI DEL MONDOOOOO. LO SAPEVO. SONO IL MIGLIORE CAZZOOOOO. CE L’HO FATTAAAA. DAJEEE. SI VA A COMANDAREEEE”

Filippo: “Vuoi darti una calmata cazzo che io ancora ho almeno 10 minuti di scopata sindacale da fare?”

.screen: “Ma vieni e cazzo tene daiiii. Tirale una spruzzata di vittoria e vai a scriverlo a tutti che sei a 20 cazzo te ne frega.”

Filippo: “Porca troia lo sai vero che domani dobbiamo starci ancora tutta la giornata? Questo teatrino deve durare ancora per un po’, non è che posso buttarla fuori di casa e ciao.”

.screen: “Perché no?”

Filippo: “Ma porca troia perché è una persona! Non è che posso sbatterla fuori a calci solo perché tu hai fatto i tuoi porci comodi capito? Adesso la scopo decentemente e poi buonanotte si va e letto e domani ci passo la giornata assieme, ok?”

.screen: “Ti faccio uno schemino, così magari ci arrivi anche tu:”

teiera oggetto

Filippo: “…non l’hai detto veramente…”

Continuo a scoparmela. Le dico di salire sopra, volevo venire strizzandole il suo bel culo. Si mette sopra e… vuole fare lei? Eh fare lei?

Maccheccazzo non può essere un ectomorfo come tutte così la sbatto io da sotto che almeno sento qualcosa?

Filippo: “E mo come faccio?”

.screen: “Io te l’ho detto che dovevi venire… tu sei un coglione e non mi ascolti.

Filippo: “Dai senti, mo che faccio? La blocco? Sta roba non mi piace per niente.”

.screen: “santa pazienza… prendile la schiena, abbassala, spostale le gambe come al solito. Dille di stare ferma e sbattila fino a spaccarle la figa. Starà ferma sta rompipalle.”

Filippo:

Yes sir

La situazione migliora, ma se smetto di scoparla forte riprende. Cazzarola. Mi concentro, faccio due calcoli e ormai sui 10 minuti dovremmo esserci. Accelero e me ne vengo felicemente. Buonanotte ai sognatori.

Me ne fregava così poco che devo seriamente ricordarmi che magari una coccola potevo anche fargliela. La abbraccio per un po’. Mi piace anche… ma boh. Era la cosa più vuota e senza senso di sempre. Mi manca #13, tremendamente.

Mangiamo le albicocche. Arancioni, morbide. Assaporo il loro gusto mentre le spremo sul palato. Sono a 20. Sento la loro morbidezza. Le spezzetto per bene fino a distruggerle tra i denti.

Lei: “Certo che hai proprio pochi preservativi. Ne avrai appena una decina.”

Io: “Mi sarò fatto troppe seghe. Mi piace farle con il preservativo perché non ho sbatto di pulire ovunque.”

Lei: “Ah capisco. Io di recente ne ho comprati più di 70. Ho la casa piena ahah.”

Io: “Come mai ne hai comprati così tanti? Ahaha”

Lei: “Perché un ragazzo con cui mi vedo non poteva farseli mandare a casa sua. Quindi li ho presi io. Poi sai… è un po’ fortunato. Quelli normali non gli entrano”.

Le sorrido. Mi alzo. Vado a farmi una doccia.

Fidanzatino game

Mi sveglio la mattina con un alzabandiera da record. Buongiorno. Comincio a baciarle il collo mentre le prendo la mano e gliela metto sul cazzo. Lei tutta contenta comincia a farmi una sega. Fantastico.

Prendo un altro preservativo e riprendo a scoparla a missionario. La scopo in ogni posizione per almeno 25-30 minuti.

.screen: “Abbiamo voglia di fare eh”.

Filippo: “Taci valà che mi scappa da pisciare da morire e non riesco a venire”.

.screen: “AHAHAHAHA. Ma smettila di scopare e vai a pisciare”.

Filippo: “E se poi una volta che ho pisciato non mi dovesse tirare più? Uffa io voglio venire”.

.screen: “Diobono sei proprio un caso umano”.

Mal volentieri le dico di fare pausa. Mi alzo e volo in bagno. Torno, ovviamente con l’erezione che ci ha salutato. Comincio a toccarle il culo mentre riprendo a baciarle il collo. Inizia a toccarmelo… cacchio ci sa proprio fare. Mi torna sull’attenti, preservativo e vai che si va.

.screen: “L’hai scopata per 30 minuti prima. Se anche te ne vieni in 2 minuti ora non è che può lamentarsi più di tanto. Così eh, a spanne”.

esplosione

Me ne vengo praticamente all’istante.

Il resto della mattinata lo trascorreremo serenamente a fare shopping. Le racconto che è la mia ventesima, io il suo decimo. Mi racconta di come tutti le dicano che sarebbe una brava fidanzata. Le dico che infatti è dolce il fatto che si prendesse cura di me. Al punto da aiutarmi a fare shopping e tenermi persino i vestiti.

Il top è stato il pranzo. Mangiamo ai navigli. Di due persone avremmo speso 40€. La guardi e ti chiedi come fare a buttare lì elegantemente l’idea di fare a metà. Speri che sia lei quantomeno a insistere un minimo. Sennò scatta cavaliere mode e ciao, pranzo pagato. “No ma scherzi! Te lo offro io il pranzo! Dopo che mi ospiti pure a Milano!”.

Dio esiste. E lei è una ragazza fantastica. Perché non sono tutte così?

La cosa brutta però è che le sembra quasi che le facesse fastidio fare “la fidanzatina”. Aveva proprio il “terrore” che io potessi anche solo considerarla per un ruolo del genere. La gente sta proprio presa malissimo. Come fa a viversi serenamente i rapporti se non puoi fare mezza cosa che “omioddio non sono la tua fidanzata”.

Peccato, era simpatica, anche una bella persona. Ma è solo l’ennesima scopata del cazzo senza alcuna utilità.

Vuoto cosmico

La saluto e prendo il treno per tornare a Padova con un mio amico. Mentre sono in treno rifletto e mi chiedo che senso abbia. Che senso abbia viversi la vita in questo modo. Mi chiedo che senso possa mai avere dover frequentare persone a cui quasi fai fastidio. Persone che non sono disposte ad amarti. Ad amare se stesse in primis. Persone che non sanno neanche cosa vuol dire vivere un momento… vero.

Pensi a #13. Pensi a quanto la ami. Pensi al fatto che non vi sposerete. Pensi al fatto che non avrete figli. Pensi a quanto i vostri sentimenti erano forti. A quanto si sia presa cura di te.

Ti passi una mano tra i capelli.

Siamo arrivati a #20. L’obiettivo è stato raggiunto.

…e non è cambiato un cazzo.

monotest negativo