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Matcho questa ragazza su Tinder. Viso da tipica brava ragazza. Tranquilla. Forse pure un po’ schiva. Mhm… ah e questo corpetto e questi jeans strappati?

Quella foto era come se il diavolo dentro il suo corpo stesse urlando: LIBERAMI. Quella foto che lasciava bene intendere come sarebbe andata a finire. Leggo la sua descrizione.

This bitch empty… 💖💦 I will actually read your bio

.screen: “Questo è un troione da combattimento sotto mentite spoglie.”

Filippo: “Armate i missili, Generale.”

.screen: “Pronti all’assalto.”

Filippo: “Dispiegate le truppe sul campo di battaglia. Accerchiate il nemico. Questa battaglia s’ha da vincere.”

.screen: “Vincere e vinceremo, Comandante.”

Tinder game

Nota: ho cambiato la bio dall’ultimo report. Ho messo un pattern stile “pain / risoluzione del pain” in cui facevo capire che ci sapevo fare con le ragazze.

opening

uh?

Filippo: “Generale, sbaglio o il nemico ha usato Apocalypse alla seconda riga?”

.screen: “Beh considerata la sua bio non è che mi stupisca. Si dà della troia vuota da sola. Cosa ti aspettavi?”

Filippo: “Si ok, ma è la prima volta che ci succede. Lei come dice di procedere?”

.screen: “Avanti tutta, Comandante.”

opening

Filippo: “Generale, quel ‘quindi cerchi una relazione?’ mi sa da preoccupante. Lei cosa ne pensa?”

.screen: “Comandante, lo sa qual è la nostra strategia di guerriglia standard. Frame LTR a oltranza e senza pietà sul nemico.”

Filippo: “Anche se il nemico sta schierando chiari e decisi intenti da troia?

.screen: “A maggior ragione, Comandante. Devo forse ricordarle il quantitativo di guerre già portate a termine con successo, onore e gloria per aver usato così tanta premura nello schierare il nostro reparto offensivo in assetto Frame LTR? Le mie stellette sul bavero non mentono, Comandante.”

Filippo: “Ha ragione, Generale. Prego, proceda. Voglio vedere le torrette nemiche cadere. Presto conquisteremo la Polonia.”

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non cerco relazioni game

Filippo: “Generale, devo dire schieramento da Frame LTR da manuale. Devo farle i miei complimenti per il coordinamento delle truppe. Tuttavia, la risposta del nemico devo dire che mi sorprende. Vedo un rifiuto al suo attacco frontale. Le chiedo di illustrarmi come intende procedere.”

.screen: “Chiedo al signore Comandante l’autorizzazione ufficiale ad armare il Bukowski Game.

Filippo: “Generale, non staremo forse correndo un po’ troppo?”

.screen: “Lo ritengo necessario ai fini del buon completamento della missione, Comandante.”

Filippo: “D’accordo. Proceda Generale. Ha la mia piena fiducia.”

il cannone

Filippo: “Mi piace come le sue modestia mi sorprenda sempre, Generale”

.screen: “Sempre in prima linea, Comandante. Sempre in prima linea. Mai indietreggiare di un passo.”

aggancio

.screen: “Comandante, oserei dire: BERSAGLIO AGGANCIATO!”

Filippo: “Mi colpisce sempre la sua valenza strategica, Generale.”

.screen: “Lieto di servirla”.

Filippo: “Proceda ad annientare il nemico nei modi che Lei sa, Generale.”

.screen: “Con piacere.”

culo viola

Filippo: “Devo dire che l’eleganza di come ha chiuso l’offensiva nemica Generale è degna di encomio e sarà motivo di promozione.”

.screen: “La ringrazio, Comandante. Sapevo che l’avrei resa orgoglioso del mio reparto offensivo.”

[…]

frame LTR reprise

Filippo: “Generale, vedo un ritorno di fiamma del Frame LTR. Non avevamo forse abbandonato questa strategia a favore di uno sfondamento frontale?”

.screen: “Comandante, è stato necessario difendere il forte dagli attacchi del nemico. Accortosi della nostra offensiva aggressiva, ha risposto al fuoco costringendoci a difenderci dietro le nostre linee. Ma prima o poi il fuoco finirà e saremo pronti a una nuova offensiva.”

Filippo: “Conto su di lei, Generale. Lo sa benissimo che con il mero Frame LTR non è stata vita alcuna guerra.”

.screen: “Ne sono consapevole, Comandante. E’ stata tuttavia una gestione necessaria per l’attacco Love Avoidant che abbiamo subito. Vedrà che la guerra volgerà rapidamente al meglio.”

chiusura

Filippo: “Mi devo complimentare con lei, Generale. Il Bukowski game sta funzionando. Mi congratulo per l’ottima riuscita della missione.”

.screen: “La ringrazio, Comandante. Sono lieto di aver portato il nostro battaglione alla vittoria ancora una volta.”

Filippo: “Adesso calma e sangue freddo. Abbiamo vinto una battaglia. Non abbiamo ancora vinto la guerra. Conto su di lei Generale per continuare l’ottima opera che sta compiendo.”

Avvicinarsi

Via messaggio mi scriverà che ha investito parecchio tempo nella lettura dei miei articoli, i miei racconti, i miei post. In pratica il mio sito internet stava facendo game al posto mio. E’ come lasciare aperta la porta e lasciare che qualcuno entri a vedere i tuoi segreti più oscuri. Il bello di questo sito… è che è tremendamente vero. C’è solo ciò che penso, così come l’ho partorito. Senza alcun filtro o inibizione.

Arrivo dunque all’appuntamento.

arrivo!

Filippo: “Cioè in pratica… sono in ritardo? E’ quasi già lì? Minchia, forte.”

.screen: “Questa la vedo un pelo meglio di #34. Così, a spanne eh.”

Filippo: “Si direi che stiamo già partendo con il piede giusto. E considerato che le ho praticamente detto che voglio aprirla come una scatoletta di tonno, la cosa un po’ mi stupisce.”

.screen: “Magari questa è la volta buona, chissà.”

Filippo: “Vedremo”.

Mi lavo quindi, procedo con la vestizione e arrivo semi-correndo all’appuntamento. Non avevo cenato, quindi avrei cenato al Nik’s. Speravo solo che questo giro ne valesse la pena. Altrimenti sarebbe stato davvero tragico.

Arrivo lì di fronte e…

you're so beautiful

Filippo: “Minchia che pezzo di figa.”

.screen: “E’ pure vestita gnocca.”

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Era seduta su una ringhieretta di fronte al Nik’s. Aveva un vestito azzurrino che le risaltava le curve. Capelli mossi lunghi stile Hermione. Labbroni da panico. Viso da bimba. Ai piedi… delle vans.

Filippo: “Le vans però no cazzo.”

.screen: “Si ma stai anche sempre a lamentarti eh. E’ gnocca e tu stai a guardare le vans?”

Filippo: “Vabbè. Direi che se davvero ha voglia di far sesso oggi è una gran serata.”

.screen: “Comandante, chiedo l’autorizzazione ad armare donne, bambini. Anche cani, gatti e asini laddove fosse necessario.”

Filippo: “Generale, ha la mia totale approvazione ad armare pure il suo pisello pur di portare a termine la missione.”

L’appuntamento

Mi avvicino e la guardo. Ancora un po’ titubante che fosse realmente lei.

hey!

Lei mi guarda e mi sorride. Primi momenti di imbarazzo ma ci sediamo subito sulle sedie del locale. Nonostante il barista non aiuti, la conversazione parte in modo molto naturale. Quasi insolito.

Filippo: “Di solito devo fare il saltimbanco per dire qualcosa di divertente. Questa persino mi aiuta.”

.screen: “Si, roba che riusciresti pure a farci sesso senza di me. No vabbè, ora non esageriamo.”

Filippo: “Simpatico…”

Ordiniamo da mangiare e un drink a testa. Intanto, iniziamo a parlare.

Lei: “Molti si lamentano di Tinder. Ma Tinder è un luogo fantastico. Magico. Conosci un sacco di persone strane, divertenti, diverse.”

Filippo: “Questa si droga”.

.screen: “Forte anche. Di quelle che ho conosciuto finora su Tinder penso che non se ne salvi nessuna.”

Filippo: “Se non fosse che siamo disperati e che vogliamo chiavare su Tinder non ci staremmo manco obbligati.”

Io: “Ma spiegami un attimo il discorso che non vuoi una relazione.”

Lei: “Ah… niente. E’ che in pratica prima di trasferirmi a Milano ho conosciuto questo ragazzo. E’ british e sta in un’isola. Sperduta, a sud dell’Italia. E niente sono innamorata di lui e…”

Filippo: “Ah ecco perché se la menava parlando in inglese.”

.screen: “Signore santo il disagio…”

Lei: “…e sono anche fidanzata con un altro ragazzo. Solo che non riesco a lasciarlo. Si è preso cura di me quando stava male… e non riesco a lasciarlo ora. Insomma, cominciano a essere troppe. E poi scopare in giro è troppo bello. Ogni volta è una botta di vita.”

Io: “Ma loro lo sanno che scopi in giro?”

Lei: “No, no figurati… loro pensano che io sia una brava ragazza. Cioè io sono una brava ragazza…”

eh... eh... no

Filippo: “Si e io nel tempo libero faccio il prete per gli orfanotrofi”

.screen: “Pure il pedofilo fai senza di me? Porca troia, lo sapevo.”

Lei: “…fino a qualche tempo fa ero stata solo con il mio fidanzato per 5 anni. E poi… poi ho scoperto Tinder e mi sono lasciata andare. Ma devo stare attenta perché è facile perdere la testa. Ho fatto sesso con 6 ragazzi di fila. In una settimana? Forse erano dieci giorni”.

really

.screen: “Epporcalamad*n*a.”

Filippo: “Mi hai strappato le parole di bocca.”

.screen: “Si ma non penso di farcela fisicamente a scoparmi 6 persone di fila. Mentalmente sicuramente no. Fisicamente devo proprio essere in serie positiva. E con la schiena di cartone che ho ora….”

Filippo: “Ma quel discorso che mi facevi. Quello in cui parlavi del reggere a livello di autostima. Cioè che noi siamo pro e quindi bam, ne trombiamo un tot. Mentre le donne dopo un po’ crollano e non ce la fanno…”

.screen: “Si, ricordo…”

Filippo: “Ecco, qua mi sa che ce lo prendiamo in culo. No così, detta semplice.”

.screen: “Ho anche io questa vaga impressione.”

Lei: “…ieri per esempio sono andata a casa di questo. Mi ha offerto dell’erba e poi abbiamo scopato da fatti. Minchia è stato spaziale. Ma è anche bello sentire il vuoto esistenziale e fissare il muro. Non so se mi spiego.”

shit

Filippo: “Si confermo, ce lo prendiamo in culo.”

.screen: “Questi sono i momenti in cui non so se essere felice che ormai tutta sta roba ci scivoli addosso oppure no.”

Filippo: “Ma la domanda che mi faccio è: perché me lo devi raccontare!?!?”

.screen: “Mah, per me è che penserà che essendo noi dei disagiati senza speranza di sopravvivenza tanto vale dircelo. Il bello di essere i cassonetti umani della seduzione.”

Filippo: “Per me ha letto il post sulle troie e vuole fare la fenomena come l’ultima.

.screen: “Temo che non stia facendo la fenomena. E’ così e basta.”

Nel mentre, continuavo a guardarle le labbra. Che belle labbra che aveva. E a quanto pare stava facendo pure lei lo stesso. Le prendevo le mani e lei lo stesso. Giocava con me.

Filippo: “Per me ci sta”

.screen: “Oh grazie che me l’hai detto, temevo facesse la figa di legno”

Filippo: “…”

Lei: “Ma parlami di te. Cos’è questa cosa della seduzione?”

Comincio a raccontarle del game. Parto da quando ero uno sfigato e avevo conosciuto il forum. Avevo cercato su Google “perché le ragazze ti lasciano”. E avevo trovato il mio primo sito sulla seduzione. Da lì il forum. Il ban e tutto quello che ne viene in mezzo. Era bellissimo. Finalmente potevo essere me stesso. Potevo dire esattamente quella che era la mia vita. Potevo essere accettato per quello che sono.

.screen: “Ne abbiamo già parlato con #24. Vuoi davvero che finisca, di nuovo, come l’ultima volta?

Filippo: “Questa volta sarà diverso.”

.screen: “L’avevi detto anche con #24.”

Filippo: “Beh… con #24… è stato diverso.

.screen: “Ti sei salvato per miracolo. E solo perché le è preso male a lei prima che lo prendesse a te. Non lo chiamerei un successo.”

Filippo: “Stai zitto.”

Continua a guardarmi le labbra. Ma tanto. E pure io le sue.

.screen: “Ok che non sei in grado, ma direi che è il caso di alzarsi in piedi e limonarla.”

Filippo: “Si ma se mi pala mi pala di fronte a tutti quanti.”

.screen: “Ma cosa vuoi che ti pali. Ti sta mangiando con gli occhi.”

Mi alzo in piedi e senza il minimo dubbio vado per baciarla.

Mi pala.

wat

Filippo: “Si è ritratta. Cazzo faccio?”

.screen: “Siediti d*ocan, ebete. Porca troia non riesci a baciare manco una che ci sta.”

Filippo: “Ma perché ste tizie hanno sempre problemi?”

Io: “Ah… pensavo lo volessi.”

Lei: “Lo vorrei… è che poi mi sale l’ormone e avrei troppa voglia di fare sesso.”

yeeees

Filippo: “Ma quanto è troia????”

Comincia a leccarsi le labbra. Le metto un dito in bocca. Me lo succhia.

.screen: “Sono un pelo in difficoltà.”

Filippo: “Ho la sborra che sta ribollendo. Vuole uscire.”

.screen: “Finisci di mangiare e parlaci un po’. Questa è anche simpatica. Non c’è fretta.”

Filippo: “La vedo un po’ dura.”

Cerco di riprendere il discorso.

Io: “…finché arrivi al punto che certe ragazze ti guardano e sono già innamorate.”

Lei: “Senza parlare?”

Io: “Si, alcune si. Cioè oddio, innamorarsi magari no. Ma le ho baciate senza parlare per poi farci sesso subito dopo.”

Le racconto brevemente la storia di #28. L’aveva già letta. Aveva letto persino tutto il chat-game che avevo fatto con #30.

Lei: “Certo che sei di un sdolcinato allucinante. Bimbola, cucciola.. certe cose davvero non si potevano sentire.”

Io: “Eh…”

Lei: “Immagino che devi adeguarti anche a chi hai davanti.”

Filippo: “Si con i puttanoni non è che sto lì con il miele e le coccole.”

.screen: “Ma #30 era un puttanone.”

Filippo: “Lo so, è che mi ha fatto girare le palle. Non si critica l’arte.”

Lei: “Sono curiosa. Sto aspettando di vedere se usi qualche tecnica con me.”

not again

Filippo: “Signore Gesù Cristo, perché ce l’hanno tutte con sta roba della tecnica?”

.screen: “Dobbiamo impararci i back-flip e cominciare a farli a cazzo quando ce lo chiedono.”

Filippo: “Oh senti, raccontale quella dell’MMF. Così la smette di rompere.”

.screen: “Ahahahaha ok. Ci sta.”

Io: “Ma in realtà non uso tecniche. Se hai letto i miei report ogni volta faccio robe diverse. Anche se ammetto che c’è stato un periodo fortunato in cui raccontavo di quando ho fatto una cosa a tre con un altro ragazzo.”

Lei: “Ah si? Anche io vorrei fare una cosa a tre con un’altra donna! C’è un tizio di Tinder di recente che mi ha messo in testa sta cosa, continuo a pensarci. Perché stavamo parlando che…”

Filippo: “Minchia oh, ho visto la deflagrazione. Devastante questa tecnica.”

.screen: “Senti, va che ti lascio da solo e poi mi racconti che combini con questa.”

Filippo: “Scherzo, scherzo… ti prego continua a illuminarci con la sapienza e la tecnica.”

.screen: “Simpatico..”

Nel mentre avevo cominciato a toccarle le cosce. Fino a parlarle le tette mentre stava parlando. Avevo troppa voglia di scoparla.

Io: “Che dici? Andiamo?”

Lei: “Ok.”

Vado a pagare. Torno. Ci alziamo e la bacio. Ha delle labbra davvero fantastiche. Ci incamminiamo verso casa.

A casetta

Cominciamo a salire. Ci tocchiamo ovunque. Entrati in ascensore le metto una mano nella figa mentre la bacio. Sta impazzendo.

.screen: “Comandante, chiedo ufficialmente il permesso di amare ‘trattarla da essere umano’. Ho la sua autorizzazione?”

Filippo: “Mi dica generale, perché lo ritiene necessario? Proposta da lei questa manovra mi sorprende.”

.screen: “Credo che questa volta possa essere necessario.”

Filippo: “Capisco… proceda pure.”

Le dico che devo andare in bagno. Peccato sia occupato. Cominciamo quindi a toccarci e a metterci voglia aspettando che il bagno si liberasse. O almeno… quella era l’idea.

Filippo: “Generale, comincio a pensare che sia il caso di far partire i missili anche senza il completo dispiegamento delle truppe.”

.screen: “Con tutto il rispetto Comandante, ma ritengo di essere in grado di svolgere il mio lavoro.”

Filippo: “Non era per mancarle di rispetto Generale, era per far fronte all’attacco nemico ormai su ogni fronte. Ormai il nemico ci ha costretto al totale alzabandiera del reggimento.”

.screen: “Noto solo adesso signor Comandante della suddetta problematica. Procedo all’azione.”

La voglia è così tanta che prendo un preservativo, lo scarto. Vado per metterglielo nella figa con un’esecuzione degna di un centometri… e niente, mi si moscia.

.screen: “Le avevo detto signore Comandante che era meglio procedere con un totale dispiegam…”

Filippo: “Si, si Generale. Si, ha ragione ancora una volta lei. Come procediamo dunque per uscire dall’empasse?”

.screen: “Completo dispiegamento delle truppe, mio Comandante. Ritirata strategica e ricollocamento dei nostri uomini rimasti, mio Comandante.”

Filippo: “Prego, proceda. Mi scusi per le interferenze.”

Vista la mal parata, lei molto magnanimamente me lo prende in bocca. E si lancia nel più artistico dei pompini.

orgasm

Filippo: “Dio, sei tu?”

Comincio a trombarmela. Per fortuna dopo l’ultima volta che avevo fatto sesso avevo un pelo più di resistenza. Nonostante questo era davvero durissima non venire.

.screen: “Signore, stiamo perdendo uomini su ogni fianco. L’attacco nemico si fa sempre più intenso. Un pompino atomico ha lasciato una voragine al centro dei nostri uomini. L’esplosione è stata a dir poco catastrofica. Nonostante questo siamo riusciti a riorganizzare le truppe e predisporre un’offensiva efficace. Temo che non ce la faremo a resistere all’impatto nemico.”

Filippo: “Generale, conto su di lei per reggere l’urto. L’importante non è vincere. L’importante è reggere l’offensiva nemica. Si trincei nello stretto.”

.screen: “Trincerarsi nello stretto significa dar per conto di una sconfitta, Comandante. Significa tentare il tutto per tutto per portare a casa almeno una resa del nemico.”

Filippo: “Proceda Generale.”

Continuo dunque a trombarmela cercando meramente di sopravvivere. E’ davvero durissima. A una certa mi guarda…

Lei: “Ma non hai voglia di venire?”

Io: “Si perché…?”

Lei: “Perché anche io voglio venire… vieni con me”

fireworks

Filippo: “Generale, sono orgoglioso di dire che il nostro piano a funzionato. Proceda dunque con l’evacuazione dei missili terra aria.”

.screen: “Comandante, sono fiero di questa operazione. Procedo.”

Vengo fino a morire, con lei che subito dopo viene con me.

Lei: “Ma non staremo facendo un po’ troppo casino…?”

Io: “Speriamo… il mio coinquilino è con la sua ragazza. Speriamo che le venga voglia e gliela dia”

Vado al bagno a lavarmi e a pisciare finalmente. Stavo crepando. Torno in camera.

Lei: “Ah peccato, sei tu? Speravo fosse il tuo coinquilino…”

Ma sembra solo a me che son tutte roie
So, son tutte roie
La mia ex era una troia ma se ci penso essere troia non era il peggior difetto,
Se me l’avesse detto io almeno l’avrei pagata chissà perché ha scelto di recitare “l’innamorata”

La guardo, non rispondo. Cominciamo a parlare del più e del meno. Mi racconta che le piace essere punita.

spank me

Filippo: “Per forza, è una brava ragazza che gioca a fare la puttana. Sensi di colpa, anyone?”

.screen: “Magari semplicemente le piace così. Anche se si, un po’ mi sarei anche stufo di fare The Punisher.”

Filippo: “L’hai detto fratello. L’hai detto.”

Lei: “Sai… penso che da te mi piacerebbe farmelo mettere nel culo.”

Io: “Non sei la prima che me lo dice…”

Lei: “E… Mi piace essere frustrata. Mi piace essere punita, legata. Vedi, guarda che lividi avevo qui. Qui invece ero legata. Guarda che bello.”

.screen: “No… no… non adesso.”

Filippo: “Voglio rivederlo.”

.screen: “Non vuoi rivederlo. Non… di nuovo“.

Filippo: “Nn… non posso farne a meno”.

Stiamo camminando. Siamo a Firenze. Avevo pagato quella vacanza con tutti i miei risparmi. Forse non sarei riuscito ad arrivare a fine mese. Forse avrei dovuto farmi prestare dei soldi. Ma ne sarebbe valsa la pena. Ne sarebbe valsa la pena. Era così bella. La amavo così tanto. Era la mia vita. Era tutta la mia vita.

Io: “Ahah, smettila. Guarda che mi compro una frusta così ti sculaccio per bene.”

Lei: “Mhm, meglio un flogger. La frusta non mi piace così tanto…”

La frusta… la frusta non mi piace così tanto…? La fr… eh?

Io: “Ah… a un tuo ex piace il BDSM?”

Strano… le avevo parlato io di BDSM circa un mese prima. Non mi risultava che avesse esperienze in tal senso.

Lei: “Eh… no è che io… senti, prendiamoci da mangiare. Poi ti racconto.”

Siamo nel centro storico di Firenze. Pizzeria napoletana, buonissima. Il posto è davvero incantevole. Un sogno.

Lei: “Mi avevi parlato di questi forum. E io… beh, io ero curiosa. Volevo sperimentare, mi avevi incuriosito. Quindi mi sono iscritta a un forum di BDSM che mi hai indicato. E ho conosciuto uno. E’ un Master di 35 anni. Sembrava saperne più di tutti. Mi avevi messo curiosità e volevo provare. Mi ha invitato a casa sua. A Treviso. Io ci sono andata. Mi ha legato. Imbavagliato. Ha cominciato a frustarmi. Non so, era strano. Non mi era tanto diverso da quello che vedi nei porno. Mi ha strangolato. Mi ha messo la cera bollente sulla schiena. Devo dire che il flogger mi è piaciuto. Poi mi ha messo un panno umido in viso perché non urlassi. Ha stretto le corde fortissimo. Lì ho pensato ‘Ho fatto la cazzata. Adesso mi uccide’. Mi sono bagnata un sacco. Ha cominciato a frustarmi fortissimo. Me l’ha messo dentro e ha cominciato a scoparmi forte. Siamo venuti insieme.”

“Ah e.. lui.. cioè… com’era sto tizio?”

“Non lo so… appena sono entrata mi ha bendata. Non l’ho mai visto in volto. Non so come sia fatto”.

Io: “Ammetto che ho ancora qualche problema con questo tipo di cose. Non lo so. Ho avuto esperienze un po’ particolari.”

Lei: “Se non vuoi farlo, non è che dobbiamo farlo per forza.”

Io: “Beh magari provare si potrebbe, anche se non è molto il mio genere. Non più, almeno.”

Lei: “…capisco.”

Cominciamo a parlare del più e del meno. Mentre continuo a toccarla. Sentendola sempre più fradicia.

Io: “Sai, l’altro giorno mi parlavano di Briatore e della sua nuova fiamma”

Io: “E c’era gente che diceva: ‘Io non riuscirei mai ad andare con uno solo per soldi’. E stato carino. Ho sorriso. E ho risposto: ‘Magari le ragazze venissero a letto con me per i miei soldi. Mi sentirei che vengono a letto con me per qualcosa che ho fatto. Non sono solo uno della sequela di errori che stanno facendo nella loro vita…”

Si mise a ridere. La risata di chi sta ascoltando una triste verità.

Secondo giro

Riprendo a toccarla.

ed è di nuovo duro

Mi torna durissimo.

Filippo: “Siori e siore, altro giro altra corsaaaaa”

Comincia a farmi un pompino topico. Io comincio a leccarle la figa. Era buonissima. Erano anni che non facevo un 69. L’ultimo risaliva a #5. Assurdo. E’ davvero stupendo, mi mancava.

Riprendo a trombarla. Questa volta finalmente riesco a tenere il ritmo e a dargliene di santa ragione.

Filippo: “Generale, c’è un’ultima missione che la attende. Lo sa vero di cosa sto parlando?”

.screen: “Missione Ano, mio Comandante. Come scordarsene.”

Filippo: “Adoro vederla così pronto, Generale. Così già 5 mosse avanti il nemico.”

.screen: “Sto dispiegando le truppe, mio Comandante. A breve avverrà l’attacco finale.”

Filippo: “Conto sulle sue immense capacità, Generale.”

La faccio passare sopra di me. Inizio a baciarla. Le sposto le gambe e la immobilizzo cominciando a dargliene di santa ragione dal basso. Le sembra piacere. Comincio a sussurrarle quanto avrei voluto che ci fosse uno a metterle un cazzo in bocca. Dandole un dito e facendoglielo succhiare. E quanto mi sarebbe piaciuto che un altro le sfondasse il culo. Mettendole un dito nel culo e cominciando a premere.

Comincia a gemere, dicendo “Nooo… nooo…”.

pozzanghera

Diventa letteralmente una pozzanghera.

Filippo: “Generale, ha il controllo delle truppe?”

.screen: “Comandante, penso che possiamo farcela. Procederei con l’inserimento del secondo dito.”

Filippo: “Penso?”

.screen: “La situazione è critica, Comandante. Le truppe sono stremate dal combattimento. Ma il nostro piano riusciremo a portarlo a termine.”

Filippo: “Conto su di lei”.

Le metto un secondo dito nel culo. Lei comincia a gemere. Quasi cercando di fermarmi.

Filippo: “Oh signore Gesù Cristo”.

Gesù

Io: “Io… ti amo… quando fai così…”

.screen: “Signore santo, perché ti devi innamorare sempre delle troie?

Filippo: “E’ un animaletto. E’ una bimba. Non è una troia.”

.screen: “E’ un puttanone da sbarco. Ha solo la faccia da brava ragazza. Porcod*o la vuoi capire?”

Filippo: “E’ così dolce. E poi è così bello farlo con lei.”

.screen: “E poi cos’è sta merda… ‘quando fai così’… almeno diglielo per bene se la ami!”

Filippo: “Vaffancul… oddio… è davvero troppo bagnata…”

splash

…vengo. Probabilmente pure con della sborra ferma lì dal 1991.

Filippo: “Sono molto deluso Generale”

.screen: “Mi rammarico Comandante.”

Filippo: “Tuttavia, non penso che avrei saputo fare diversamente. Mi congratulo per l’ottima gestione dell’intera operazione. E’ sempre un piacere lavorare con lei.”

Sei mia

Per scherzo la chiamo “Amore”. Faccio finta che sia la mia fidanzata e la stringo forte a me.

I love you

.screen: “Ne hai fatte di frociate eh. Ma questa davvero è oltre ogni limite.”

Filippo: “Senti, la amo. E si, sono ridicolo. Ok? Voglio solo che stia bene con me. Magari le piace e si affeziona.”

.screen: “Ma che cazzo te ne incula che si affezioni. Hai fatto +1. Hai la tua storia del cazzo. La gente è contenta. E’ solo una troia come tante. Lascia perdere e andiamo avanti con la nostra vita.”

Filippo: “Forse hai ragione. Ma è troppo bello abbracciarla.”

Siamo abbracciati. Sento i suoi capelli tra le mie mani. Mentre le faccio i grattini.

Io: “Chi è mia?”

La stringo ancora più forte.

Lei: “Tua… insomma…”

.screen: “No… no…”

Filippo: “Scusa”

Siamo distesi a letto. Guardo #5. La sto perdendo. La sto perdendo, ogni secondo che passa, la sto perdendo. Abbiamo appena finito di fare sesso. Mi ha quasi intimato a venire per staccarsi. Per smetterla di connettersi con me. E’ distesa e sta usando il cellulare. Sta scrivendo a qualcuno. Gli sta mandando dei cuori. Chi cazzo è quel deficiente testa di cazzo. Comincio a spronfondare. Ancora di più.


Stiamo camminando. #7 è in mezzo tra me e Zema. Entrambi che la prendiamo per mano. Stiamo facendo una passeggiata per farla riprendere. Ha squirtato troppo. Stiamo costeggiando un ippodromo vicino a dove vivevo. Arriviamo in fondo. Zema sta raccontando di come la parte più bella delle sue scopate sia l’esplorazione. Trovare posti nuovi. E quasi “battezzarli”. Di come lui connetta più con l’ambiente che non con una ragazza. Guarda una torretta dell’ippodromo. “Un giorno ti scoperò lì”. Indicandola.


“Bro, non so se dovrei dirtelo ma…”. Cercavo di capire Zema cosa volesse dirmi. “Ma #7 mi ha chiesto se può venire qui a casa tua a scopare quando sei a lavoro. Non è un problema per te, vero?”

Non è un problema per te… vero?

Non è un problema per te… vero?

Sono davanti al mio computer. Sto battendo i tasti sulla tastiera. In realtà non ci sono. Il mio sguardo è vuoto.

Whatsapp di Zema. “Ho fatto bro, tutto bene”.

muto con pippo... vero?


“Bro, ha paura di essere incinta. Me l’ha detto mentre eri in bagno”

Guardo Zema. In che senso?

“Mentre eri in bagno ed eravamo soli in stanza mi ha detto che l’ha fatto senza con uno. E ha paura di essere rimasta incinta. Te lo scaricherà addosso e ti dirà che è colpa tua.”


Stavo cercando di divertirmi. Stavo cercando di ballare. Ma il tempo sembrava non scorrere più. Sembrava tutto fermo. Ogni secondo durava un millennio. Lei non c’era. Non c’era. Era con quell’altro coglione di sicuro. Si… l’amico. L’amico. L’amico… l’amico di stocazzo. Io ero un cornuto idiota e stavo lì a ballare come un coglione. A cercare di farmene altre. Di farmene altre… cosa volevi che me ne fottesse di farmene altre? Volevo lei. Volevo solo lei. Volevo fosse mia…. e invece un cazzo. Un cazzo.. un cazzo….

Stavo per andarmene. E la vedo. E’ lei. E’ arrivata. Mi guarda. Mi sembra di riprendere a respirare. La guardo con la faccia di un prigioniero in un lager che guarda il cibo. La bacio. Avevo ancora qualche secondo. Ancora qualche secondo… con lei

Io: “Sei mia… come l’enjoy. Sei in sharing”. Sorrisi.

Culetto

Io: “Sei contenta? Ora anche tu sei solo un numero. Sei #35.”

Lei: “Non sono solo un numero…”

Mi alzo, cerco ovunque una penna. Non la trovavo cazzo. Poi finalmente spunta fuori. Sweet.

La faccio distendere a pancia in giù.

Lei: “Cosa vuoi fare??”

Io: “Voglio scriverti #35 sul culo.”

Lei: “Perché?”

Filippo: “Dai diglielo.”

.screen: “Dirle cosa?”

Filippo: “Che è solo una troia inutile. Dai, diglielo se hai le palle.”

.screen: “Mo glielo dico sul serio. Così magari impari qualcosa Porcod*o.”

Filippo: “No cioè, asp…”

Io: “Perché voglio farti una foto, usarla come trofeo. Mandarla ai miei amici e fare soldi.”

Lei: “Ok.”

Per cui zio so raccontarti molte storie
Ce ne una così troia che le ha messo il marciapiede in casa
E un’ altra così vacca che le manca solo la campana
E’ una piccola puttana, la chiameremo lilli put
Si scopa tutti I vip della tv

La blocco. Comincio a scrivere #35 sul suo culo. Le faccio una foto. Due. Tre.

Lei: “Aspetta, voglio farmene una anche da sola.”

Io: “ooook…”

Comincia a fotografarsi il culo da sola.

#35

Io: “Posso metterla sul mio sito?”

Lei: “Si, certo.”

Filippo: “Ti odio.”

.screen: “Non odi me. Non odi neanche lei. Odi quella merda che è chiamata vita. Ormai vedi la matrice e le cose si dispiegano davanti ai tuoi occhi. Anche se non le vuoi. Anche se sono così terribili e schifose. E la cosa più brutta… è che non riesci a smettere di guardare. A smettere di guardare il putridume della vita. Quella merda che sono le interazioni sociali. Viscide, schifose. Lerce dentro. E… ti rendi conto… che anche tu sei così. No, sei molto peggio di così. E che è tutto normale. Quasi scontato. Nel suo orrendo terrore. E la cosa più assurda. Terribile. Oscena… è che te ne sei pure innamorato.”

Filippo: “Come fai a non innamorarti… della Verità?”

.screen: “La Verità… L’apparenza… un mondo sospeso tra quello che vorremmo essere e ciò che siamo davvero. Un mondo sospeso tra l’orrore della nostra vita e i nostri sogni. Un mondo sospeso tra la consapevolezza che odieremo la madre dei nostri figli… e forse non la avremo mai. Un mondo sospeso… tra una Verità che ormai non ci rappresenta più. Una verità… che ci impedisce di vivere. Ci impedisce di essere realmente qualcuno di buono. Di avere dei rapporti che durino, che abbiano un senso. Diventano solo una sequenza di errori di valutazione. Di sfide. Con se stessi o di odio. Per il proprio ragazzo, l’ex, il vicino. Non importa. Sei solo una droga. Un oppiaceo. Quei 5 minuti di sollievo di una vita di merda. Passata in catene. Le catene dei sensi di colpa. Dell’odio per se stessi. Dell’odio della gente. Del sentirsi terribilmente sbagliati. Di pensare di meritarsi solo di soffrire. Di stare male. Di crepare, nella maniera più orrenda. E le tue braccia, calde. Sono solo un rifugio. Il rifugio degli esiliati. Dei condannati. Dei figli di puttana… che sperano di trovare riparo. Nelle braccia della merda umana. Sapendo che non potranno mai essere… più schifosi e luridi di te. E che quindi, sono tra le braccia migliori.”

Filippo: “Le braccia della morte. La morte della propria anima. La morte della propria esistenza. Ed è solo così che puoi rinascere. Ritrovarti. E ricostruire la tua vita.”

.screen: “Si… se ancora hai una vita. Se ancora hai dei valori. Se ancora hai qualcosa per cui lottare. Quando invece… hai perso il senso. Hai perso pure il motivo per cui rimani sveglio. Allora forse è quasi meglio chiudere gli occhi e sperare di non svegliarsi.

Filippo: “Il senso c’è. Il senso… c’è. Ed è quello. Quegli attimi. Quegli istanti… di nuda follia.”

Ti amo… troia di merda.

Riaccompagnarla alla bicicletta

Rimaniamo abbracciati ancora un po’. Le faccio un po’ le coccole. Poi decidiamo di rivestirci, ormai è tardi. Prendo dell’uva dal frigo. Avevo una fame che crepavo.

Scendiamo in ascensore. Io con l’uva in mano. Stiamo cercando la sua bicicletta. Siamo mezzi rincoglioniti. E’ stata una bella serata. Anche se non l’avevo capita. Non l’avevo capita. Cosa provavo? Quella frase stava continuamente scorrendo nella mia testa.

Beh… tua. Diciamo che non sono propriamente tua.

Non sono propriamente tua.

Non… no, non è mia.

Arriviamo alla bicicletta. Arriviamo alla bicicletta e una voce dentro di me mi dice “potrebbe essere l’ultima volta che la rivedi. Chiediglielo.”

Io: “Dimmi ma… cos’è che ti ha colpito? Perché ti è piaciuto il mio sito?”

Lei: “Mi è piaciuto come ti rendi vulnerabile. Come racconti dei fatti personali. Come lasci la porta aperta, per far entrare gli altri a vedere le tue cose private. Mi sembra quasi di spiare un mondo che non è stato fatto per me.”

Io: “In realtà… è interamente calibrato per una donna il mio sito internet. Per mostrare le mie debolezze. Per mostrare cosa posso offrire. Ci sono racconti, articoli, tutto… per farla eccitare e per farle capire in che modi può usarmi per arrivare a ciò che vuole. Arriva lì, pensa che sia scritto per i maschi, ha le difese abbassate… e TAC!”

Lei: “Ah… ok. Io andrei. Mi lasceresti andare?”

.screen: “Comandante, la prego. No. Non rimetta quella cassetta. La prego.”

Filippo: “Generale… è già…. è già nello schermo principale. Non posso fermarla.”

Febbraio 2015. Sono in macchina con #5. Fuori c’è il freddo più polare. Siamo in una vietta in mezzo al nulla. Era una delle prime volte che lo stavamo facendo. La guardavo e… beh. Era stupenda. Era davvero perfetta. Era tutto quello che volevo in una ragazza. Lei mi guardava. Quasi sembrava che non mi sopportasse appena. Sembrava che mi facesse un favore a frequentarla. Era terribile. Sentivo i secondi dell’orologio che ticchettavano. Avevo giorni. Forse mesi. Ma non ce l’avrei fatta. L’avrei persa. Avrei perso lei. Avrei perso quegli istanti. Quei momenti. Mi riaccompagnò alla bicicletta. E’ come se il mio cervello da allora non si fosse mai fermato. Dovevo capire come potevo fare a non perderla. Dovevo capire come farcela. Dovevo capire come venirne fuori.

Eravamo arrivati. Comincio a baciarla. Lei quasi non ne può più. “Mi lasceresti andare?”…

Mi lasceresti andare…

Mi lasceresti andare…

Divento di ghiaccio. Mi limito ad andarmene.

Empty… bitch…

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