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Leggi prima la parte 1 del racconto se ancora non l’hai fatto.

Ora immagina che una bambina abbia imparato delle profanità. 

Magari ha scoperto che a toccarsi nella vasca con sua sorella provano piacere, o ha imparato delle parolacce a sfondo sessuale che le danno un brivido dalla passerina al labbro inferiore della bocca, passando per la pancia e il plesso solare. 

Immagina ora la madre isterica che la sente proferire queste parole o che la scopre sotto le lenzuola a baciarsi o leccarsi con la sorella o la cuginetta. 

Immagina il massacro seguente, le sgridate, il divieto. Il Bisogno della bambina di essere amata ed accettata ed il suo conseguente rifiuto di ciò che di lei non è amato. 

E’ ben rappresentato nel film “The Ring” dalla simbologia della madre che chiude la bambina adorabile in fondo ad un pozzo oscuro. 

Dove quella bambina non cresce, non diventa donna, non smette di aver bisogno di amore. Non muore. 

Muore a livello “fisico”, ma rimane come energia psichica nell’etere (ovvero dentro la mente della donna).

E a furia di gridare e grattare le pietre per provare a salire si sfonda le dita, diventa orribile. 

Ma è sempre quella bambina stupenda e meritevole di amore, che adesso odia e ha paura. 

Quando tu operi un attacco Dirty Talking nel sistema femminile, stai dicendo a quella bambina “con me si può” e anche “questo è contro tutto ciò che hai dovuto imparare come valori per essere amata dai tuoi genitori e dalla società”. 

E cosa accade se lo fai

Stai dicendo “Ti Amo e ti capisco, con me puoi” a Samara. Alla bambina in fondo al pozzo che piange da 20 anni. 

Stai creando uno sconquasso tra lei e la Miss, che non è “cattiva”. E’ solo una parte che è stata amata e che viene usata come filtro. 

Certo, non è una “tecnica”. Se le fai schifo c’è poco da fare Dirty Talk sussurrato. Non è che la seduci. 

Ma se le piaci, lei ti sta tenendo nascosta la bambina nel pozzo come la tiene nascosta a tutti… e tu le dici che con te si può. E che non lo saprà nessuno. 

Di regola però lo si usa a letto. 

Perché lì è già nuda. 

E’ ovvio che ti piaccia, ma la Miss controlla di brutto che lei non si lasci andare a comportamenti che le tolgano le tue risorse. 

Presente quelle donne che non danno il culo e non ingoiano col marito per timore di sembrare puttane e con l’amante fanno le orge? 

Ecco. 

Il Dirty Talk sconquassa i suoi taboo, che non sono suoi, sono quelli sotto cui hanno chiuso la bambina stupenda che sarebbe stata e la donna magnifica che sarebbe diventata, manda in corto la Miss e fa provare quel senso di profano e di proibito che la eccita, che sbilancia la lotta del sistema nervoso a favore del piacere. 

[…]

Lascia che il tuo amore riempia quel pozzo. 

E preparati all’orrore. 

Non credere che una bambina inorridita e terrorizzata, carica di rancore e di odio, paura e senso di rifiuto possa uscire alla luce e in due minuti possa sentirsi amata e star bene. 

Farà dei danni. 

Li ha fatti Samara, li farà anche lei. 

Userà il suo potere a caso su altri. 

Ti ferirà. 

Ti tradirà. 

Ti farà cagare sul cuore dai tuoi nemici. 

Sarà tua nemica, incredula e diffidente verso la tua offerta di Vero Amore. 

Ma quei danni non li sta facendo lei. Li ha fatti la società di merda che l’ha rinchiusa, li ha fatti sua madre che l’ha punita, li ha fatti chi ha istruito e martoriato i suoi genitori, li ha fatti il macrosistema. 

E quando ti farà del male, forse diventerai misogino. O forse odierai lei in particolare. 

Forse hai udito “occhio per occhio e dente per dente”… ma io ti dico… ama la tua nemica e donale il cuore mentre ti perseguita. Che Vero Amore è se ami chi ti ama, che merito ne hai, cosa stai insegnando a quella bambina spaventata? 

La solita vecchia cosa per cui l’hanno rinchiusa: che per essere amati bisogna essere in un modo. Che merito puoi avere se ami chi va bene? Lo fanno anche gli human, e se sorridi a chi ti sorride, cosa fai di straordinario? In cosa sei superiore agli human?

Se lei ti vorrà fare causa per toglierti la giacca, dalle anche il tuo mantello. 

Se lei ti vorrà ricattare perché tu stia con lei un pomeriggio, stai con lei due giorni. 

Perdona Lei. 

Falle capire che cazzo significa essere amata. 

Ci vorrà tempo. E piangerai. Ma qualcuno le palle dovrà averle, e non possono averle certo gli human, che odiano i propri nemici e si devono pure sforzare per amare il proprio prossimo. 

Ma c’era un bambino stupido in te, un coglioncello che in terza elementare fece un tema ingenuo in cui spiegava quanto desiderasse un mondo libero dalla guerra e dalla fame, ora pensi che quel bambino fosse un coglione. 

Sei solo diventato un fifone. Quel bambino non aveva le tue conoscenze, ma aveva ancora il senso di possibilità e di meraviglia che hai buttato via per paura. 

Hai lasciato le palle a lui e te le sei fatte togliere per non sembrare folle. 

E non hai più le palle per dare, invece di chiedere. 

Per amare, invece di cercare di piacere e di essere amato, per mettere il tuo cuore in sacrificio su un piatto d’argento. 

Sei addirittura diventato meno potente degli Dei.

Che abbiamo creato noi!!! Per lagnarci e chiedergli le cose. Per paura dei fulmini e della grandine. 

Tu da bambino potevi ancora vedere un mondo perfetto a tua immagine e somiglianza.  

Dai, alzati in piedi e dì a quella bambina la verità più grande che puoi, la più Dirty delle profanità, per la Miss, la cosa più vera che mai uscirà dalla tua bocca mortale. 

Cazzo. 

Gridale in faccia 

SONO DIOOOOOOO!!!

Perché lei… 

Quella bambina… sporca, mostruosa… spaventosa… che per un periodo non può fare che danni… Sia la tua versione maschile de “La Bella e la Bestia”. 

Quando saprai vederla con il cuore, quando riuscirai ad amarla…nonostante tutta la merda che ti farà mangiare a sfregio, amarla al punto da sciogliere ogni suo dubbio, incertezza e paura del rifiuto…. beh, avrai fatto sbocciare in terra ciò che è Sacro. 

Che lo è in senso immanente, intrinseco, e non in senso di emotivamente importante per qualcuno. 

Oppure puoi tornare alla tua vita… odiare chi facendo la sua gara ti danneggia, cercare di spruzzare, cercare da mangiare, lottare per sopravvivere, e un giorno essere un vecchio sbilenco in coda per le analisi del sangue. 

E quel bambino che in terza elementare sapeva ancora sognare… lo avrai tradito. Lo hanno tradito tutti. E’ così che si fa. Si impara a belare. 

Vivere… o sopravvivere…. questo è il dilemma… cos’è più degno… subire gli strali, i colpi di balestra, di una sorte contraria… o prendere le armi contro un mare di affanni? 

E se… 

E se un domani… 

Fossimo così tanti, addirittura più di 9, ad aver preso le armi contro un mare di affanni… 

E se restassimo uniti…. 

Allora… 

In verità vi dico… 

Qualunque cosa uscirà da quella porta, fosse anche un mulino a vento…se restiamo uniti possiamo tornare al posto che ci spetta. 

Per quel bambino che ha fatto un tema ingenuo in cui ci credeva ancora, e per quella bambina chiusa nel pozzo e abbandonata.

AiViA

La chat si sposta da WhatsApp a Instagram…

Filippo: “Ah, ora non è più solo un numero?”

.screen: “Ma lo dico solo per chiudere dai.”

Filippo: “Dici? Per me è solo un awkward sottoprodotto del capitalismo.”

.screen: “Ahahah vabbè è un po’ scema, ma è un tipo dai.”

Filippo: “Si, certo. Un tipo.”

.screen: “Senti la amo, ok? Ora possiamo andare oltre la cosa?”

Filippo: “Ma se non l’hai manco mai vista cazzo!!”

.screen: “Eccheccazzo ti puoi innamorare solo tu di una troia prima di vederla!?”

Filippo: “Boh io vabbè… lasciamo perdere.”

Filippo: “Figa il romanticismo.”

.screen: “Ho stile, ammettiamolo.”

Filippo: “Ah guarda, a valanghe proprio.”

.screen: “Grazie, grazie.”

Filippo: “Certo che potremmo trattarla un po’ meglio.”

.screen: “‘Ho scelto te perché so che saprai trattarmi da troia.’ Cito testualmente.”

Filippo: “Avanti tutta mio generale.”

Filippo: “Ma me la rispieghi la consecutio temporum tra ‘voglio segarmi sulle tue foto’ e ‘ti amo’?”

.screen: “Si chiama consecutio di stile e game a palate.”

Filippo: “Certo che quando ti innamori tu è un’esperienza mistica, va ammesso.”

.screen: “Brava troia, così ti voglio.”

Filippo: “D*ocan le hai piallato il cervello.”

.screen: “Un cazzo. Sta solo facendo il sub frame per farmi andare sotto per lei e idealizzarla. Sta troia bastarda. Ma appena la vedo le faccio esplodere il cervello.”

Filippo: “Mi metti quasi paura.”

.screen: “Quasi?”

for real?

Filippo: “Ah.”

.screen: “Ah.”

Filippo: “Eh.”

.screen: “Una brava ragazza insomma.”

Filippo: “Un angelo.”

.screen: “Immacolata”.

Filippo: “Questa non è immacolata neanche nelle ascelle.”

Filippo: “Mi viene in mente Hel, la dea degli inferi. Così gnocca e così orrida allo stesso tempo che non riesci a smettere di guardare pietrificato dallo schifo ma allo stesso tempo attratto e con il cazzo duro.”

.screen: “Questa sta ridimensionando l’essere troia su nuovi livelli finora inesplorati.”

Filippo: “No infatti, dove cazzo ci stiamo cacciando.”

.screen: “Ma siamo sicuri che vogliamo scoparcela questa?”

Filippo: “Dovrei essere io a chiederlo! Tu non dovresti essere lì a dirmi di chiavarmela lo stesso, tanto +1 fregacazzi brooo!?!”

.screen: “Eh ok, ma dioc*n. Ma io sono una brava ragazza in confronto.”

Filippo: “Ma quindi ce la chiaviamo o no?”

.screen: “Non so Rick… ma dai che domande del cazzo fai, certo che ce la chiaviamo!”

Filippo: “Ah ecco.”

Filippo: “Si ma porcod*o tu sei sicuro? Questa mi pare davvero a un livello superiore.”

.screen: “Senti bro, tira dritto e continuiamo con sta roba delle coccole che pare funzionare.”

Filippo: “E coccole sia.”

Filippo: “Ma non dovevamo continuare con le coccole?”

.screen: “Dai su concentrati sul senso e non sui dettagli.”

Filippo: “Il senso mi sembra essere che vuoi trattarla come una vacca. O mi sono perso qualche parte?”

.screen: “Che noioso che sei.”

V per Vendetta

Filippo: “Ma com’è che più le dici che vuoi farle le coccole più questa vuole che le apriamo il culo? No così, per capire. Poi oh, chapeau”.

.screen: “D*ocan ti devo davvero spiegare tutto. Questa è una troia. Tutti staranno a dirle quanto vorrebbero sfondarla, strozzarla, trattarla da cagna. Tutti stanno a fare l’odio del metodo OASI. E lei pure, fa solo quello. Il problema è che se fai solo l’odio poi hai un appiattimento emotivo. Perché le emozioni forte le vivi per contrasti non per somma. Puoi andare davvero forte e in profondità con l’amore ma se non ci metti l’odio poi sembri uno smidollato. Viceversa, puoi andare su con la violenza e trattarla come un oggetto pisciandole in faccia e mettendole nel culo un cazzo di gomma enorme per vederla piangere. E bene se a lei piace questo tipo di stimolazione. Ma dopo un po’ sembri solo uno che vuole usarla e farla soffrire, non uno che ci tiene a lei. E se toglie l’amore non è perché non lo vuole. E’ perché pensa di non meritarselo. Perché è cresciuta in un clima di odio, terrore e disapprovazione. Dove l’essere amati non esisteva e, ormai, non sa neanche più cosa si prova. Ma devi darle entrambe le sensazioni, farle vedere che riesci a viverle appieno. Così sei centrato e aumenti in modo esponenziale le emozioni per frazionamento.”

Filippo: “Potevi anche solo dire ‘le sante si trattano da cagne, le troie si amano e si trattano da angeli’. Non serviva che te la tirassi così tanto bomber.”

.screen: “Vaffanculo -.-“

.screen: “No… non iniziare. Ti prego, no. Non un’altra volta.”

Filippo: “Ma… ma… io… la amavo…”

Lei era sopra di me. Stavamo facendo sesso. Era stupenda. Aveva delle tette assurde. Ogni istante che lo facevamo eravamo così connessi che mi sembrava che la vita all’improvviso avesse senso. Come se la mia vita la dovessi in realtà a lei. Come se lei mi facesse sentire accettato, amato, così per quello che ero.

Io: “Ti amo. Vorrei che questo momento durasse per sempre.”

Ma lei non mi amava. Non mi aveva mai detto che mi amava. Non gliene fregava molto di me.

Io: “Sei la mia vita. Vorrei poter congelare questo momento per l’eternità.”

Glielo dicevo… quasi nella speranza che lo volesse anche lei. Quasi che anche lei volesse vivere per sempre un momento così bello. Quasi nella speranza che anche lei avesse bisogno di me come io avevo bisogno di lei.

Il sesso era finito. Guardavo il soffitto. Mi giro, per guardare quanto era bella. Ha il cellulare in mano. Sta scrivendo a qualcuno. Intravedo un cuore nella chat. Forse più di uno.

Avevo i secondi contati. Fra poco l’avrei persa. L’avrei persa per sempre.

E non sapevo neanche perché.

.screen: “Stai tranquillo. E’ solo una troia. Non siamo più degli sfigati del genere. Vedrai che a questa le piantiamo il cazzo nella figa e ciao addio è stato un piacere.”

Filippo: “Ma io la amo. Io la amavo. La rivoglio. E l’ho persa per sempre. Ed è colpa tua. Mi avevi promesso che saremmo stati in grado di farla innamorare. Mi avevi promesso che ce l’avremmo fatta. Che sapevi come fare. E invece un cazzo. Un cazzo.”

.screen: “Questa volta è diverso ok? Questa volta vedrai che andrà tutto bene. Questa volta possiamo farcela. Ce ne siamo scopate più di 50 da quella puttana di merda. Vedrai che questa volta andrà diversamente.”

Filippo: “Ma io la amavo. E l’ho persa. L’ho persa. E ogni cazzo di volta che mi innamoro poi la perdiamo. Come cazzo faccio a fidarmi di te?”

.screen: “Puoi vederli come una sequela di fallimenti. Puoi vedere me e te come delle persone inutili che non sono in grado di tenersene una che amano. Puoi vederci come degli sfigati senza speranza… o forse come delle persone che si sono sempre rialzate. Abbiamo imparato a ogni sportellata in faccia. Siamo migliorati. Siamo cresciuti. Siamo diventati sempre più centrati e padroni di noi stessi. E questa volta ce la faremo. E se non ce la faremo.. ci rialzeremo. Ancora un’altra fottuta volta.

L’appuntamento

aspettando in trepidante attesa

Sono lì che la aspetto. Non sta arrivando.

Passano 10 minuti.

Non sta arrivando.

Porcod*o.

Filippo: “Guarda che questa non arriva.”

.screen: “Arriva, arriva. E’ che questa è un’altra fenomena. E si starà cagando sotto come la bomber di #34.”

Filippo: “Il caso umano ultra iper leggendario?”

.screen: “Si, mi sa che ce ne sta arrivando un altro in regalo.”

Filippo: “No oddio, fai serio? Senti oh nextala che un altro giro così non lo voglio fare manco per sbaglio.”

.screen: “E mi fai buttare nel cesso due settimane di lavoro così? Porcod*o no eh. Adesso questa entra, glielo buttiamo in figa e la mandiamo a fare in culo. E se è in ritardo non me ne frega un cazzo. Io a mezzanotte la riporto a casa che devo dormire. Non esiste.”

Filippo: “Ma senti a me già sta scendendo. Non mi va di trovarmi un altro caso umano tra le mani. Si, per carità, abbiamo provato delle belle emozioni. E se si curasse sarebbe anche una ragazza interessante. Ma io direi che anche no.”

.screen: “Ma come anche no. Dai su smettila. Questa la infiociniamo”.

I minuti diventano 30. 35…

Filippo: “Voglio strozzarla. Figa ho un nervoso che spaccherei il muro.”

.screen: “Senti, calmati. Ok? Smettila.”

Filippo: “Tanto verremmo subito. Abbiamo un nervoso che vorrei spaccare qualcosa. Quanto vuoi durare in queste condizioni? Due secondi. Ed ecco l’ennesima scopata di merda.”

.screen: “Dai su, non fare il negativo. Ce la possiamo fare.”

Finalmente è arrivata. Le dico di salire. Apro la porta.

Filippo: “Porco. D*o.”

.screen: “Che c’è?”

Filippo: “Ma quanto cazzo è alta.”

.screen: “Beh te l’aveva detto, idiota.”

Filippo: “Cazzo se è alta.”

.screen: “CHI SE NE FREGA, DEVI FARE +1”.

Filippo: “Ok. Ok. E poi… che cazzo di problemi ha? Ha uno sguardo strano. Sembra che vada a scatti. Sembra autistica davvero. Che cazzo di tipa ci siamo tirati su?”

.screen: “Oh signore ti stava prendendo per il culo. Che cazzo stai dicendo. Dai porcod*o hai perso anche troppo tempo. Chiavatela e stai zitto.”

La bacio. Comincio a toccarla. La porto in camera. Le tocco il culo. Era davvero bello… anche se era flaccido da morire.

Filippo: “Porcod*o che è sta roba, ma cazzo. Sembra di palpare lo yogurt. Che roba è. Ma signore santo.”

.screen: “Senti ora stai zitto e te lo fai venire duro. OK!? Non siamo qui per perdere tempo. C’è un +1 da segnare. E ora lo segni. FINE.

Filippo: “Agli ordini…”

Continuiamo a baciarci e il nofap entra in azione. Erezione suprema leggendaria. Mi abbasso i pantaloni. Le prendo la testa e le ficco il cazzo in bocca.

Inizia a succhiarmelo per bene facendomelo diventare duro completamente. Ci prendo gusto a soffocarla con il cazzo. Finché a una certa mi stacco prima di rischiare di venire. Prendo un goldone, me lo metto e glielo metto in figa.

.screen: “Aaaaah. Il sapore del +1.”

Filippo: “Si ok, ma qui tanto ancora poco e vengo. Che merda.”

.screen: “Dai tieni duro più che pu… e checcazzo, hai già finito?!? ahaha.”

Filippo: “Si. Porcod*o.”

Vengo.

Mi guarda come si guarda un bambino storpio. Misto disprezzo e misto pietà.

Filippo: “Abbiamo fatto schifo.”

.screen: “Lei ha fatto schifo.”

Filippo: “Noi e lei abbiamo fatto schifo.”

.screen: “Abbiamo fatto +1. Dai liberati di sto peso umano che ho sonno.”

Filippo: “Ma non posso mandarla a fare in culo subito.”

.screen: “Si che puoi. Che poi chiudono le metro. E ti tocca pure portarla indietro in vespa.”

Filippo: “Quello mi sa che ci tocca farlo comunque.”

.screen: “Ma porcod*o”.

Non avendo voglia di fare grandi discorsi comincio a giocare con la fotocamera. Con l’idea di fare qualche foto.

Lei: “Sono grassaaa.. no, non farmi le foto. Cosa potrei fare per dimagrire?”

Io: “Potresti andare in palestra.”

Filippo: “Oh un po’ più cattivo e tagliente no eh.”

.screen: “Quando ci dicono loro che abbiamo un fisico di merda tutto bene… quando invece è finalmente il nostro turno invece… dobbiamo dirle che è una figa atomica? Dai vaffanculo eh. Parti con il moralismo e io ti mollo anche qua.”

Filippo: “Ma in realtà concordo. Però figa un po’ di tatto.”

Lei: “Però peccato… non mi hai neanche lasciato i segni. Che foto vuoi fare così.”

.screen: “Hai ragione… forse dovrei avere più tatto.”

La prendo alla base dei capelli. Le tiro indietro la testa. Le appoggio la mano sul culo per trovare il punto dove volevo lasciarle il segno. E le tiro una cinquina secolare.

Io: “Ottimo. Ora hai anche il segno.”

Sul suo culo si stagliava la mia bellissima mano. Rossa. Sembrava disegnata.

.screen: “Va che artista.”

Filippo: “Non so se stai preso peggio tu o sta pazza.”

Iniziamo a fare le foto. Cerco di mettere il cavalletto poi per farle assieme a lei. Volevo replicare una foto vista online.

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Non riesco a fare due foto così che mi guarda e fa.

Lei: “Lo so! Mi trovi brutta! Sono grassa! Basta, non lo voglio più fare.”

Filippo: “Ma è seria?”

.screen: “Temo… di si.”

Filippo: “Ma porcod*o. Per me questa è autistica veramente. Che schizzi strani ha sta qua?”

.screen: “Guarda io pensavo di aver visto il peggio con la cogliona del cane. Ma qui stiamo raggiungendo nuovi livelli di follia.”

Cerca di eccitarmi perché la scopassi “bene”. Non è nessuna voglia.

Le meno la figa cercando di farla squirtare. Magari si calma e smette di rompere. Gode abbastanza ma non riesco a farla squirtare. Boh vabbè.

Continua a cercare di eccitarmi perché faccia sesso con lei.

.screen: “Che due coglioni. Ma non puoi sbatterla fuori di casa sta troia di merda?”

Filippo: “Dai senti diamole una botta e pazienza.”

.screen: “Io le darei una botta in testa, non se ne può più”.

Cominciamo a fare sesso. La scopo in modo sommario ma almeno tengo di più di prima. La faccio mettere sopra per venire.

Filippo: “Ma come cazzo sta messa. Porcod*o così sto facendo una fatica immonda. Ho lo psoas che sta implorando pietà. Ho pure fatto stacchi prima, Dio signore, questa ha voglia davvero che la prendo a sberle.”

Non riesco a venire. Mi distengo affianco a lei. Ma ne vuole ancora. Cerca di eccitarmi nuovamente. Mi fa un pompino. Mi torna duro.

.screen: “Che due coglioni.”

Filippo: “Dai senti, l’ultimo sforzo.”

La metto a pancia in giù e comincio a scoparla. Dopo poco vengo.

Filippo: “Alè. Ora riporta a casa sta qua, te prego.”

Lei: “Amore, mi piaci veramente tanto. Sei proprio carino.”

Filippo: “Oh porcod*o.”

.screen: “Vedi, sei un coglione. Non dovevi scoparla. Mo si è innamorata davvero. Dai porta a casa sta qua ti prego.”

Le dico che è ora di tornare a casa. Mi dice che vorrebbe stare di più, ma sono irremovibile. E’ tardi, meglio andare.

Riesco finalmente a mollarla a casa sua. Quando la lascio giù scappo sgommando che sembra abbia appena finito di fare una rapina.

Filippo: “Avrei quasi preferito scoparmi un boiler simpatico che questa disagiata colossale.”

.screen: “Bene. Meno male che avevi paura di innamorarti di lei.”

Filippo: “Già.”

I postumi

buonanotte fiorellino

Dovevo prendere sonno. Dovevo dormire. Il giorno dopo lavoravo.

Filippo: “Ma spiegami, che senso ha la nostra vita? Che cazzo stiamo facendo? Cosa stiamo costruendo? Dove stiamo andando?”

.screen: “Da quando ti è venuta la passione per i lego e le costruzioni?”

Filippo: “Dai cazzo seriamente. Non possiamo continuare. Non possiamo continuare a scoparci a sfregio delle tipe psicologicamente instabili da Tinder. Che cazzo di vita di merda stiamo facendo. Io non voglio più frequentare gente del genere.”

.screen: “Dai su che è stato divertente. Poi sai che raccontino divertente che viene fuori.”

Filippo: “Ma io mi chiedo chi è così tanto spostato mentalmente da voler emulare qualcosa del genere. Si ok, rideranno di noi. Rideranno di queste stronzate. Ma chi è così malato da mettersi in questa merda volutamente?”

.screen: “Beh, però abbiamo sborrato.”

Filippo: “Dici che c’è seriamente gente disperata quanto noi?”

.screen: “A quanto pare”.

Filippo: “D*ocan che persona di merda.”

.screen: “Faccio fatica a non darti ragione. Ma sta solo soffrendo. E’ triggherata a bestia. E sta cercando di triggherare anche noi. Per farci andare in pari e abbassarci al suo livello di dolore. Vuole farci entrare in una prospettiva malata in cui siamo inadeguati, falliti, inadatti.. e lei è l’unica che è stata in grado di amarci.”

Filippo: “Che culo.”

.screen: “O forse ce l’hai solo piccolo e scopi di merda.”

Filippo: “Ti odio.”

.screen: “Uuuuh. Qualcuno si è offeso. Va che staffilata ahahah. Non sei il suo ragazzo.”

Filippo: “Ma che cazzo vuole sta puttana di merda.”

.screen: “Vuole farti sentire un fallito. Vuole farti credere che la tua vita non sia degna di essere vissuta. Vuole farti sentire sbagliato, rotto. Vuole farti… sentire come lei. Perché spera che così riuscirai ad amarla.”

Filippo: “Ma porcod*o la gente non si può curare invece che spalare merda sulla gente?”

.screen: “Accettalo Filippo. Accettalo. Siamo dei falliti di merda. Siamo la feccia sociale. Non stiamo costruendo un cazzo. Stiamo solo continuando a passare da una all’altra senza meta. Perché non sappiamo manco che cazzo stiamo facendo. Non sappiamo neanche cosa vogliamo. Per quanto ci piaccia pensare diversamente.”

Filippo: “Io non accetto un porcod*o di niente. Io sono un figo. Questa è solo una troia che vuole rovinarmi la vita.”

.screen: “Ecco, perfetto.. se continui a ragionare così.. ce lo siamo preso in culo matematico.”

Filippo: “E perché scusa?”

.screen: “E’ quello che vuole la sua parte malata. Vuole farci aumentare l’ego a dismisura a protezione di quello che stiamo facendo. Vuole una reazione. Vuole che imponiamo il nostro stile di vita, le nostre scelte, come giuste. Perché lei ha lo stesso stile di vita. E si sente così sbagliata e non accettata. Vuole che costruiamo uno scudo. Vuole che ci blocchiamo, così com’è bloccata lei. Ed è il modo perfetto… per non chiudere più un cazzo.

Filippo: “E se a me non me ne fottesse una minchia?”

Filippo: “Ma che porcod*o sta dicendo questa qua? Questa è rincoglionita completamente.”

.screen: “E’ i n una mentalità win-loose in cui vede il sesso solo come un modo di imporre il suo controllo su una persona. E dato che con noi non ci è riuscita, sta cercando di farci entrare nella sua mentalità malata e dirci che abbiamo perso. Secondo regole sue completamente arbitrarie. Sta ancora cercando di farci sentire dei falliti. Peccato che sia una mentalità senza senso. Per questo soffre come una pazza.”

Filippo: “Per me le brucia che le abbiamo aperto il culo così in amicizia AHAHAHA”.

.screen: “Si, è stato divertente. Ma non abbiamo vinto nulla. Come non l’ha vinto lei. E’ stata semplicemente un’interazione. Interazione che è finita con il sesso e con lei che non riesce ad accettare che non vogliamo più frequentarla. Se entri in una dinamica win-loose anche tu, finisci che torni a odiare le donne e cercare di farle soffrire. E non chiudiamo più un cazzo.”

Filippo: “AHAHAHAHA le ho distrutto il culo a quella troia.”

.screen: “D*ocane.”

Filippo: “D*ocan che fallita.”

.screen: “Sta soffrendo. E’ stata frontal-crashata. Te l’ho detto. Mi dispiace.”

Filippo: “Eh si infat… EH? Ti dispiace??!”

Stavo guardando il divano. Fino a due secondi prima c’era lei. Sarebbe stata l’ultima volta che l’avrei vista. L’ultima volta che l’avrei abbracciata. La volevo. Volevo lei. Se l’avessi avuta, sarei stato felice. Completo.

Le altre erano inutili. Totalmente inutili. Solo dei gusci vuoti che non volevano dire niente. Era lei che volevo. Era lei che amavo. Era lei di cui avevo bisogno.

E l’avevo persa. L’avevo persa… per sempre.

.screen: “Mi dispiace che sei così coglione.”

La fine

Ogni tanto hai la voglia di chiuderti. Hai la voglia di smettere di amare. Hai la voglia di rinnegare i tuoi sentimenti. Hai la voglia di dire “vaffanculo tutto”. Hai solo voglia di prendere. Di rubare quell’amore che senti che ti spetta. Senza dare più nulla in cambio.

Ti senti depredato. Ti senti privato di ogni sentimento, emozione. Ti senti un cazzo di guscio che guarda il soffitto cercando un senso. Cercando una motivazione. All’odio che hai subito. Ti chiedi se stai sbagliando tutto. Se la tua vita così com’è sia una merda. Se lo sia davvero o se stai solo perdendo il tuo tempo in cose inutili.

Ti sembra che frequentare una ragazza sia sbagliato a prescindere. Ti sembra che prenderti cura di lei sia un’inculata sempre e comunque. E ti dimentichi i momenti belli. Ti dimentichi le ragazze speciali. Ti dimentichi quei baci che sono valsi una vita. Ti dimentichi quelle volte in cui hai fatto l’amore.

Si, magari è finito. Si, magari non le rivedrai più. Si, magari ti odiano… si, magari.

Filippo: “Mi sento come nel primo episodio di Black Mirror. Mi sembra di essermi chiavato un maiale in diretta nazionale. Un povero maiale indifeso che non aveva nulla a che fare con tutta sta merda. Che cazzo abbiamo fatto.”

.screen: “Chissà se viene più buono l’arrosto con la sborra dentro.”

Filippo: “Figa sei abominevole.”

.screen: “Anche io ti amo.”

Filippo: “Ma io… in realtà… volevo solo poterti amare.”

.screen: “E poi sono io quello abominevole.”

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