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Ti sei mai chiesto come mandare la tua produttività personale alle stelle? Ottenendo risultati fuori da ogni logica?

Molte persone mi hanno chiesto come facessi a frequentare più ragazze contemporaneamente. Fare praticamente due lavori. Creare articoli. Rispondere alle domande del gruppo facebook. Fare appuntamenti con ragazze nuove. E fare pure palestra 3 volte a settimana e improvvisazione teatrale. Oltre ad andare anche a figa 2-3 volte a settimana. Senza morire.

Ho dunque condensato tutte le mie conoscenze presentando ciò che uso per avere una produttività personale fuori scala. Nell’ultimo incontro avevamo visto la mentalità con cui approcciare il problema. E’ ovvio che senza un obiettivo ambizioso, non vi verrà naturale usare ogni secondo libero del vostro tempo. Ed è ovvio che senza un innergame solido tutte queste tecniche non funzioneranno al meglio.

Oggi vedremo la prima parte dell’intervento. A breve pubblicherò anche la seconda. A seguire troverai il riassunto dei contenuti, le slide e alcuni video esterni che ho scelto di mostrare per l’incontro. Purtroppo non si è registrato tutto l’incontro, spero che il riassunto ti possa aiutare comunque a comprendere i concetti mancanti.

 

Sofferenza

Molto spesso siamo convinti che per riuscire a essere produttivi, per riuscire a raggiungere l’obiettivo… bisogna fare dei grandi “salti”. Mettersi un giorno intero focalizzati su qualcosa. E che 5 o 10 minuti di impegno su un task sono completamente inutili. Inoltre, siamo convinti di dover fare solo le cose “veramente tanto importanti”. Tralasciando molte cose considerate secondarie… come farsi il letto alla mattina.

Il successo invece è una questione di centimetri. E’ una questione di impegnarsi, ogni giorno, su tante piccole cose. 10 pagine lette oggi. 10 minuti di video visti domani. Quel rimorchio che hai tentato anche se nelle ultime 48 ore ne hai dormite due. Tante piccole cose che costruiscono il tuo successo, giorno dopo giorno.

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L’obiettivo è arrivare al punto che riempi la tua vita di questi piccoli task. Arriverai al punto in cui perdere tempo in cazzate ti sembrerà senza senso. Avrai sempre qualcosa da fare che ti dà valore. Fino a riempire al 100% o quasi la tua giornata.

Un altro concetto importante di questo video è la sofferenza. Un film molto bello al riguardo è quello sul soldato Jane. Molte persone non si sono mai neanche messe in gioco. Non sanno cosa vuol dire soffrire. Non sono mai dovuti arrivare al punto di non ritorno… e dover rinascere. Ed è proprio quando muori e rinasci che c’è un cambiamento. Un cambiamento abissale dovuto all’affrontare le proprie paure, i propri limite, arrivare all’estremo.

Molti rimangono trincerati in casa con i propri genitori. Non si mettono mai in discussione. Rimangono in quello che è un “territorio amico”… senza mai affrontare la merda vera. Annullandosi fino ai minimi termini.

Il tuo cervello è contro di te

Soprattutto nell’allenamento, ma in ogni cosa che costa fatica, stress e disagio… il tuo cervello lotterà contro di te. Il tuo cervello ha come obiettivo quello di ridurre la fatica. Ridurre il dolore. Farti rimanere in ciò che è sicuro e che ti fa stare bene. Non ti metterà mai in pericolo.

Pertanto, devi sovrascrivere completamente alcuni circuiti neuronali. Devi dimostrargli che quella data cosa la vuoi veramente. Devi dimostrargli che vale la pena lottare. Che effettivamente poi stai meglio. Che è un qualcosa che ti rende felice. Fino a farlo diventare un’abitudine. Una cosa ormai interiorizzata. A quel punto, non costandoti più stress e fatica, il tuo cervello esegue automaticamente. Sa già che avrai dei vantaggi da quella attività e quindi non cerca di impedirtela. Di limitarti. Di negarti l’accesso a quel tipo di azione.

Per questo anche l’attività in se, dopo esserti abituato alla stessa, deve piacerti. Dev’essere qualcosa che vuoi. Qualcosa che ti permetta di realizzare il tuo sogno finale. Altrimenti mollerai. E sarà inevitabile.

Mindset per la massima produttività

Qui il principio è quello di minimizzare il più possibile metodologie coercitive. L’obiettivo è fare cose che ti danno valore e ti fanno stare bene. Il risultato sarà poi che avrai molto meno stress da sfogare. Lo stress infatti andrà poi reintegrato. Facendo attività ludiche, come giocare ai videogiochi, che hanno il solo obiettivo di farti scaricare lo stress e rilassarti.

Dovendo scegliere, il modo migliore per scaricare lo stress è dormire. Due ore di sonno reintegrano molto di più di due ore di videogame. Per questo appena ho un secondo libero mi butto all’istante a dormire. All’inizio non è facile imparare a dormire in qualsiasi momento, poi ti abitui.

Il focus dunque è cercare sempre il modo più divertente e allo stesso tempo efficace per fare le cose. Non ha senso fare cose solo perché “ti hanno detto che si fanno così”. O seguire ciò che ti dicono gli altri su come svolgere il tuo lavoro. Facendo così finirai per procastinare tantissimo fino a mollare.

Definisci quindi input, output e tempistiche. Il resto sta a te. Una volta che hai le specifiche di ciò che ti viene dato e di ciò che ci si aspetta da te, sei a posto. Ti manca sapere solo in quanto tempo serve quel prodotto e il resto è una tua scelta.

Un’altra cosa importante è “tenere la media del 7”. Il fuoriclasse non è chi fa la goleada. E’ chi riesce a essere sempre una sicurezza per la squadra. Riesce a essere affidabile, a essere una sicurezza. Un giocatore così, che segue la strategia ed esegue il piano, è fondamentale. Un’intera squadra così, è invincibile.

Un’altra regola importante è la Legge di Pareto. Ovvero, con il 20% dello sforzo si ottengono l’80% dei risultati. E’ inutile giocare in modo complesso. E’ inutile buttare la palla sul bordo della riga. Gioca in modo sicuro. Manda la pallina in posti dove sei sicuro di riuscire a giocarla. Gioca pulito, semplice. E’ questa la chiave della vittoria.

Infine, fottitene di rompere le cose. Sbaglierai, ti diranno parole, diranno che lavori male. Fregatene. Cerca di ottenere il risultato, di migliorare, di andare veloce. E’ quando porti valore e risultati che le persone si convincono. Anche se nel mentre hai dovuto spaccare qualcosa.

Come fare a fare ciò che odi

In generale fare ciò che odi è quello che uccide di più la tua produttività. Chiediti prima se è realmente necessario che tu faccia quella tal cosa. Riuscire a eliminarla o delegarla o automatizzarla tramite script o altri sistemi automatici è molto meglio. In questo modo ti libererai di ciò che odi potendo focalizzarti su ciò che ti piace davvero.

Fare ciò che odi rischia di farti mollare o di non riuscire a completare il task. Per questo cercare dei modi per rendere la cosa più divertente è la cosa migliore che puoi fare. Oltre a cercare di eliminare in toto questa attività.

Ti diranno che i “bravi ragazzi” hanno un certo atteggiamento o fanno le cose in un certo modo. Ignorali. Fatti dire quali sono gli input, gli output e le aspettative che hanno in termini di tempo. A quel punto scegli tu il modo migliore di fare una determinata cosa. Ovviamente ascolta i suggerimenti e i feedback di chi ne sa di più. Ma non fossilizzarti nel pensare dentro gli schemi.

Se proprio però non hai altre alternative, allora costringiti a fare ciò che odi. Ci sono molti sistemi. Un esempio è:

  • Andare in un’aula studio o in un posto dove gli altri lavorano. Vedendo gli altri lavorare e impegnarsi, non ti verrà da perdere tempo.
  • Creare o partecipare a un gruppo facebook dedicato a quel campo in cui vuoi migliorarti. Come quello nostro sull’innergame. Questo ti aiuterà a trovare persone come te che si vogliono impegnare in quel campo.
  • Pagare i tuoi amici e ridargli i soldi man mano che raggiungi i tuoi obiettivi. E’ un modo efficace per fare ciò che odi e che andava di moda con il buon Mystery.

Un altro modo è quello di ridurti a uno stato di noia e di frustrazione totale. Così sarà meglio fare ciò che odi e andare oltre. Come, per esempio, allocare molto tempo a una data attività e non fare altro fino a completamento. Quando comincerai ad annoiarti, sarà inevitabile che pur di far qualcosa farai ciò che odi.

Un altro modo ancora è quello di dire che lo farai, per poi non farlo. Qui ovviamente devi prestare attenzione, altrimenti ti diranno che racconti cazzate. A volte la gente non vuole realmente certe cose. Tipo “andremo fra 3 anni a scalare il K2?”. E’ ovvio che non ci andrai mai. E’ inutile litigare ora per una cosa che non farete mai. Rispondere “mi sembra un’idea carina, ricordamelo fra 3 anni” è il modo migliore per non discutere e togliersi il problema.

Infine, per cose ripetitive come andare in palestra, falla diventare un’abitudine. Se prenderai sempre gli stessi orari e gli stessi modi, finirai per abituarti. Così non dovrai neanche pensarci e lo farai in automatico. All’inizio per me, uscire ed andare in discoteca era un peso. Una fatica. Non lo volevo fare. Ora non ci penso nemmeno o, anzi, non vedo l’ora di farlo! Lo stesso vale per la palestra.

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