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Questo articolo è la continuazione di Sono tornato single? Il mio blocco centrale.
Ti consiglio di partire leggendo quello se non l’hai già fatto.

papà e figlio in riva al fiume

L: Mi sembra un po’ tutto esagerato perché stavo scherzando
L: È da giorni che aspetto arrivi mercoledì e ora mi vuoi liquidare facciamo un altro giorno? 😭
L: Ti posso chiamare per favore? Se no veramente litighiamo perché uno legge una cosa per un’altra di quello che scriviamo.
L: ❤
L: Secondo te io ci rimarrei male se penso che non ci tieni a me o sul fatto che non mi vuoi più vedere?
L: Non farmi andare a letto che sto male, per favore.

Sto giocando a tennis con mio papà. Siamo in un campo rovinato. Con il pavimento spaccato. Le recinzioni rotte e arrugginite. Siamo in Puglia.

Era la vacanza che avevamo aspettato da tanto. Ero contento, di essere lì a giocare a tennis con mio papà. Mi sorrideva. Per poco non era saltato tutto. Per poco non avevamo rischiato di non andare neanche al mare questa estate.

Ero contento. Mi piaceva molto giocare a tennis. Un giorno avrei voluto essere bravo come mio papà. Gli suona il telefono. Mio papà si ferma. Risponde, va un po’ più lontano da me.

Non capisco quello che dice. Sorride, è felice. Gioca con il piede. Mia mamma mi aveva detto di controllare quello che facesse.

L: Mi rispondi per favore
L: Se hai capito questo
L: Mi dispiace ma non è quello che penso
L: Altrimenti ti avrei già mandato a quel paese
L: Non starei vicino a una persona a cui penso non importi nulla
L: Perché non vuoi che chiariamo così andiamo a letto più tranquilli entrambi?

Qualche giorno prima eravamo ancora a Padova. Io ero in camera mia, quando sento che in salotto stavano discutendo animatamente. Mia mamma urla e mi chiama. Mi dice che mio fratello ha visto mio papà mandare un’email. Un’email… a una donna.

Lei: “Filippo, tu ne sai nulla?”

L: Io sono abituata che se c’è un incomprensione si risolve da persone grandi
L: Non voglio fare la coppia di fidanzatini che litiga
L: Non si parla per giorni
L E ci si fa i dispetti
L: Buonanotte ci sentiamo un altro giorno..
L: Anche se ho 24 anni non voglio una storia di litigi che avvengono per messaggini con fraintendimenti
L: Che tu capisci A e io ho detto B e viceversa
L: Voglio confrontarmi, capire, comprendere, spiegarti perché ho detto una cosa e viceversa…vorrei un rapporto da persone un po’ più mature le storielle con questi litigi da un telefono mi hanno già fatta stare tanto male… Non voglio che si ripeta.

Guardo mio papà. Furente. Guardo mia mamma incredulo. Ma cosa stava dicendo? Come poteva anche solo essere possibile? Mio padre? Un’altra donna. Non esiste.

“Mamma, ma cosa stai dicendo. E’ mio papà quello di cui stai parlando. Ma scherzi?”

L: Io che decido tutto?
L: Pensa solo un attimo quando avvengono le nostre videochiamate?
L: Quando puoi tu..
L: E non perché è una colpa
L: Ma perché hai più impegni di me
L: Ok
L: Ma non decido tutto io Filippo
L: Per favore non trattarmi così male…
L: 😭

Stavamo tornando a casa. Non avevo capito cosa aveva detto mio papà. Avrei forse dovuto dirlo a mia mamma? In fondo era solo una telefonata. Non importava. O forse no? O forse avrei dovuto farlo? Avrei dovuto tradire mio papà? E dirle cosa… che usava il telefono?

Decisi di non dire niente.

L: Più leggo quello che stai pensando di me ora più sto male.. Ok buonanotte fatti sentire quando potrai parlarmi con tranquillità per favore
L: Perché io ho scritto una cosa per gioco con annesso audio da stupida e gif come faccio sempre
L: E tu continui a credere che penso cose orribili e che in fondo c’è un non so cosa di grande.. Filippo io ti ricordo che non sono come molte psyco che ci sono in giro e spero tu lo sappia

Mio papà stava dormendo. Assieme a mio fratello. Io sono in cucina. Seduto sul tavolo. In puglia. Guardo mia mamma. Ha in mano il telefono di mio papà. Perché? Sta scrivendo come una pazza. Sulla confezione di una medicina. Sta scrivendo il testo di un messaggio che ha letto. Sembrava avesse visto la morte in faccia. Cosa c’era scritto su quel messaggio?

Io: amore fai un respiro profondo, vai a letto e domani ne riparliamo. Che oggi veramente non ci sei e ne stai dicendo una peggio dell’altra
Io: io continuo a tenerci un sacco a te, ad amarti e per me rimani tutto e non voglio lasciarti o cosa
Io: però davvero, non si può leggere quello che stai scrivendo oggi

Giorno uno

cominciare a combattere

Filippo: “Ho palesemente ragione. E’ solo una troia psicopatica di merda come tante altre. Dobbiamo scrollarcela di torno e continuare a segnare. La lista non si allunga da sola.”

.screen: “Ma che cazzo stai dicendo…”

Filippo: “E’ evidente. E’ un’idiota. Ma lo leggi quello che scrive? Che dovrei lottare per lei. Che lei non è una psyco come tutte le altre. NON E’ UNA PSYCO COME TUTTE LE ALTRE?!?! HAHAHAH. E’ più matta di tutte le altre sta puttana messe assieme. Io non le do attenzioni perché non voglio. E’ CHE IO, AL CONTRARIO SUO, HO UNA VITA!”

.screen: “Ti vuoi ripigliare porcod*o ma che cazzo stai dicendo?”

Filippo: “E allora #74? Pure per lei avremmo dovuto lottare. E per #64? Eh? Lei che era nerd come noi? Che fai? Per lei il +1 si e per questa puttana di merda no? EH? CHE D*OCANE DI DIFFERENZA FA? SEI TU CHE MI HAI INSEGNATO COSI’.”

.screen: “Purtroppo io ti ho insegnato a fare quello che vuoi. E in quel momento era quello che volevi. Trovare delle scuse. Belle, carine, legittime, valide ai tuoi occhi… per scaricare la ragazza di turno. Per trovare difetti, imperfezioni. Per farla colare a picco fregandotene del resto. Per arrivare al +1 sempre e comunque. Per fare aumentare le statistich…”

Filippo: “MA CHECCC… ma se eri tu quel figlio di puttana che mi diceva di non affezionarmi. Che mi diceva di tirare dritto. Che mi diceva anche di mentire. Di arrivare al punto di snaturarmi totalmente. Di quasi cambiare personalità. Di supplicare persino in ginocchio pur di riuscire a portare a casa il risultato. E di lasciar perdere queste puttane di merda e andare avanti. E ora mi dici questo?”

.screen: “Si ma io…”

Filippo: “Si ma io un cazzo. Ho ragione io e ora non le scriviamo un porcod*o di niente. Se ha voglia ci scrive lei sennò vaffanculo.”

Giorno 3

walking kido

.screen: “Sei ridicolo. Ora manco guardi le sue storie e posti mille volte al giorno per vedere se ti guarda le storie? Facendo il bomber che non gliene frega un cazzo postando i video che ti alleni? Ma non hai pietà per te stesso?”

Filippo: “E’ solo una troia di merda che vuole attenzioni. E non le avrà. Non da me. Non ora. E poi è piena di difetti. Ma tu davvero vuoi una a casa a non fare un cazzo? Che non sa che fare della sua vita?”

.screen: “Quindi ora è colpa sua se è arrivato il coronavirus? Ma che cazzo stai dicendo che il lavoro ce l’aveva eccome. Mica è colpa sua.”

Filippo: “Senti io non voglio una così. E poi dov’è finito lo .screen che diceva fregacazzi +1, avanti tutta, road to #100, figa le statistiche eh..? Ora che lo dico io mi prendi per coglione.”

.screen: “Perché lo sei, un coglione.”

Filippo: “Io ora voglio riaprire Tinder. E vediamo un po’ se sono così coglione.”

.screen: “Ma riaprire Tinder di cosa.. Dio santo che manco sei in grado di parlare fra poco”.

Giorno 5

sad kido

Filippo: “Non mi sta scrivendo.”

.screen: “Te l’ho detto, sei un coglione.”

Filippo: “Senti. Ho ragione io. E io gliel’ho detto che la amo e non voglio lasciarla. Quindi deve scrivermi lei. Per chiedermi scusa.”

.screen: “Ti deve chiedere scusa di cosa. Del fatto che sei un coglione?”

Filippo: “Del fatto che mi ha mancato di rispetto. Che io ho fatto di tutto per lei. Che io per lei ho combattuto anche troppo. Che ho fatto qualsiasi cosa per vederla felice.”

.screen: “Intendi quando l’hai fatta sentire una fallita perché ora non lavora? Intendi quando le hai sottolineato quanto ce l’hai più grosso perché tu sei pieno di cose da fare e progetti da realizzare? O intendi quando le hai fatto capire che non te ne frega un cazzo mettendola come ultima delle tue priorità? In quale di questi momenti di preciso?”

Filippo: “Ma io non capisco. Eravamo una squadra. Daje .screen dille due stronzate che trombiamo. E via pedalare. Con io nell’angolo che mi cagavo sotto e con te che dicevi le peggio cose a ste puttane per rigirare la frittata in dei modi che onestamente nemmeno nelle mie fantasie più horror mi sarei sognato. E ora con questa sono un coglione e me la devo tenere. Ma ce la fai?”

.screen: “La ami?”

Filippo: “Ora cosa c’entra… E poi di troie ne abbiamo amate tante e questo…”

.screen: “Non ti ho chiesto se ti piace come ti fa i pompini. Ti ho chiesto se la ami. Se daresti la tua vita per lei.”

Filippo: “….si.”

.screen: “Bene. Quindi sei un coglione.”

Filippo: “Ma vaffanculo. E tanto vedrai che ora di una settimana mi scrive quella puttana. Conosco i miei polli. Vedrai.”

.screen: “Ah beh, ora sei anche diventato un maestro di seduzione. Che fino a ieri manco sapevi come pulirti il culo. Dai vediamo se ti scrive. Al massimo ti scrive per dirti che sei un fallito e di cancellare il suo numero.”

Filippo: “Ma vaffanculo.”

Giorno 7 – Sera

Tinder game

.screen: “Oh bomber, come sta andando su Tinder?”

Filippo: “Ne ho due che vorrebbero scopare.”

.screen: “Oh, tutto suo padre. Quindi quand’è che le andiamo a timbrare ste puttane?”

Filippo: “Mi manca.”

.screen: “Scusa, non ti ho sentito.”

Filippo: “Ho detto che mi manca. Mi manca L.”

.screen: “E le puttane?”

Filippo: “LE PUTTANE SONO DELLE PUTTANE DI MERDA DI CUI NON MI FOTTE UN CAZZO, IO VOGLIO L.”

.screen: “Dai su che esagerato. Non mi sembrano così male. Guarda che tette ha questa. E quell’altra fa pure crossfit. Insomma dai, dimentica quella puttana e andiamo a timbrarle.”

Filippo: “Ma si può sapere che porcod*o ti prende? Ora che la rivoglio mi prendi pure per il culo? Si. Non sono male, sono anche simpatiche. Ma io voglio L. Io amo L. Come d*ocane te lo devo dire?”

.screen: “Ah no niente. Visto che fino a due giorni fa io ero un fallito e tu il bomber dell’anno. Oh non posti più su instagram, che è successo, ti hanno mangiato i video in cui fai squat?”

Filippo: “Sono depresso. E comunque non gliene frega un cazzo a nessuno che faccio gli squat in camera. Mi sento ancora più sfigato.”

.screen: “Forse perché lo sei. In fondo hai fatto bene a non scrivere a L. Almeno potrà trovarsi un uomo con i coglioni invece di una mezza sega. In sostanza ti sei autoescluso per il suo bene. Sotto certi punti di vista è encomiabile.

Filippo: “Ma io non voglio scriverle. Non voglio darle attenzioni a gratis. Le attenzioni si danno per il sesso. E lei il sesso non ce lo sta dando. Non ha senso scriverle. Ha senso lasciar perdere e non sentirla più finché sta quarantena finisce. E poi ne troviamo un’altra. Sarà pure meglio di lei. Vedrai.”

.screen: “E’ carino come dopo 6 anni ancora credi a quelle puttanate di merda del mondo della seduzione. Scritte da sfigati con evidenti problemi relazionali il cui unico intento era quello di sentirsi dei dritti perché riuscivano a sborrare in una vagina diversa ogni settimana.”

Filippo: “Tipo me e te qualche mese fa?”

.screen: “Già. L’unica differenza è che forse ti sei reso conto che continuare con questa mentalità del cazzo non ti ha portato a una minchia. Si, ne hai sdraiate 75. Si, sei il bomber dell’anno. Grande! Si, hai ben due ragazze fighe che ti vogliono su Tinder. Meriti una stretta di mano, sei il migliore. Eppure stai perdendo l’unica ragazza a cui tieni veramente. E il tutto perché…? Perché sei e rimani uno sfigato di merda che si deve attenere a dei manualetti da 5€ per sapere cosa fare nella vita.”

Filippo: “Grande maestro della seduzione, prego illuminami. Senti, scherzi a parte, siamo nella merda profonda. Ok, lo so, è colpa mia. Ho fatto l’ennesimo merdaio perché queste cose non le so gestire. Senti che cazzo facciamo?”

.screen: “Magari potresti scrivere a L. Cosa ne pensi?”

Filippo: “Hai ragione. Dovrei scriverle di trovarsi un lavoro. Di smetterla di ricattarmi per avere attenzioni. Di non rompere più la minchia con sta cosa delle videochiamate. Dovrei dirle che forse è meglio se ci sentiamo meno. E che è tutta colpa sua e che mi ha mancato di rispetto e che io…”

.screen: “Magari scriviglielo all’inizio che tu sei un coglione. Così si risparmia di leggere tutta la merda che le scrivi dopo…”

Filippo: “Senti. Io ho ragione. Non posso scriverle che ha ragione lei. Sennò capirà che mi può mettere i piedi in testa. Che non valgo un cazzo. Che non sono un vero…”

.screen: “…un vero pirla? Il problema è che non hai ragione. E sai anche benissimo come fare per riuscire a capirlo.”

Filippo: “E cosa dovrei fare?”

.screen: “Lo sai cosa devi fare…”

Filippo: “Ma no d*ocan. La galleria dei ricordi no. Mi viene male solo all’idea di farla pensando a lei.”

.screen: “Non voglio che fai la galleria. Voglio che fai peggio.”

Filippo: “D*o porco.”

Chiudo gli occhi per vedere

[Inizio trascrizione]

E’ tutto un modo di manipolarmi. Mi odia. Mi vuole uccidere.

Come da piccolo che non potevo fidarmi di nessuno. Mi vogliono uccidere.

Anche lei mi amava.. ma ora è cambiata. Ora non mi ama più. Ora è diventata il nemico.

Sono dentro la mia testa. La realtà sta collassando.

Non sono una psyco. Si che sei una psyco. Io ho ragione. Io sono sano. Io sono centrato. Ho la situazione sotto controllo. Ho ragione io.

Avevo passato mezz’ora a piangere. Ero dilaniato. Facevo fatica a respirare. Andai in bagno. Che cazzo stava succedendo.

Non avevo tanto tempo. Dovetti smettere. Dovevo riprendere a lavorare.

Mattina del giorno dopo. Rifaccio per errore la sequenza prima dello squat pesante.

Comincio ad entrare in un loop di pensieri ancora peggiore. Comincio a piangere come un coglione facendo stretching.

Era come se stessi spurgando la merda che avevo nel corpo. E non riuscivo a fermarla.

Ero sfinito. Dopo un’altra mezz’ora di pianto facevo fatica pure ad alzarmi. Guardai i 115kg di squat lì fermi. Avrei dovuto fare 10 colpi. Come cazzo li alzavo ora.

Filippo: “Non ce la faccio più. Non puoi darmi delle mazzate del genere.”

.screen: “Stasera ritorni dentro. La sai la sequenza.”

Filippo: “Non ne posso più di vivere quella sequenza”.

O forse

O forse… sono solo un giocattolo rotto.

Sono rotto.

Guardo il muro… sono rotto.

La colpa è mia?

Mi manchi volpetta.

Mi manchi.

Vedo il vuoto. Vedo il baratro.

.screen: “Ah, quindi preferisci perderla. Preferisci vivere nella consapevolezza di non averci neanche provato. La consapevolezza di esserti arreso. Di sapere quello che dovevi fare.. e di aver lasciato stare. L’hai già tradita. L’hai già ferita. L’hai già trattata di merda. Vuoi che questa cosa si ripeta.. sempre. All’infinito? Rovinando la tua vita? Ancora… una volta?”

Sta affossando… sempre di più.

La sto perdendo.

Forse l’ho persa. L’ho già persa. Per sempre.

Ho tradito la fiducia di chi amo di più al mondo.

Le ho fatto capire che per lei io non ci sono più.

Come mio padre.

Ho fatto il suo stesso errore.

Ho ucciso mio figlio.

Sono un mostro.

Merito di morire.

Filippo: “Ok. Torno dentro.”

Era ormai sera. Mi metto le cuffie. Comincio a rilassarmi. Comincio a scendere di vari livelli. Comincio a perdere la cognizione del mio stesso corpo. I pensieri diventano immagini. Le parole svaniscono. Comincia il cinema.

Ho tradito la fiducia dell’unica persona che mi abbia mai amato davvero.

E ora… non c’è più.

Mi manchi volpetta.

Sei tutta la mia vita.

E io ti ho tradita.

Ti ho abbandonata.

Io per te non ci sono stato.

Esattamente come mio padre.

Che non c’è più stato…

Per me.

.screen: “Focalizzati. Scendi. Scendi. Sei ancora troppo cosciente. Così non vedi un cazzo.”

Filippo: “Sto scendendo porcod*o.”

.screen: “Focalizzala. Vedi i suoi occhi. La sua bocca. I suoi lineamenti. Baciala. Senti il suo corpo sul tuo. I suoi capelli tra le tue mani. Scendi. Connettiti. Devi sentirla con il cuore, non con le mani.”

Mi vedevo in tre punti diversi della stanza. La stavo abbracciando, la stavo guardando da fuori. Ero nella mia camera. La realtà stava collassando.

Passavo le giornate a chiedermi dove fosse.

Disegnavo il suo volto sui quaderni.

Il suo volto… con ancora i baffi addosso.

Perché era quello mio padre.

Il padre che mi voleva bene.

Il padre che c’era per me.

Il padre che quando avevo bisogno di lui, c’era.

Il padre che era presente. Nella famiglia.

Ora… Ora non c’era più.

.screen: “Stai cazzeggiando.”

Filippo: “Lo so.”

.screen: “Devi farti male cazzo. Così non serve a niente.”

Filippo: “Ok.”

Mi focalizzo. Sono in un corpo solo. Sono a casa sua. E’ vestita da volpetta, un costume che le avevo regalato.

.screen: “Di più.”

E’ più piccola. Ha 18. 16. 14. 10 anni. E’ una bimba piccola. E’ mia figlia. Vestita da volpetta. Che mi guarda. E mi dice: “papà… perché te ne vai?”

.screen: “DI PIU’ D*OCANE”

Ha 8 anni. Ha 6 anni. E’ dolcissima. Con questi occhi giganti. Un viso stupendo. E’ la mia bambina piccola. E’ mia figlia. C’è sua madre in un angolo. Mi guarda torvo.

“Perché tuo padre non ti vuole più stella. Rimarrai con me. Per sempre. Tuo papà se ne sta andando.”

Stavo abbandonando mia figlia… a quel pezzo di merda?

Io: “Io ti amo bimba, hai capito. Io… io non ti tradirei mai hai capito. Tu sei la mia bambina. Io ci sarò sempre per te. Hai capito?”

Lei: “E… perché allora papà te ne stai andando?”

Piangeva. Aveva in mano un orsacchiotto. Lo stringeva forte e mi guardava.

“Perché… perché papà?”

Perché… perché sono un figlio di puttana. Codardo. Di merda.

Se n’era andato per sempre.

Ora ne aveva un’altra… di famiglia.

Aveva altre figlie.

A cui faceva i regali.

Per cui era… importante.

Si era rifatto una vita.

Se n’era andato.

Io, mia mamma e mio fratello… non eravamo abbastanza per lui.

Io… non sarò mai abbastanza per mio padre.

Sono… solo.

Rotto.

Non so più chi sono.

Chi voglio essere.

Filippo: “Non ce la faccio più. Voglio uscire. Io non sono così. IO NON SONO COSI’. IO NON TRADIREI MAI MIA FIGLIAAA”.

.screen: “Eccome se sei così. E’ esattamente quello che hai fatto per 6 anni. Era il tuo scopo, il tuo obiettivo. Quello di farle innamorare di te. Di farle prendere di te come mai prima. Di vederle, completamente innamorate. Come eri tu per #5. Che la guardavi come se fosse la madonna. Mentre a lei di te non gliene fregava nulla. Quello volevi. Volevi vederle in ginocchio. Spezzate. Mentre additavi una cazzata e con quella scusa le dicevi che te ne andavi. Che loro per te non erano abbastanza. E’ questo che hai sempre voluto. Farle vivere quello che hai vissuto tu. Vendicarti. E’ quello che hai sempre fatto. Tu.. tu sei…

Filippo: “Sono peggio di mio padre. Io sono diventato mio padre. Io sono diventato la peggiore versione di mio padre. Anzi, sono l’odio che mia madre provava per mio padre. E l’ho cronicizzato al punto da non riuscire più ad avere un rapporto normale in 6 anni. Non so più neanche come si ha un rapporto normale.”

.screen: “Torna dentro figlio di puttana. Non ho finito con te.”

Filippo: “Non ce la faccio più…”

.screen: “HO DETTO, TORNA DENTRO!”

Riallineare la realtà

riallineare le realtà

Ero terminato. La testa che mi girava. I nervi distrutti. Non ce la facevo più neanche a stare in piedi.

Filippo: “Lo sai vero che quello era un blocco centrale?”

.screen: “Oserei dire che era IL blocco centrale. Però c’è un lato positivo”

Filippo: “Ah c’è pure un lato positivo in tutta sta merda?”

.screen: “Certo. Finora hai avuto un andamento lineare. Appena raggiungevi un certo picco te ne andavi e ripartivi dall’inizio. Più alto di prima, ma ti toccava ripartire ogni volta. Ora invece che ti sei tolto sta merda puoi investire su una persona sola. E avere un andamento di crescita esponenziale.”

Filippo: “Ah si? E perché dici?”

.screen: “Il tuo problema è che perdevi un sacco di tempo nell’acquisizione. Proprio perché ogni volta perdevi la ragazza in questione. Presto o tardi che sia. Ora, al netto di L che probabilmente hai pure già perso, lei o la prossima dovresti riuscire a stabilizzarla. Il che vuol dire che tutto il tempo e tutti i soldi che sprecavi in tizie inutili potrai investirlo in te stesso e nella vostra relazione. E smetterai di perdere tempo in raffinare continuamente il tuo processo di acquisizione ma lavorerai un 25-30% in più sull’aumentare il tuo valore core invece che le tue capacità di vendita.”

Filippo: “Ma io amo L. Non voglio stabilizzare nessuno.”

.screen: “Già. Ma dopo il merdone che hai fatto è già tanto se ti parla. E amen, non si poteva fare diversamente preso come stavi preso. Pensiamo a quella dopo e pazienza.”

Filippo: “Ok. Beh, almeno ora è andato giù. Il problema è che adesso la realtà cambierà un’altra cazzo di volta.”

.screen: “Già. Ti sei già reso conto immagino del tuo lavoro.”

Filippo: “Che ogni anno cambio? Che c’e…. ah. AH. Ah. Si. Cazzo. Merda. Ogni volta mi rendo importante. Cerco di aumentare sempre di più il mio valore in azienda. E poi me ne vado.”

.screen: “Già. Quando ormai sembra ovvio che rimani. Quando ormai ti stai addossando le cose più importanti… trovi una cagata. E te ne vai.”

Filippo: “E’ come se avessi vissuto quello schema tutta la vita. Arrivo al picco e poi scappo. Matematicamente. A meno che non scappino prima loro.”

.screen: “Già. E avevi così tanta paura di tradire qualcuno che non riuscivi neanche ad avere una relazione normale. Per questo avevi solo relazioni aperte. Non riuscivi realmente a prenderti cura di qualcuno. Di affezionarti a qualcuno. Perché nel momento in cui diventava… vero. Autentico. In cui le emozioni erano troppo alte…”

Filippo: “Mi chiedevo perché stavo dando amore a una troia inutile quando a me l’hanno negato. E me ne andavo.”

.screen: “Già. Chiudevi i rubinetti di botto. Per giustificare a te stesso il fatto che lei era una psyco. Che era matta, disturbata. Che tu avevi fatto bene. Che eri il bomber dell’anno e un’altra è finita sotto alla tua magnificenza. Cazzo piccolo power extreme.”

Filippo: “Ed è per questo che cercavo ragazze prese ancora peggio di me. Perché mi avrebbero tradito matematicamente. Mi avrebbero tradito ogni santa volta. Sarebbero sparite quando avevo bisogno di loro. Replicando per l’ennesima volta lo schema.”

.screen: “Già. E hai capito perché odi tua madre?”

Filippo: “Perché in realtà… avevo paura di lei. Se pure mio papà con lei aveva fallito. Se pure mio papà si era arreso. Se pure mio papà era scappato… voleva dire che non dovevo finire per frequentare una come mia madre. Vuol dire che ero in pericolo. Vuol dire che non potevo affezionarmi a mia madre altrimenti sarei finito male anche io. Altrimenti anche io avrei fallito come lui. Provocando lo stesso dolore che lui ha dato a me.”

.screen: “Già. Per questo neanche ci provavi. Appena arrivavi lì vicino… scattava la grande fuga.”

Filippo: “Merda. E quindi… ora che facciamo? Mica posso dirle questa cosa a L. Mi prenderà per matto anche di più di quello che sono. Ammesso che ancora mi voglia.”

.screen: “Potrebbe essere troppo tardi. Chiamala. Vedi che succede.”

Filippo: “Le scrivo dai, vediamo cosa risponde.”

.screen: “Certo che se dovessero fare una classifica dei senza palle tu vinceresti sempre. Pole position.”

Filippo: “Tanto finirà come tutte le altre volte. Manco mi risponderà.”

.screen: “L’ottimismo è il profumo della vita dicono…”

Scriverle

scrivere all'amore della mia vita

Hey… ho riflettuto su quest’ultimo periodo. E hai ragione, mi sono comportato di merda con te. Mi dispiace tanto. Mi sono reso conto che ero io quello che aveva paura di perderti. E che per paura di soffrire ho cominciato a trattarti proprio male. Mi manchi davvero tanto. Quando dicevo che per me sei speciale lo pensavo davvero. Sei l’unica ragazza per cui ho mai provato certe cose, vorrei stringerti forte. Scusami 🙁 🐾

Filippo: “Ecco. Inviato. Andato. Perché non sta rispondendo?”

.screen: “Le vuoi dare 5 minuti?”

Filippo: “Va bene, va bene.”

Un’ora dopo

Filippo: “Non mi caga.”

.screen: “Non ha ancora visualizzato il messaggio. Smettila di fare la mezza sega per favore.”

Filippo: “ECCO! HA VISUALIZZATO!”

.screen: “Ora ti risponde dai, tranquillo.”

Filippo: “Ok.”

Tre ore dopo

Filippo: “Non mi sta rispondendo.”

.screen: “Eh. Non bene.”

Filippo: “COME NON BENEEE. Lo sapevo. Le ho scritto un messaggio da sottone frocio gay passivo extreme. D*ocan mi suicido.”

.screen: “Magari si sta prendendo del tempo.”

Filippo: “COME MAGARIII”

.screen: “Senti, l’hai trattata di merda e sei sparito per più di una settimana. Che cazzo pretendi?”

Filippo: “CHE MI RISPONDA PORCOD*OOOOO”.

.screen: “E invece a quanto pare ti attacchi alla minchia. Happy?”

Filippo: “Se non mi risponde mi impicco.”

.screen: “Eh madonna. Che dramma. Non eri già su Tinder fino a 2 giorni fa. Il puttaniere premium dov’è finito? Relax.”

Filippo: “Senti, io amo lei. Io voglio lei. Non voglio tirarmi su altre troie da Tinder. Non lo voglio manco più vedere quel porcod*o di affare di merda. Voglio bruciare il cellulare. D*ocan non mi sta rispondendo. Impazzisco.”

Sei ore dopo

Filippo: “Mi ubriaco a merda.”

.screen: “Ma che vuoi ubriacarti a merda che domani hai stacco.”

Filippo: “NON ME NE FOTTE UN PORCOD*O DEGLI STACCHI. E’ andata. E’ andata anche lei. Come #73. Come tutte. Come tutte. Ho rovinato tutto ancora una volta. La mia vita è una merda. Odio me stesso. Odio te che mi hai fatto fare sta merda epocale. Manco una risposta. Come se fossi un cane. Come se manco mi meritassi di leggere un suo messaggio. Ma che porcod*o di merda è questa dai. No vabbè sto impazzendo.

.screen: “Senti, ti vuoi calmare? Te l’avevo già detto che poteva andare così.”

Filippo: “E quindi cosa faccio?”

.screen: “Accettalo. L’hai persa. Pazienza. Potevi fare di meglio? No. Non è colpa tua se hai vissuto quella merda. Ormai è andata. Almeno ci siamo tolti quella merda di torno e possiamo andare a quella dopo senza che finisca di nuovo uno schifo.”

Filippo: “Ma io non voglio andare a quella dopo.”

.screen: “Arrivato a questo punto temo che non sia una scelta tua.”

Il giorno dopo

rinascita

L: Grazie per questo messaggio…solo che ancora non capisco perché se mi vuoi dire questa cosa non mi chiami. Sai anche a me è servito tanto riflettere su questa cosa.

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