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Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?

Voglio essere felice. Voglio tutto subito. Voglio scoparmi le superfighe. Voglio essere il più grande seduttore al mondo. Voglio essere ricco. Voglio avere una macchina bellissima. Voglio viaggiare. Vorrei poter essere ubriaco per tutta la vita.

Ci sono due momenti terribili nella tua vita: quando non riesci a ottenere ciò che pensi che ti renderà felice… e quando lo ottieni. — Tyler

ciclo della felicità

La vita è un’altalena. Un’altalena tra la depressione e l’esaltazione. Ci saranno dei momenti tremendi e dei momenti bellissimi nella tua vita. Quell’istante in cui la modella con il culo perfetto ci sta. Quell’istante in cui addirittura magari fai sesso con lei… e quel momento in cui ti scrive che no, domani non ha tempo per vederti. In cui no, non sei figo abbastanza. In cui no, non voglio avere una relazione con te.

La vita è una fottuta altalena. In cui parti dall’ottimismo, dalla speranza di farcela. Parti dalla speranza che quando ti scoperai mille fighe… allora sarà diverso. Allora sarà un mondo nuovo. Allora sarà qualcosa di bello, spettacolare e fantastico. Per poi realizzare che… no, non cambia una beneamata sega. No, sei ancora lo stronzo di prima. No, la gente pensa che sei un coglione tanto quanto prima.

Il successo – #4: la cubista lituana

E’ il 2014. E’ un anno che sto uscendo e che cerco di fare sesso con una ragazza da approccio a freddo. Al lunedì di quella settimana ho un momento di riflessione totale. Mi ritrovo sotto uno stendino. Chiuso fuori da quelli che dovrebbero essere i miei amici. Solo. E mi tocca anche tornare a Padova. E fare le mie vacanze a casa. La depressione. Decido di abbandonare il game. Stavo cercando di fare una cosa superficiale. Avevo bisogno di validazione per il cazzo. Non aveva senso. Decido che volevo trovarmi una fidanzata. Che volevo qualcuno che contasse veramente.

Vado in discoteca e trovo questa ragazza. Una ragazza lituana che faceva la modella ed era una ex cubista del locale. Mi stavo divertendo così tanto che quasi non la guardo. E’ lei che mi ferma. Mi porta in pista. Mi bacia praticamente lei. Stavo per farci sesso letteralmente nei divanetti.

Un mio amico mi presta la macchina. Ci andiamo. E facciamo sesso in macchina, nel parcheggio della discoteca. Ancora ero allibito, come poteva essere successo? I miei amici mi fanno i complimenti. Mi dicono che era incredibile. Mi trattengo a malapena dallo scriverlo subito sul forum di seduzione che frequentavo. Poi mi arrendo e lo faccio.

Sento la validazione. Sento il sentirmi figo salire alle stelle. Penso di aver finalmente capito. Di aver capito come si facesse. Inizio a fare dei video in cui spiego come si faceva. Per i successivi sei mesi non farò sesso più con nessuna ragazza.

Finché mi fermo e mi chiedo. Voglio realmente che le persone mi stimino per il fatto che ho o non ho messo il mio cazzo dentro una vagina? Voglio davvero mantenere un’identità del genere in cui se fallisci. Se non sei all’altezza delle aspettative… senti proprio il castello che cade? Quasi che il vero te stesso, la persona che c’è dietro alla maschera… non gliene frega un cazzo a nessuno?

Molte delle persone così, delle persone che guardano solo a questa tua maschera… non gliene frega un cazzo di te. Si, ci saranno amici a cui fregherà se fai sesso o meno. Ma loro te lo chiederanno per te. Perché vogliono poter gioire con te di un tuo successo. E se anche non ce l’avrai fatta, non cambierà nulla. Come non cambierà nulla se te la sarai scopata. Perché loro sono lì… per te. Perché danno valore alla tua persona. Non a un cazzo di risultato di cui in qualche mese non avrai più alcuna memoria.

Rendiamo il sesso qualcosa di importante. Qualcosa di fondamentale. Perché viviamo in scarsità. Perché ci sembra una cosa così impossibile e difficile. Ma quando capisci le dinamiche. Quando risolvi le tue insicurezze. Quando sei davvero di valore. Questo problema non si applicherà più. Fare sesso ti sembrerà semplicemente naturale. Una parte della tua vita, quanto lo è respirare o andare in bagno.

Segui il coniglio bianco, Neo

La vita è solo un’illusione. E viviamo in una rincorsa continua alla prossima illusione. Alla prossima cosa che penseremo che ci renderà felici. Che ci renderà completi. Che ci farà finalmente vendicare di quella troia di merda che alle superiori ci ha rifiutato. Di quella troia di merda che non ti ha mai amato e che ti ha solo usato come un oggetto.

Viviamo continuamente nel dolore. Nel dolore di non riuscire ad accettare il nostro presente. Il nostro passato. Non riusciamo ad accettare chi siamo e cosa vogliamo veramente. E quando succede… succede una cosa divertente. Succede che molti vogliono il successo. Vogliono arrivare al top. Vogliono costruire qualcosa di grande. Vogliono scoparsi la supermodella. Vogliono un sacco di soldi… ma non sono disposti a pagare il sacrificio. La fatica. La sofferenza, per ottenerli.

Succede che vorrebbero stare sul divano, spaparanzati, a non fare nulla. Succede che quando il dolore si fa più grosso. Succede che quando arrivi a vedere veramente l’orrore e la merda vera in faccia… si rendono conto che beh, fa un male porco. E mi arrivano questi messaggi.

vita monastica

Si cerca la stimolazione immediata. Si cercano modi e strategie per non soffrire. Per non… vivere. Proprio perché scegli di non metterti neanche in gioco. Di non entrare neanche nelle dinamiche perché… beh. Perché sai di perdere. Sai che non ce la puoi fare. Sai che ti metteranno sotto. Sai che ti distruggeranno… ancora una volta. Perché ancora non hai capito. Ancora non riesci a fare tue le dinamiche. E perderai, soffrirai e starai male. Ancora una cazzo di volta.

Cambiare… perché

E quindi decidi di cambiare. Decidi di togliere le rotelline e farti un innergame con i controcoglioni. Decidi di dare tutto, fino in fondo. Di lasciar andare le paranoie. Di lasciar andare il tuo ego. Di diventare un tutt’uno con il tuo vero io e raggiungere l’illuminazione. E la vera autorealizzazione. E… ti stupisci. Ti sembra incredibile.

Perché sono depresso? Perché raggiungo queste vette di dramma esistenziale che figa se mi suicidassi sarebbe meglio? Perché sto ancora soffrendo come un cane?

Immagina di essere una pallina piena di energia. Appena nato puoi rimbalzare felice, con tutta l’energia che vuoi, in tutta la tua stanza. Sei libero e sei felice di esprimerti. A un certo punto… i traumi. La vita. I genitori. La società. La chiesa… ti inducono a ridurre lo spazio in cui ti piace stare. Ti costruisci delle prigioni, per la tua stessa mente. Riducendo sempre di più ciò che puoi e ciò che non puoi fare.

Questo ti porta a rimbalzare sempre con meno e energia e in spazi sempre più stretti. Se dovessimo disegnare una curva della tua felicità, sarebbe simile alla seguente.

noia

E’ quasi una retta. Succedono delle cose positive e altre negative. Non ti metti mai realmente in gioco e quindi non vinci e non perdi mai tantissimo. Magari puoi avere qualche gioia raramente, ma è casuale. E può essere seguita anche da lunghi periodi di depressione. La tua vita è noiosa e abitudinaria. E i risultati che ottieni sono quindi solo casuali e radi.

Quando invece cominci ad allargare i tuoi orizzonti e a sbloccarti mentalmente, la curva assomiglia di più a quella seguente.

picchi emotivi

Il lettore accorto si renderà che la quantità di felicità… non cambia. Non cambia affatto. I picchi alti ci sono. Il successo arriva. E ce ne sono anche molto di più in un certo periodo di tempo. Tuttavia, accelerando i picchi positivi… acceleriamo anche i picchi negativi. Pertanto, la felicità totale non cambia. Per questo, quando ho parlato della Dark Triad, ne ho parlato come una configurazione. Come un altro modo di vivere la propria vita, che porta a un numero molto maggiore di risultati.

Per ottenere i risultati che ottengo mi spacco il culo per il 90% del tempo. Nel lavoro, in palestra, dal cinese che mi vuole aprire in due. Prendendo pali e facendomi paccare ai date. E un sacco di altre cose. Una chiusura porta con se un sacco di fatica e un sacco di perdite di tempo. Oltre a momenti di depressione e in cui vorresti mollare tutto.

Le pubblicità ti mostreranno solo i picchi positivi. Ti faranno vedere il successo, le donne, il lusso. I momenti ad alta intensità. E ti nasconderanno tutta la sofferenza, la depressione, i momenti in cui sarai vicino al suicidio. Per venderti di tutto. Mille prodotti per essere felice. Per stabilizzare quel successo. Per essere sempre “Dio”, costantemente. Tuttavia, ciò, è impossibile. Con qualsiasi metodo, prodotto o artificio.

Per quello la domanda diventa: quanto dolore puoi reggere? Quanta fatica puoi affrontare? Maggiore sarà. Più riuscirai a resistere… maggiori saranno i premi. Più risultati otterrai. Per questo, chi non ottiene risultati, ha spesso una realtà molto debole e bloccata. Non riesce a essere flessibile e quando succede qualcosa di inatteso, soffrono da morire.

Cosa diversi invece è lavorare sul proprio innergame e sul proprio fisico per togliere dolori fisici e mentali. Questo non va ad agire sulla tua felicità, ma sul tuo dolore latente, sciogliendolo. Questo porta a uno stato di benessere e di serenità, che però è un concetto ortogonale.

Uccidere te stesso

mentire

Continuando ogni giorno questa semplice pratica, otterrete un meraviglioso potere. Prima di raggiungerlo, è qualcosa di meraviglioso, ma, una volta raggiunto, non è niente di speciale.

Quando realizzi tutto questo ti chiedi dunque che senso abbia soffrire così tanto. Ti chiedi che senso abbia dare tutto te stesso. Tanto la felicità che ne trarrai sarà sempre la stessa. Per quanto fatichi, per quanto stai male, per quanto soffri… riuscirai a ottenere solo pochi attimi di intensa felicità.

L’unico motivo dunque per farlo… è il divertimento nel mero gesto tecnico. E’ il vivere quell’attimo con tutto te stesso. Esserci e portarti a casa la vittoria. Essere quello che ce la fa. Quello che vince. Quello che porta a casa il risultato che nessuno prima aveva raggiunto.

Spesso per riuscire in questa impresa dovrai uccidere te stesso. Arrivare alle basi. Rivedere tutto quello che sei disposto a fare, mettendo in discussione ogni paletto. Ogni insicurezza. Ogni punto di domanda. Per quei 5 minuti di gloria. In cui tutto accade, in cui finalmente vinci e distruggi tutto.

Molti, per venderti corsi, per venderti mille cose… ti diranno che quella è vita. Ti diranno che essere così, che essere al top, che essere quello che vince… è meglio. Ti diranno che fa veramente schifo essere un perdente e che devi uscire dalla tua zona di comfort.

Sono tutte cazzate. Non devi necessariamente vincere. Non devi fare proprio nulla. Ma dentro di te avrai sempre una vocina. Una vocina che ti dice che puoi spingere di più. Che puoi essere meglio di come sei ora. Che la vuoi quella vittoria. Che vuoi la gloria. Che vuoi essere ricordato per essere quello che ha fatto una cosa molto più figa di tutti gli altri.

E ti verrà da combattere. Ogni istante, ogni giorno, per mesi se non anni… per arrivare al tuo obiettivo. L’obiettivo non di fare i soldi. Non di essere qualcuno. Ma di ispirare gli altri. Di essere Dio in terra. Almeno… per pochi secondi. Per pochi istanti. Che valgono una vita.

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Approfondimenti

Anche su questo avevo fatto un video in cui analizzo i principali modelli della felicità. I modelli della felicità sono delle promesse che ti fanno i media, la società o la chiesa. Promesse che ti fanno pensare che quanto ho detto in questo articolo sia falso. Ovvero che esistono davvero delle configurazioni alternative in cui sei più felice. In cui dovresti essere a tutti i costi, altrimenti sei un fallito.