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tristezza

Io: “Mamma, il papà se n’è andato? Posso aprire la porta?”

Lei: “Si, Filippo. Non c’è nessuno. Apri la porta.”

Io: “Ma sei sicura che non ci sia più?”

Lei: “Si Filippo. Muoviti.”

Apro la porta. Vedo mio padre. Mi guardava. Accennava un sorriso forzato.

Ero in trappola. Non potevo scappare. Non potevo sottrarmi. L’unica persona, l’ultima persona di cui mi potevo fidare… mia madre… mi aveva tradito.

Mi sedetti sul letto. Mio papà si sedette vicino a me. Mi parlava. Ma io in realtà non ascoltavo. Non lo stavo sentendo.

Le sue parole mi rimbombavano nella testa. Ripetute fino alla morte. Da mia nonna. “Non te lo devi dimenticare”. Ogni giorno me lo ripeteva.

Ero seduto sul tavolo. Piangevo. “Perché hai scelto lei? PERCHEEEE’? Cos’ha lei che non ha mia madre?”

Mio papà si avvicinò. Tentò di toccarmi. Cacciai un urlo. Come se il solo tocco della sua pelle potesse uccidermi.

“La… la dolcezza. E la gentilezza”.

Era passata neanche una settimana.

Ero seduto sul letto. Con lui affianco. Continuavo a pensare a quelle parole. “Dolcezza… e gentilezza”.

Dopo che, di nuovo, mi aveva tradito.

Cercava di farmi una carezza. Mi toccava lasciarglielo fare. Avevo la pelle che mi sembrava di andare a fuoco. Avrei voluto scappare. Invece ero intrappolato.

Tradito. Fregato. E abbandonato.

Da quelle due uniche persone che pensavo che mi avrebbero amato… per sempre.

E invece si erano rivelati per quello che erano.

Delle persone orrende.

Non avrebbero più avuto nulla da me. Più un abbraccio. Più il mio rispetto. Il mio affetto.

Nulla.

“Filippo… ti voglio bene”

Mi ritrassi.

Da quel giorno… non ho mai più abbracciato mio padre.

Era qualche settimana che mi frequentavo con #73. Tette perfette, sembravano disegnate. Bel viso. Bionda, occhi azzurri. Culo stupendo. Ninfomane anche se si atteggiava a brava ragazza pure eccessivamente.

Anche volendo non riuscivo ad amarla. Eravamo troppo diversi. Ogni cosa che mi diceva era così tanto lontana dalla mia realtà da sembrarmi quasi grottesca. Era ancora ferma al mondo della Disney e io la guardavo come si guarda un bambino di tre anni.

#73: “Secondo me tu hai fatto sesso con un sacco di ragazze.”

Io: “Ah si? No, ma figurati. Perché lo dici? E poi… con quante ragazze pensi che io sia stato?”

#73: “Boh, sei sicuro di te. Baci bene. Mi hai presa senza esitazioni. Mi ricordi un mio ex che era come te. Lui aveva fatto sesso con una trentina di ragazze. Tu avrai fatto lo stesso.”

Io: “No, ma va, figurati… molto meno…”

Ogni volta che ci uscivo era una faticaccia. Dovevo essere qualcuno che non ero. Totalmente diverso, calcolato, millimetrico. Dovevo sembrare quel ragazzo perfetto uscito da un cartone animato perché era quello che stava cercando. Anche se voleva essere sbattuta come un tappeto.

Non riuscivo a vederla più di una volta a settimana. Per quanto il sesso fosse fantastico. Dirle che la amavo era fuori discussione. Mi sembrava una che non aveva un minimo di aderenza con la realtà. E non ero certo io quello che l’avrebbe portata dall’iperuranio al nostro mondo.

Finito il sesso si lamentava che era sempre scompigliata. Che avrebbe voluto avere una spazzola.

Il giorno dopo ne vidi una su amazon a 5€. Gliela comprai. Mi sembrava una cretinata. In fondo magari sarebbe stata contenta.

Spaccami il cuore e fammi male

tristezza e solitudine

#64 continuava a piangere. Non riuscivo a fermarla. Aveva una paura terribile che la lasciassi. Aveva paura di rimanere sola. Di sentirsi inferiore, messa da parte.

Cominciai a spiegarle come far fronte al dolore mentale. Le dicevo esattamente che esercizi fare. Mentre continuava a piangere sempre di più. Sempre più provata dagli esercizi. Cercando di accettare dei genitori freddi e distaccati. Un padre incapace di darle amore. Un padre che non l’ha mai fatta sentire accettata, speciale, amata.

Forse è per quello che si frequentava con me. Forse è per quello che aveva accettato a continuare a frequentarmi anche se mi amava. Mentre a me interessava solo usarla per il sesso.

Sapevo che prima o poi sarebbe finita. Sapevo che sarebbe finita… male. Tanto male. Volevo cercare di darle una scialuppa di salvataggio. Per non finirci ancora peggio.

Cercavo di aiutarla. Vestiva in modo terribile. Lei non riusciva a vedere quanto era bella. Era come se, in un qualche modo, cercasse di farsi del male da sola. Aveva paura di quei maschi bavosi che potevano fiondarle addosso solo perché vedevano mezza sua curva.

Le feci una foto. Venne in modo stupendo. Quasi non sembrava lei. L’avevo quasi obbligata. Volevo che in un qualche modo vedesse quanto era stupenda con i suoi stessi occhi.

Non servì a niente.

A volte devi solo arrenderti al baratro e al dolore

rimanere da solo

Avevo pubblicato la foto di #64.

Continuavo a pensarci.

#73 l’avrebbe sicuramente capito. L’avrebbe capito che me la scopavo e che in realtà la volevo vedere così poco perché avevo un’altra.

Un’altra? In realtà ne avevo altre due. Avevo da poco iniziato a scopare anche con #74.

Bella figa. Faceva danza del ventre. Le piaceva farsi notare e farsi guardare da tutti. In palestra era un porno che cammina. Mi aveva visto fare squat con 127.5kg e si era presa bene. Dovevo scoparmela per forza.

Ma con lei era diverso. Non ero realmente interessato a #74. Si, era una gran figa. Si, era davvero intelligente e per certi versi anche interessante. Ma non mi diceva proprio nulla. A parte il viso perfetto, anche lei bionda e occhi azzurri. E con queste tette allucinanti.

Il motivo vero perché la frequentavo era un altro. Si allenava nella mia palestra. Tutti ci sbavavano dietro.

Di lei non me ne fotteva granché. Ma avrei fatto di tutto. Avrei dato ogni millilitro di sangue del mio corpo per riuscire a sbattere in faccia al mio personal trainer che mi scopavo quella figa galattica. Per dimostrargli che non ero un fallito. Che non ero un contapalle. Che era tutto vero. E non solo era tutto vero… mi ero scopato una delle più fighe della palestra.

Postai la foto di #64 su Instagram. Apriti cielo.

#74 come previsto manco capì che era una ragazza che scopavo in quel periodo. Probabilmente pensando che lei era così tanto figa da non poter avere realmente qualche altra in competizione. #73 invece capì tutto all’istante.

Dovevamo vederci, mi chiese se ci facevo sesso. Da stupido le dissi di si. In fondo, non stavamo assieme noi… no?

Non la vidi mai più.

Distruggimi l’anima. E’ tua, ti amo

l'anima che va in pezzi

Stavamo spostando le cose in casa mia. Volevo fare delle altre foto a #64 e avevo bisogno di spazio. Prese la spazzola che avevo preso per #73 per spostarla.

La guardò strano. C’erano dei capelli biondi attaccati. Che di certo non erano i suoi essendo lei mora. Come poteva essere?

Vidi il suo cervello connettere i punti. Iniziò a piangere. Si, lo sapeva che facevo sesso con altre ragazze. In fondo avevo già fatto sesso con altre 10 ragazze. Non poteva non accorgersene. Ma noi avevamo qualcosa di… speciale.

E, in fondo, era vero. Lei mi piaceva davvero tanto come persona. Era nerd come me. Era intelligente, in gamba. Aveva un culo della madonna. Ma, per qualche motivo, non ce la vedevo come compagna. Come… fidanzata.

Tuttavia era l’unica che continuavo a vedere. Che continuavo a frequentare da qualche mese.

Tranne beh… tranne #73. Che frequentavo da poco. I cui capelli erano incastrati in quella dannata spazzola.

“…Quindi… quindi io non sono più così importante per te? Quindi hai un’altra? So che fai sesso con altre… ma io pensavo di essere speciale per te. Pensavo di essere l’unica che vedevi abitualmente. Ma a lei… a lei hai comprato una spazzola. Quindi è importante per te. No? No… no non voglio che frequenti altre”.

Stava crashando. Stava andando in un loop sempre più autodistruttivo fino ad implodere totalmente. Invece di bloccarla la lasciai andare. Volevo che soffrisse così tanto da toccare il fondo. Non tanto per sadismo. O forse… si.

Volevo liberarla, una volta per tutte, da quello che era il suo dolore più vero. Profondo. Autentico. E farla venire fuori da quella situazione di merda.

Continuò a piangere. A dirotto. Mentre le suggerivo immagini sempre peggiori. Piangeva ancora di più mentre le dicevo come avevo scopato #73. Mentre le sussurravo che avrei amato sempre più lei. Perché lei era molto più bella, intelligente e speciale.

Le dicevo che non avrei voluto più vederla. Che ormai lei era una ruota di scorta. Non importante o comunque ininfluente nella mia vita. Che mai la avrei amata. E che per quanto mi amasse sarebbe stato sempre inutile. Di lei mai mi sarebbe fregato. In alcun modo.

Pianse tutte le lacrime che aveva in corpo.

Morte, voglio ballare assieme a te

BMW

Ogni volta che guardavo #74 ero sempre più incredulo. Vestita con la pelliccia e tirata a bestia sembrava una di quelle escort russe che devi cacciare minimo 400€ a serata anche solo per parlarci.

E io ero lì. Con la mia vespetta scassata. Mentre lei girava con un macchinone BMW che sarà costato di più della mia vita e della mia casa messi assieme.

Ed era persa. Totalmente persa di me. Anche troppo.

Io: “Per me ho capito perché vengo subito. A una certa si vede che è come se volessi che uscissi. Come se non volessi davvero lasciarti andare con me. Se non volessi davvero provarci. E quindi, dopo un po’, ti viene da stringere la figa e vengo subito.”

.screen: “Bella scusa questa. Me la segno e la riusiamo. Ci sta a pressione.”

Filippo: “Non è una scusa. E’ la verità.”

.screen: “Bravo. La verità è sempre il modo migliore per forzare una mente debole.”

Filippo: “Ma io non voglio forz.. porcodiaz non ce la puoi fare.”

.screen: “Sei tu che non ce la puoi fare. Hai fatto una cosa geniale e neanche te ne sei reso conto.”

Filippo: “Ti odio.”

#74: “Ho paura di perderti. Ho paura che poi non mi vuoi più. Non lo so. Con i rapporti ho sempre fatto un sacco di fatica. Almeno, con le persone che mi piacciono. Ho sempre avuto dei rapporti terribili. E ho paura che succeda di nuovo. Con te.”

Guardavo la perfezione del suo viso. I suoi occhi. Le sue tette. Il suo culo. Cioè avevo vinto al superenalotto. Io in confronto a lei ero un’ameba. Glielo dissi.

.screen: “Cos’è che le hai detto scusa?”

Filippo: “Dai cioè l’hai vista? E’ una figa allucinante. Ma ti pare che si debba fare problemi del genere? Cioè io ho ancora paura che da un momento all’altro mi dica che è un’escort e mi chieda 1000€ per il servizio. Io non ce li ho 1000€.”

.screen: “A parte il fatto che non è un’escort. Le escort hanno buon gusto e non uscirebbero mai con un disperato come te. Detto questo, ma che cazzo le stai dicendo? Le stai dicendo che sei un’ameba? Ma ti pare normale?”

Filippo: “Ma non avevi detto che la verità è il miglior chiavistello per forzare…”

.screen: “Si ok figlio mio. Ma la verità utile. La verità inutile invece te la devi tenere per te e riempirla di stronzate come abbiamo sempre fatto!”

Filippo: “Non voglio riempirla di stronzate. Lei mi piace davvero.”

.screen: “Oh signore santo. Un uomo inutile. E’ questo quello che sei.”

#74: “Non è vero che sei un’ameba. Anzi, ti dirò la verità. Sei pure il ragazzo più carino con cui sono stata. Di solito sto con gente anche brutta oggettivamente. Gente sbandata, strana. L’ultimo lavorava nel circo ed era pure bruttino. Ma aveva la moto. I tatuaggi. Sai, il fascino dello sbandato. Non lo so perché mi ero innamorata di lui. E il bello è che lui manco mi calcolava. Mi dava per scontata.”

Filippo: “Cioè io sarei quello più bello con cui è stata? Ma li ha scelti tra i bidoni dell’umido i suoi ultimi fidanzati?”

.screen: “Valle a capire le donne.”

Filippo: “Ma non eri tu quello che doveva capirle e spiegarmi la verità infinita ecc..”

.screen: “Le profondità della figa sono infinite. E molte sono negate pure alla mia conoscenza infinita.”

Filippo: “Ma con o senza lo scappellamento a destra?”

Giocattoli difettosi per gente malata

giocattolo difettoso

Passavano i giorni. #73 non mi voleva più. Continuavo a pensare a lei.

In realtà, pensavo alle sue tette. E ai suoi pompini. Di lei obiettivamente mi fregava poco. Si, era carina, simpatica. Faceva anche ridere a tratti. Ma mi urtava troppo come pensava. Come ragionava. Sembrava di dover bloccare metà del cervello ogni volta che parlavi con lei.

Mi ricordava terribilmente #31. Stupenda, un culo da favola. Sesso pazzesco. Ma ogni volta che apriva bocca e mi parlava di piante curative, di sciamani e di oroscopo avrei voluto tagliarmi le vene lì davanti a lei.

Pensai: “Beh. Se anche pubblico una foto di #64 e lo scopre meglio. Perderla non sarà un grave danno.”

Il più grande errore della mia vita. Continuavo a pensarci. A quanto era bella. A quanto era stupendo il sesso con lei. A quelle tette fantastiche. A quei pompini. Come se fosse un film senza fine.

O forse, questo è quello che volevo raccontarmi.

Il motivo vero è che mi sentivo amato. Mi sentivo accettato. Mi sentivo che le piacevo e tanto. Si, certo, avevo addosso una maschera. Mi stavo modificando in ogni modo per rientrare in quello che lei voleva davvero.

Ogni secondo di più mi rendevo conto sempre di più quanto avesse senso il frame LTR. Trovare una persona che ti accettasse per come sei. E condividere quei momenti stupendi in cui siete uniti. In cui ogni istante ha senso, nel modo più completo.

Solo che… solo che ora aveva visto che merda umana che ero. E se n’era andata. L’avevo persa. Ancora una volta.

Avrei voluto dirle che la amavo.

Avrei voluto dirle che era speciale per me.

Avrei voluto dirle che volevo mettermi assieme a lei perché mi piaceva davvero tanto.

Ma non era vero. Era una che mi scopavo perché era figa e mi voleva bene. Ma, in realtà, in fondo… non la volevo davvero.

In fondo, il suo modo di pensare, lo odiavo.

Io: “Hey #73, senti. Mi dispiace davvero tanto, sono stato un idiota. Mi manchi tantissimo, ti penso sempre. Vorrei provarci seriamente con te. Mi dai una seconda possibilità? Possiamo vederci e parlare?”

Visualizzato. Senza risposta.

Mettimi dell’acido in gola… e guardami mentre muoio.

l'amore è una guerra

#64:Merda ora ho davvero voglia di farti le coccole. Sai qual è il mio problema? È che ho sempre detto a me stessa che se fosse arrivata una relazione io sarei stata pronta ad aprirmi alla cosa. Ma era un’emerita stronzata che raccontavo a me stessa perché appena vedo che stavo provando qualcosa mi tiravo indietro accampando mille scuse che sembravano perfettamente normali nella mia testa. Bah ero pronta stasera a venire da te e a farti il mega discorso che volevo una relazione con te e che c’ero e bla bla bla e che volevo vedere se riuscivamo a trovare un metodo per essere felici insieme perché i tuoi occhioni che mi guardano felici mi sciolgono ogni volta.

‌Hai perfettamente ragione sulle mie paure, se non mi mostri affetto costante sclero. Boh mi sono accorta che ogni volta che trovo qualcosa che mi piace sia che sia una persona o una cosa sento la necessità di controllarlo e ne diventi ossessionata e alla fine ci sto una merda giustamente. Secondo me potrei risolverla facile imponendomi un minimo di equilibrio tra le cose che mi piacciono senza focalizzarmi su una sola. E poi cristo devo iniziare a fidarmi delle persone. E se non fidarmi arrivare alla consapevolezza che anche se va male chissene.

E tutto ciò volevo dirtelo di persona. E comunque ho ancora un sacco di domande che si affollano. Tipo volevi cambiarmi ma in cosa? Il mio aspetto perché non c’entro nulla con il tuo tipo ideale? O il mio carattere e volevi modificare solo i miei blocchi? Stavi male quanto sono stata male io? Perché a me ti sei sempre posto come un super eroe che anche se viene abbandonato da qualcuno non gliene frega un cazzo, che qualsiasi cosa prova non lo tange. Ma cristo quando la bionda ti ha lasciato ci sei rimasto davvero sotto e capisco il tuo chiudersi a bozzolo e devo dire che mi sei sembrato normale per la prima volta. Misogino? Tu? Lo facevi trasparire un sacco nei tuoi racconti ma mai faccia a faccia.

Boh ora che ho scritto tutto ciò sono quasi disinteressata dalla risposta ahahah non chiedermi perché..

Filippo: “La mia vita non ha senso.”

.screen: “Beh, alla fine crepiamo. Non è che sia una novità.”

Filippo: “Non ha senso. Sto facendo soffrire la gente. E soffro per gente a cui non importa realmente di me. Sto combattendo contro i mulini a vento.”

.screen: “Se con questo vuoi dire che io sono Sancio Panza sappi che sono offeso. E quelle lasagne le hai volute mangiare anche tu ti ricordo.”

Filippo: “Sto dicendo che vorrei innamorarmi di una ragazza per cui abbia senso lottare. E sono stanco di illudere le ragazze o essere qualcosa che non sono.”

.screen: “Mhm. Quindi pensi che dicendo a una ragazza tutta la merda che hai fatto quella ti dirà ‘fico! Fidanziamoci. Mi fido di te. Si vede che sei un bravo ragazzo.’ AHAHAH.”

Filippo: “Voglio provarci.”

Non riuscivo ad avere la testa per pensare. Con #64 finì nel modo più terribile. Via messaggio. Non la volli neanche vedere.

In fondo… #73 non si era neanche degnata di rispondermi. Perché avrei dovuto farlo io?

Filippo: “Perché comportarsi da infami bastardi è una merda a prescindere.”

.screen: “Quindi se lo fanno loro tutto bene?”

Filippo: “Ti scopavi un’altra! Anzi, altre due! #64 poveretta non ha fatto niente!”

.screen: “A parte che te le scopavi tu, io al massimo facevo il tifo e mi segavo in parte. E comunque #64 si è scopata il suo migliore amico in fase depressa. E chissà quanti altri si è sdraiata. Angelo immacolato proprio.”

Filippo: “E’ una guerra votata allo sterminio. Ci stiamo solo facendo male a vicenda. Non ha senso…”

Mi è dolce naufragar in questo mare…

rimanere solo

#74: “Beh ci sono tanti ragazzi che si fanno sentire più spesso eh, non è che sia io angosciante. È solo un approccio. Il fatto è che a me piace sapere cosa fai. Ma non è mania di controllo. Mi piace sapere come ti è andata la giornata. Ieri ci saremmo beccati entrambi in palestra. Pensa che merda trovarsi lì senza sapere neanche che ci stessi andando 😐Questo è il mio modo di manifestare quello che tu scrivi. Tu mi scrivi “mi manchi” io invece che scriverlo ti cerco più spesso
Io: “Ieri avevo anche pensato di scriverti e dirtelo. Ma non volevo stressarti o farti sentire che se non venivi poi ci restavo male. Boh. Onestamente non voglio neanche dovermi fare questi problemi. Cioè davvero se mi metto lì a pensare se ci resti male o meno mi viene l’ansia solo al pensiero.”

Filippo: “La verità è che ho paura che si accorga che voglio solo che mi saluti in palestra in modo che il personal trainer lo veda. Vedrebbe quanto mi sento figo. Importante. Un bomber. Il numero uno. Realizzato. E capirebbe. Capirebbe che la sto usando. Capirebbe che sono una merda umana. Capirebbe che sto usando la nostra relazione per sentirmi figo. Come se fosse un trofeo. Perché mi sento uno sfigato.”

.screen: “Certo che di sindrome da cazzo piccolo ne hai avute. Ma qua veramente stai battendo ogni record conosciuto. Lo sai vero?”

Filippo: “Hai ragione. Dovrei solo chiudere con il mio personal trainer e ripartire da zero. Senza dire nulla, senza atteggiarmi, senza fare il bomber. Senza far capire che sono uno sfigato senza manco aprire bocca.”

.screen: “Tanto si vede lontano un miglio che non ti reggi manco in piedi da quanto sei uno sfigato. E’ che per fortuna io riesco un po’ a mascherare la merda che hai in testa. Sennò davvero non ci sarebbe speranza.”

Filippo: “Ma stai zitto.”

#74: “Bhe certo, è una paranoia senza senso questa. Poi perché mai ci dovrei restare male.”
Io: “#74, mi stai incasinando la testa 😂non voglio neanche pensare a ste cose.”
#74: “ti stai incasinando da solo”
Io: “boh forse è meglio se rimaniamo amici.”
#74:
“non ho voglia di lottare per te”. Una delle frasi che mi hanno detto in passato. Io non ho voglia di avere persone intorno a me non abbiano voglia di lottare per me.
Io: “mi sembra un ottimo riassunto.

Non l’ho più vista.

Hai mai sofferto così tanto… da desiderare di morire?

rimanere soli, abbracciati, insieme

Filippo: “Mi sta manipolando. Vuole il mio tempo. Vuole le mie attenzioni. Vuole i miei soldi. Non mi ama. Mi sta usando. Vuole solo controllarmi.”

.screen: “Ma che cazzo stai dicendo?”

Filippo: “E’ evidente. Da come si comporta, da come parla. Mi sta ricattando. Io ho altro da fare. Ho i miei obiettivi da raggiungere. Devo fare più soldi. Devo diventare più figo. Devo andare avanti. Non posso fermarmi per una puttana che vuole manipolarmi.”

.screen: “Ma è la tua ragazza. Non ti sta manipolando. Vuole solo vederti.”

Filippo: “Ma dov’è finito .screen?! EH? DOV’E’ FINITO!? Sono tutte delle troie di merda. Vogliono solo usarmi. Vogliono solo che le faccio sentire validate, felici. Vogliono solo avere il mio cuore. Vogliono solo trattarmi di merda per sentirsi meglio con loro stesse. Perché mi hanno annientato. Perché ora le inseguo. Perché ora… ho ammesso di avere bisogno di loro. SONO SOLO DELLE TROIE. NON HO BISOGNO DI LORO. NO. L’hai sempre detto no?”

.screen: “Si cioè… non stai bene Filippo. Che cazzo succede.”

Io: fra poco ci sentiamo, promesso ❤️ mi manchi tantissimo 😢
L: Tra poco dormo io amore 😂
Io: dimmi tu amore, se vuoi ci sentiamo domani allora 🙁
L: Ma come? Non era questa la risposta 😂
L: Voglio vedertii😢
Io: Eh ma tra poco io dormo amore.. 😂
L: Ma cosa dici non fare lo scemino
Io: Boh onestamente mi hai proprio fatto scendere la voglia. Perché io mi faccio in quattro per te e dirmi ste cose anche per scherzo non mi va.

Filippo: “E’ pazza. E’ solo un’altra psyco. Mi vuole manipolare. Che cazzo di risposte mi sta dando. Non ne posso più. Io voglio andarmene. Voglio fuggire. Non voglio neanche che mi tocchi più. Non voglio sentirla. Non voglio avere nulla a che fare con lei. La odio.”

.screen: “Ti ha solo chiesto di vederti. Che problemi hai!?”

Filippo: “CHE PROBLEMI HO!? CHE PROBLEMI HA LEI CASOMAI.”

L: Ma cosa dici amore? Serio che non posso scherzare?
L: Io ti aspettavo dalle 19 che mi hai scritto..
L: Sinceramente mi sento io messa come ultima delle priorità quando si parla di una videochiamata o una telefonata anche solo per 10 min… Fosse per me ti chiamerei tutti i giorni lo sai
L: Solo che non ti stresso a chiedertelo perché mi hai detto di evitare il più possibile

Filippo: “E’ pazza. Pazza. Matta folgorata. Tutti i giorni? Ma che pensa, che gioco con le bocce? Ma che pensa, che non ho un cazzo da fare nella vita. Pensa davvero che lei è l’unica cosa importante nella mia vita? Che porcod*o ha per la testa. Ha la merda nella testa. Mi vuole rovinare la vita. La vita. Io ho il mio sito. I miei amici. Il mio lavoro. Mi vorrà vedere perché non ha una cazzo da fare. Un cazzo. E’ evidente. Io mi faccio un culo come una capanna. Lei invece vuole solo che le faccio da TV. E’ questo quello che vuole. CHE LE FACCIO DA TV. Ma io non sono il tuo bambino di riserva. Non sono quello che vai a trovare quando non hai niente di meglio da fare papà. Non sono quello che vedi una volta a settimana perché non è così importante. Perché è di serie B. Perché ora hai un’altra famiglia. Hai capito? No, non lo devi fare. Non con me. HAI CAPITO?”

.screen: “Ma che cazzo stai dicendo!? Lei ti ama. Vuole solo vederti. E poi che c’entra tuo padre?!?”

E’ Natale. Mi chiedo dove sia mio papà. Vorrei tanto che mi comprasse la play station nuova. Vorrei tanto abbracciarlo. Che fosse lì con me. E’ il mio papà.

Me lo ricordo. Mentre era in studio a casa. Quando ero piccolo. A caricare le macchinine che ci aveva comprato. Per non farsi vedere. Per non farci capire che era lui Babbo Natale.

Ma quest’anno non c’era più. Quest’anno non era lì con noi. Quest’anno era in un’altra famiglia. Noi non eravamo più così importanti.

Aveva comprato una Xbox. Non a noi. Alle figlie della sua compagna. A delle estranee. A delle persone che non dovevano essere niente per lui. Non erano il suo sangue. Non erano i suoi figli. Perché gli stava dando cose? Perché gli stava pagando dei regali? Perché li stava togliendo… a noi.

Eravamo una famiglia di serie B adesso. Quella di cui si ricordava quando aveva tempo. A cui lasciava i resti. Quella che non era realmente importante.

Ormai non ero più uno dei figli a cui tenere. Da crescere. A cui dare tutto. Ero un figlio di serie B. Uno di quelli che aveva lasciato indietro. Uno di quelli di cui ormai si stava quasi dimenticando.

In fondo. Non ero più così importante. Non ero più… una sua priorità.

Filippo: “Lei non è così importante in fondo. Si, è bella. Ma ce ne sono di più belle. Realizzate. Di successo. Ragazze che non hanno bisogno di me. Ragazze che non mi stanno a chiamare tutti i giorni. Che hanno una vita. Che sono impegnate. Dove io non sono una priorità. Certo che sono una priorità! Non hai un cazzo da fare!”

.screen: “Ma cosa stai dicendo. E’ giusto che sei la priorità della tua ragazza. Come lei dovrebbe essere la tua. Che cazzo vai farneticando?”

Filippo: “Voglio lasciarla. Dobbiamo continuare. Siamo a #75 no? Arriviamo a #100. Sono tutte delle troie. Pazze. Psicopatiche. VAFFANCULO”.

Io: se è uno scherzo va bene, se invece fai la battuta per dire qualcosa che pensi davvero è un altro discorso. E comunque a parte il fatto che a me le videochiamate proprio non mi vanno e che lo faccio solo perché mi manchi tanto e mi fa piacere vederti. Io mi faccio 8 ore al giorno di lavoro e alla sera devo mangiare, stretching e spesso non ho manco il tempo di guardarmi un film che devo andare a letto e il giorno dopo si riparte alle 6. Devo mandare dei video a gente che mi ha pagato e ieri stavo facendo una diretta perché devo lanciare un progetto nuovo. Ora se tu sei libera e farti un’ora o due di call non ti cambia nulla perché non hai molto da fare lo capisco, ma non vuol dire che sia lo stesso anche per me.
Io: e farmi pure la morale mi fa girare le palle onestamente perché mi faccio il mazzo quadrato e mi fai pure i sensi di colpa che non ti chiamo, no guarda no
.”

Filippo: “Sta puttana di merda. Pure i sensi di colpa. Per il fatto che non ci sono. Che sono distante. Che non le do attenzioni. Perché non c’eri quando avevo bisogno di te papà? Perché mi hai lasciato da solo?”

.screen: “Filippo, hai 30 anni. Ne avevi 14. Tuo papà ormai non esiste quasi più nella tua vita. Vuoi far pagare a lei le colpe di tuo padre? Vuoi davvero trattarla come lui ti ha trattato? Solo perché vuoi vendicarti? Del fatto di essere rimasto solo come un verme. Perché ti sei sentito inutile, abbandonato, ferito e tradito dall’unica persona che pensavi ti amasse davvero. Dalla persona che avresti voluto essere? Da quello che era il tuo modello nella vita?”

Filippo: “Io io… non lo so.”

Eravamo in bicicletta. Io ero sul seggiolino dietro sulla bici del mio papà. Eravamo solo io e lui. Eravamo andati in un argine. Vicino c’era un parco. Eravamo scesi dalla bicicletta. Stavamo seduti su una muretta.

Mio papà tirò fuori due brioche. Anche se avrò avuto 4 anni ancora me le ricordo. Erano viola. Quelle della Bauli. Alla crema. Ho sempre amato le brioche alla crema.

Sorrideva, mi faceva gli scherzi. Eravamo felici. Era il mio papà e si prendeva cura di me.

.screen: “E’ passato. Quel momento è passato. Devi per forza continuare a pensarci? Lui ti voleva bene e ti vuole bene anche adesso. Solo che ora vive con un’altra donna.”

Filippo: “Quello era il mio papà. E ora… ora, per me, è ufficialmente morto.”

L: A parte il fatto che prima ti ho detto vado a dormire e ti ho mandato l’audio con la voce da scema proprio perché stavo scherzando
L: Due nel discorso che hai mille cose da fare io non c’entro nulla
L: E ti ho scritto anche prima che a volte bastano 5 minuti.
L: Non serve una call di due ore.
L: O mortificarmi perché io ho più tempo libero
L: Io capisco che per te non è così e non ti stresso mi pare…
L: E se anche stasera non vuoi vedermi perché stavo scherzando e te la faccio scendere a quel punto ti rispondo seria
L: Mi vuoi vedere oppure anche oggi niente?
L: Ti ripeto non devi prenderla a male se voglio vederti o sentirti..
L: È perché veramente mi manchi e mi è rimasto solo sto cavolo di modo per farlo
Io: facciamo un altro giorno va, buonanotte L

Filippo: “Per me è ufficialmente morta.”

.screen: “Che cazzo hai fatto…”

[…to be continued…]

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