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Il coronavirus arriva in Italia

La quarantena causata dal nuovo Coronavirus sta mettendo a dura prova molte persone minando in maniera irreparabile la loro produttività.

Persone che magari già avevano problemi a focalizzarsi o ad avere obiettivi reali nella loro vita si sono visti cadere tutto come un castello di carte. Altri, magari un pelo più strutturati, vedendosi togliere molte delle cose per cui stavano combattendo (università, lavoro, palestra, seduzione, ecc.) si sono viste mancare il pavimento sotto i piedi. E si sono ritrovati con una produttività sotto le scarpe.

Cosa fare dunque? In questo articolo vediamo 7 tecniche che, sempre, sono molto efficaci per aumentare la produttività. Ma che in questo caso, oserei dire, diventano fondamentali per la sopravvivenza in trincea dentro la propria casa.

1. La produttività deriva dalle abitudini

i rituali per aumentare la produttività

Il modo migliore per essere produttivi è costruirsi delle abitudini rinforzanti che vadano a lavorare per te. Più che delle abitudini, oserei chiamarli dei rituali.

Ora vediamo perché mi piace chiamarli così invece che abitudini.

Faccio un esempio. Ogni giorno alle 8 mi sveglio. Alla 9 sono pronto e vado a scuola. Alle 9.30 inizia la scuola e sono vestito, seduto sul mio posto e con il quaderno fuori o il libro ecc.

Questa cosa ci rende automaticamente produttivi perché abbiamo:

  • Un orario preciso. La scuola, in questo caso, inizia alle 9.30. Non 20 minuti prima e neanche 20 minuti dopo. Inizia sempre allo stesso orario. Questa cosa è fondamentale.
  • Delle punizioni. Non è così importante l’orario in se e per se. E’ importante doverlo rispettare. Sapere di dover essere in un certo posto altrimenti c’è una punizione implica che sarò rapido e scattante per riuscire ad arrivare in tempo. Non ci fosse una punizione, anche dovesse esserci un ritardo non ci presterei troppa attenzione, quindi me la prenderei più con calma diventando meno produttivo.
  • Mi vesto in modo adeguato. Questo fa parte del rituale. Può sembrare secondario, ma non lo è. Se sono a casa e rimango in pigiama tutto il giorno, automaticamente il mio cervello assocerà il mio “setup” con “cazzeggio”. Se voglio studiare e essere produttivo, se mi vesto da “studio”, automaticamente il mio cervello assocerà quello stato mentale. Può sembrare una cagata… ma funziona in modo terribile.
  • Un luogo preciso. Anche qui, può sembrare una boiata, ma essere in un luogo preciso mi fa fare la cosa specifica. Andare in palestra, per esempio, mi impone di mettermi nell’ottica di dire “ok, ora è arrivato il momento di fare palestra”. Idem la scuola. O il lavoro. Rimanere a casa invece uccide completamente questo switch mentale perché confondo i luoghi di svago con dei luoghi dove dovrei essere produttivo.
  • Faccio sempre le stesse azioni. Anche qui, può sembrare banale, ma più è interiorizzato quello che dobbiamo fare, più non ci dobbiamo pensare. Essendo molto minore lo sforzo mentale, ci metteremo meno fatica a farlo quindi lo realizzeremo più velocemente. In questo caso, il percorso casa-scuola è ormai interiorizzato e so esattamente quanto tempo ci metto ad arrivarci.

Tutte queste cose dunque concorrono alla creazione di un’abitudine rinforzante che ci dona produttività. Il problema è che pochissime persone sono consapevoli di questi meccanismi. E, quindi, lasciate sole a casa si ritrovano a non avere più alcuna abitudine già creata per loro che li guida. Ammazzando totalmente la loro produttività.

Per ripristinarla è dunque necessario ricreare delle abitudini, anche banali, forzate. Mettendosi orari, punizioni, vestiti, ecc. per rafforzare tutto questo modus operandi e per riuscire dunque a essere produttivi davvero.

Devo lavorare? Vado a una data scrivania e ci vado lì solo per quel motivo. Vestito da lavoro e non in pigiama. Sempre alla stessa ora e cercando di fare, pressapoco, sempre le stesse cose.

Perché è importante essere produttivi anche quando si è in quarantena e con virtualmente nulla da fare…? Per un motivo banale: perché l’improduttività sfocia rapidamente nella noia. E ancora più rapidamente nella depressione. La depressione infatti è particolarmente pesante se ci sentiamo che non abbiamo obiettivi. Se ciò che facciamo è senza uno scopo o un’utilità.

Ricreare dunque una vita ricca di stimoli e produttiva ci permette di aumentare i nostri livelli di felicità e di benessere. Senza dover portare a spasso il cane 80 volte per strada per stare un po’ meglio (anche perché poi mi fate schiattare il cane e non uscite più).

2. Approccio iterativo incrementale

avere un approccio sistematico alla produttività

Ne avevamo già accennato nella diretta sulla produttività. Questo è quantomeno fondamentale in un momento difficile come questo.

La prima cosa da fare infatti è accettare di essere improduttivi. E’ ovvio, normale e scontato. Perché? Perché ci hanno appena tolto tutte le nostre abitudini di botto, alcune delle quali magari avevano automatizzato profondamente. E’ dunque naturale che ora la nostra produttività in qualsiasi cosa sia ai minimi storici.

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Capito questo e, soprattutto, capito che essere improduttivi è una scelta possiamo prodigarci nel capire come costruire delle abitudini (o meglio, dei rituali) che abbiano le caratteristiche viste qui sopra.

Il problema è che magari vorremmo immediatamente recuperare la produttività che avevamo prima della quarantena. Cosa ovviamente impossibile. Il risultato sarà dunque quello di cercare di impostare 4 o 5 abitudini contemporaneamente. Senza magari seguire le indicazioni dette precedentemente. Facendo dunque sempre tutto nello stesso posto, a orari variabili, vestiti sempre in pigiama.

Il risultato sarà quindi frustrazione, depressione e impossibilità nel fare anche le cose più banali.

L’approccio iterativo incrementale invece prevede l’accettare di fallire come parte del processo. So già che all’inizio sarò altamente improduttivo e cerco di stabilizzare una o due abitudini al massimo al giorno. Quelle più importanti ovviamente.

Una volta fatto, cerco di regolarizzare la mia vita per fare in modo di avere dei ritmi scanditi in modo il più rigido possibile. Non tanto perché io sia un robot o perché mi debba controllare in modo ossessivo.

Quanto perché più rispetterò la scaletta mentale che mi creerò, quanto più sarà tutto automatico e produttivo. Cosa che mi farò ottenere risultati e, dunque, senso di auto-realizzazione e felicità.

In due parole: baby steps. Si fa tutto un po’ alla volta. Non è indispensabile fare tutto subito e sentirsi dei falliti perché non si riesce. Si parte piano e si costruisce un po’ per volta.

3. Eliminare o nascondere le fonti di disturbo

notifiche del cellulare che disturbano la produttività

La cosa che mina di più la produttività è l’avere delle fonti di disturbo a portata di mano. Queste possono essere il computer portatile a portata di mano mentre ci alleniamo. Oppure avere la tab sempre aperta di whatsapp sul computer. O le mille notifiche che ci arrivano ogni giorno.

Cosa importante dunque mentre mettiamo a punto i nostri rituali è capire quali sono le fonti di disturbo e limitarle o eliminarle. Vediamo che la nostra sessione di allenamento è durata il doppio? Non pensiamo di essere dei fannulloni scansafatiche come ci dice nostra madre. Pensiamo che, evidentemente, qualcosa è andato storto e dobbiamo capire cosa.

Non riusciamo a fare la dieta? Anche lì, evidentemente è perché abbiamo comprato cose che non avremmo dovuto mangiare. Oppure abbiamo mangiato troppo di cose che andavano bene. Capiamo dunque come ridurre o eliminare le tentazioni per riuscire a raggiungere l’obiettivo.

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A tal proposito, sempre nella diretta sulla produttività, avevo consigliato la tecnica del pomodoro. E’ molto semplice. Basta caricare un pomodoro e da 25 minuti. Va bene uno da cucina o, se non ce lo avete, anche un’app qualsiasi per cellulare. Ce ne sono svariate! Incluso il timer che avete sicuramente nel telefono.

In questi 25 minuti non potete per nessun motivo usare il cellulare. Spegnetelo o mettetelo in modalità aereo. Meglio se in un’altra stanza. Idem per tab varie ed eventuali di social o altre distrazioni.

Finiti i 25 minuti, potete riaccendere il telefono e quant’altro e usarlo per 5 minuti. Personalmente ho visto funzionare molto meglio fare pause da 10 minuti invece che 5 minuti. Immagino che sia da calibrare anche molto su se stessi per capire quanto si riesce a tenere certi ritmi. In ogni caso, sconsiglio di allungare eccessivamente il periodo di produttività. Ora vedremo perché.

4. Prevedi dei momenti di svago / di relax

momento di relax

L’errore più grande è sentirsi le urla di nostra madre che ci dice “ancora a giocare!! STUDIAAAA!” e sentirsi eternamente in colpa per giocare al nostro videogioco preferito.

Più facciamo cose stressanti e che non ci piacciono, più avremo bisogno di recuperare dallo stress che ci creano. E’ naturale e fisiologico. Per questo, sempre nella famosa diretta sulla produttività, spiegavo come l’obiettivo sia cercare di trovare hobby, passioni, studio e anche un lavoro che ci piacciono il più possibile.

Questo proprio perché più ci piace qualcosa, più riusciremo a essere produttivi accorciando i tempi di recupero. Mi piace tantissimo quello che sto facendo? Magari non metto neanche il pomodoro, perché mi rendo conto che riesco a farlo anche per 2 o 3 ore consecutive senza stancarmi minimamente.

Viceversa mi potrei rendere conto che 25 minuti non riesco a terminarli quasi mai ed essere costretto ad abbassare a 20 o 15. Sono un fallito? No. Semplicemente quello che sto facendo mi piace poco ma, dovendo farlo, riadatto le mie strategie per raggiungere comunque il successo. Oppure, allungo le pause da 5 a 10 o persino 15 minuti.

La cosa più importante, come ho detto all’inizio, è riuscire ad avere dei rituali. Molto meglio fare 10 minuti produttivi e 10 minuti di riposo che farne 20 produttivi, 5 di riposo, poi 5 produttivi e poi scoppiare e dovermi prendere 40 minuti per recuperare. Più riesco a essere regolare al limite del meccanico, più riuscirò a mantenere il ritmo, ad essere produttivo e segnare dei risultati positivi a fine giornata.

5. Contare e celebrare i propri successi

celebrare il successo

La motivazione deriva dai risultati. Vedendo che siamo bravi in qualcosa ci verrà voglia di farlo ancora di più per ricevere approvazione sociale e consenso.

Come fare dunque quando mancano totalmente dei risultati reali? Il pomodoro torna ancora una volta in nostro aiuto. Quello che possiamo fare è contare quanti pomodori (e, soprattutto, quanti consecutivi) siamo riusciti a realizzare in una data giornata.

Oltre a questo, potremmo contare quante abitudini (anche parzialmente se le stiamo iniziando) siamo riusciti a completare. Senza abbatterci se magari abbiamo fatto un’ora di studio invece di tre. Ne prendiamo nota e cerchiamo di capire come migliorare il giorno dopo.

Contando i risultati e celebrando ogni volta che abbiamo un incremento positivo, renderemo tutta la nostra vita un videogame. E automaticamente andremo verso qualcosa che ci piace davvero. Per un motivo abbastanza banale: ovvero, che ci incrementa le statistiche.

Per questo quando ero single tenevo le statistiche delle ragazze con cui facevo sesso. Questo mi motivava e spronava a mettermi in discussione, ad andare oltre, a vedere sempre la ragazza dopo. Cosa mi motiva ora? Mi motiva la ragazza che potrebbe essere la mia fidanzata se mi impegno. Se ci aiutiamo a vicenda. E, soprattuto, il fidanzato dopo che potrei essere io se mi impegno.

E’ molto difficile togliere un conteggio esplicito e farlo diventare tanti sotto-obiettivi che, di fatto, non sono esteriorizzabili con un numero che dà validazione esterna. Ma, se il nostro obiettivo è abbastanza forte, è fattibile.

6. Andare a letto presto

Dormire e andare a letto presto

Può sembrare una stronzata o che cambi relativamente poco… invece, non lo è. Cambia davvero tantissimo.

Dovessi scegliere una cosa da iniziare a fare oggi sarebbe decisamente questa.

Il motivo è presto detto. Nella fascia tra le 11.30 e le 3 di notte il corpo recupera tutta una serie di ormoni che servono al buon funzionamento del corpo.

Ora, senza entrare troppo nel dettaglio, anche perché non è di mia competenza, il cambiamento è davvero abissale.

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Se andate a letto dalle 3 in poi, il giorno dopo sarete completamente rintronati. Tutto il giorno vi sembrerà di essere quasi come in after. Completamente fatti. Tutto sarà al rallentatore. Per fare ogni cosa vi servirà il doppio del tempo e vi sentirete stupidi e rincoglioniti.

Se andate a letto invece per le 23.30 massimo mezzanotte invece il giorno dopo sarete delle macchine. Pure se dormirete 6 ore invece che 9 ore dormite dalle 3 in poi.

Ovvio, non è indispensabile andare a letto alle 23.30 sennò ciao addio. Anche qui usate un approccio iterativo incrementale. Ovvero, cercate sempre di più di avvicinare il vostro orario alle 23.30 un po’ alla volta. Già andare a letto all’una invece che alle tre farà un’enorme differenza.

Inoltre, passare dalle 4 a cercare di andare a letto all’una sarà particolarmente difficile. Dovete abituare di nuovo l’organismo. Anche qua, fatelo in modo iterativo incrementale. Andando quindi alle 3, poi alle 2 e così via.

Se provate a farlo per una settimana non tornerete più indietro.

7. Fare esercizio fisico alla mattina

Un’abitudine da impostare appena svegli è sicuramente un po’ di esercizio fisico. Non dovete necessariamente fare una sessione di squat al 90% del massimale, anzi.

Va benissimo anche solo fare un po’ di stretching, i cinque tibetani, o anche degli esercizi base. Come possono essere delle flessioni a corpo libero, delle trazioni o dello squat sempre a corpo libero.

Dopo anche solo 20 minuti di esercizi il nostro corpo si sarà svegliato e sarà pronto per il resto della giornata diventando dunque subito più pronti e produttivi. Io personalmente mi alleno ultimamente sempre alla mattina. Pure facendo anche sessioni pesanti da 2 ore e mezza o 3. E’ indispensabile? No ovviamente. Ma volendolo fare per raggiungere i miei obiettivi estetici e di forza, preferisco metterli in quella fascia oraria.

Ti assicuro che dopo aver fatto 140kg di squat, la mattina ha tutta un’altra prospettiva. E all’improvviso ogni sfida ti sembra molto più facile.

Ora, che purtroppo siamo chiusi in casa a causa del Coronavirus, potrebbe tornarti utile questo video di Danny Lazzarin:

In cui ci spiega degli esercizi molto semplici che possiamo fare con una coppia di elastici pagando davvero poco.

Esercizi che possiamo fare sia in questo periodo di quarantena ma, non dovessi aver mai fatto palestra, potrai prenderli come modo per approcciare l’esercizio fisico in modo leggero e spendendo davvero poco.

Conclusioni

Spero di averti dato una serie di stratagemmi utili per aumentare la tua produttività, specialmente in questo periodo nefasto. Dovessero esserti piaciuti, ti ricordo nuovamente la mia diretta sulla produttività in cui ho approfondito il tema.

Dovesse piacerti particolarmente, ho in programma a breve un modulo dedicato al raggiungimento dei tuoi obiettivi e all’aumento esponenziale della tua produttività. Programma già seguito con estremo successo da vari studenti che ho selezionato per provarlo “in segreto” negli ultimi anni.

Curioso? Iscriviti al gruppo Facebook per non perderti il momento in cui uscirà e poter fare delle domande se qualcosa in questo articolo o nella diretta non ti è chiaro.

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